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Roma: Ai famigliari del Maresciallo Maggiore Di Gennaro va il premio ATREJU 2019 | La Gazzetta di San Severo
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Roma: Ai famigliari del Maresciallo Maggiore Di Gennaro va il premio ATREJU 2019

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UN UOMO CHE NON SI DIMENTICA. IL MARESCIALLO MAGGIORE VINCENZO CARLO DI GENNARO.

“L’ANIMA BUONA NON LA SI DIMENTICA”.

Stamane ho cercato una frase adatta per ricordare la figura di un GRANDE UOMO, ma è difficile a volte esprimere con le parole ciò che può toccare il nostro animo fino in fondo. Mi è balenata così una frase molto semplice, con cui iniziare e chiudere un articolo che mi sembra una dolorosa parentesi.
Ho voluto ripercorrere immagini e video su di Lui che commuovono e riescono ad arrivare laddove la mente vorrebbe credere in una ragione di vita uguale per tutti.
Ma non esiste.

Chi era Vincenzo Carlo DI GENNARO?

Era un UOMO DAL CUORE D’ORO.

E chi era colui che ha spento il suo sorriso?

Era un non-uomo.
Un pregiudicato per reati di droga, il
cui nome poco rileva.
Importa SOLO CIÒ CHE HA FATTO.
Non si può ammazzare una persona senza che possa nemmeno difendersi. Così…a sangue freddo.

Tutto è successo nella mattinata del 13 di Aprile. In un giorno di Sabato. Proprio come oggi.

Poco dopo le 10, una gazzella dei carabinieri che era impegnata in un controllo stradale di routine, affiancando una vettura, intimó all’autista di fermarsi.
Accadde a pochi passi dalla piazza centrale di Cagnano Varano.
A bordo della gazzella dell’Arma si trovavano Vincenzo Carlo DI GENNARO, di 45 anni, originario di San Severo, nonché vice comandante della stazione di Cagnano Varano ed accanto un commilitone, Pasquale CASERTANO, di appena 23 anni.
Ma ecco che l’uomo che avrebbe dovuto fermarsi, tirò fuori una pistola, mirando dritto alla loro automobile ed aprì brutalmente il fuoco da una distanza piuttosto ravvicinata. I proiettili infransero i vetri e raggiunsero il Maresciallo Vincenzo, uccidendolo. Inutile fu il tentativo del conducente di sottrarsi alla pioggia di fuoco e la corsa in ospedale risultò vana.

Vincenzo era già morto e con Lui si squarcia ancora oggi ogni speranza di Giustizia.
Perché sì; anche se l’omicida sconterà la sua pena, è accaduto quello che si verifica in ogni “barbara uccisione”.

UNA VITA NON C’È PIÙ.

L’altro carabiniere, riportó delle ferite al braccio ed al fianco, ma fu fuori pericolo.

Il Maresciallo Maggiore DI GENNARO, era stato da poco trasferito dalla Calabria. Non aveva ancora figli e stava per sposarsi. Tutti ne hanno parlato e continuano a ricordarlo ancora con enorme affetto, sia i colleghi che i conoscenti ed i familiari.

Di lui disse il Sindaco di Cagnano Varano, Claudio COSTANZUCCI: “Conoscevo molto bene il Maresciallo, era nella nostra stazione carabinieri da anni. Era una presenza storica della caserma. Lo incontravo tutte le mattine. Oltre ad essere una persona molto disponibile, era un uomo che faceva sempre il proprio dovere. E facendo il suo dovere è caduto per lo Stato. È una tragedia per tutti noi che siamo una piccola comunità!”.

I colleghi lo ricordano come “la bontà fatta persona”. Era infatti impegnato anche nel mondo del volontariato e molto devoto a San Pio da Pietrelcina.

Pure il sindaco di San Severo Francesco MIGLIO lo conosceva bene e personalmente, in quanto aveva frequentato con lui le Scuole Medie.

La sua fidanzata, Stefania GUALANO, commosse con tali parole: “In questi giorni ho tanta confusione, l’unica ragione che mi fa guardare avanti sono i nostri ricordi che nemmeno la morte potrà cancellare. Avevamo tanti progetti, ma la vita è stata crudele, ti ha portato via troppo presto. Sono però sicura che resteremo per sempre uniti, perché come dicevi tu noi siamo due corpi e un’anima. CIAO AMORE MIO!”

Ed il papà, con parole di orgoglio, ma intrise di disperazione…
“Sono orgoglioso perché mio figlio è morto sul campo, facendo il suo dovere. Già soffro di cuore e dopo la morte di mia moglie e adesso pure di mio figlio, è diventato un dolore troppo grande da sopportare. E io voglio morire in pace…”

Poi a San Severo c’è stata un’importante inaugurazione, così come la Giunta Comunale deliberó in segno di grande riconoscenza: “Al Maresciallo DI GENNARO, ai fini di onorarne la memoria ed il senso di dovere compiuto sino agli ultimi istanti della sua vita, verrà dedicato uno spazio ubicato nei pressi dell’abitazione paterna nel rione di Porta San Marco, esattamente nell’intersezione tra Viale San Bernardino e Via Zannotti con la seguente dicitura: Piazzetta Maresciallo Vincenzo CARLO DI GENNARO”.

Ed infine a Roma, nella giornata di ieri, Venerdì 20 Settembre, è stato consegnato ai familiari del Maresciallo, il Premio ATREJU 2019.

Si tratta di un premio molto significativo che ogni anno viene assegnato alle personalità che si distinguono per Meriti e Valori.

Il primo è andato al NOSTRO MARESCIALLO.
Erano presenti per Lui, la sorella Lucia e la fidanzata Stefania GUALANO.

PER CELEBRARLO E NON DIMENTICARLO.

Perché è così.
Una persona, quando compie del bene, non può che lasciare un bel ricordo.
E sono le 10. È Sabato. Noi continueremo a ricordarlo ed insieme a Lui, terremo sempre a mente e nei nostri cuori, coloro che hanno accompagnato momenti importanti della nostra esistenza. Non solo.
Ricorderemo anche Esempi di Vita come quello del Nostro Amato Maresciallo.
San Severo non lo scorderà.
Nessuno può e potrà farlo.
Perché “L’ANIMA BUONA NON LA SI DIMENTICA”.

MAI.

Elisabetta Ciavarella