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CHIEUTI: DISSESTO IDROGEOLOGICO PROSEGUONO I LAVORI

Chieuti: i movimenti franosi nell’abitato di Chieuti sono documentati almeno dal XIX secolo. Una ricerca universitaria pubblicata nel 2025 ha ricostruito la storia geologica del versante e individuato due corpi franosi profondi, collegati tra loro. Lo studio indica che il fenomeno attuale rappresenta l’evoluzione di una frana molto antica, la cui evoluzione prosegue nel tempo. Stiamo parlando del versante occidentale del paese.

Una storia lunga, anni di studi, soldi pubblici spesi con la creazione di un bellissimo viale dove puoi immergerti in un magnifico tramonto guardando il vicino Molise, il mare, la Maiella e il Gran Sasso. Un panorama mozzafiato, meta di turisti che nelle sere d’estate immortalano questo paradiso. Sembrava tutto molto bello, ma dopo tanti anni è ricomparso il mostro, il problema della frana e del dissesto idrogeologico lungo tutto quel versante. Inevitabilmente la ferita si è riaperta e la questione ha richiesto subito la massima attenzione, un monitoraggio costante, interventi strutturali e una programmazione capace di guardare oltre le emergenze.

Il terreno si è mosso, sono comparse lesioni nelle strutture, cedimenti nella sede stradale e a essere coinvolti sono stati gli occupanti delle abitazioni costretti a dover lasciare la propria casa trovando sistemazione in alloggi messi a disposizione del Comune di Chieuti.

La situazione del versante occidentale dell’abitato è stata oggetto di studi e interventi specifici. Nel maggio 2021, il Commissario di Governo per il contrasto del dissesto idrogeologico in Puglia annunciò il completamento dell’installazione di una rete di monitoraggio topografico, inclinometrico e piezometrico, destinata a controllare l’evoluzione dei movimenti del terreno e a raccogliere dati utili alla valutazione del fenomeno.

Un passaggio importante, perché conoscere come si comporta il terreno è fondamentale per individuare le soluzioni più efficaci. Ma il monitoraggio, da solo, non può rappresentare il punto d’arrivo: deve accompagnarsi alla realizzazione delle opere necessarie a ridurre il rischio e a proteggere le zone interessate.

La questione è rimasta al centro dell’attenzione istituzionale anche negli anni successivi. Nel luglio 2024 è stato pubblicato l’avviso di approvazione del progetto definitivo per il consolidamento del centro abitato nel tratto Largo IV Novembre–Via Fani. Nel giugno 2026, inoltre, il Commissario di Governo ha pubblicato un provvedimento relativo all’approvazione di una perizia di variante per lo stesso intervento.

I lavori sono iniziati dopo aver ottenuto un finanziamento pubblico di venti milioni di euro. Tre milioni sono stati già finanziati mentre la somma rimanente verrà accreditata appena dopo la pubblicazione dei progetti esecutivi e il conseguente appalto per l’aggiudicazione dei lavori.

L’intervento tempestivo significa anche ridurre i rischi, limitare i danni e proteggere il patrimonio abitativo e infrastrutturale di tutta quella zona.

La frana di Chieuti richiama una responsabilità condivisa tra istituzioni locali, Regione, strutture commissariali e organismi tecnici, ciascuno per le proprie competenze. È necessario che la collaborazione istituzionale produca risultati verificabili, evitando che la complessità delle procedure finisca per allungare inutilmente i tempi degli interventi. Il territorio ha bisogno di progettazione accurata, manutenzione, controllo e opere realizzate sulla base di valutazioni geologiche e tecniche approfondite. Ogni intervento deve essere adeguato alle caratteristiche del versante e accompagnato da verifiche capaci di accertarne l’efficacia nel tempo.

Chieuti è una comunità legata alla propria storia, alle proprie case e alle proprie radici. Proteggere il paese significa anche difendere il territorio sul quale si è sviluppato, garantendo condizioni di sicurezza a chi vi abita e a chi desidera continuare a viverci, senza illudere nessuno con false promesse, ma guardando in faccia alla realtà.

La frana non deve diventare una presenza con la quale rassegnarsi a convivere. Deve restare una priorità da affrontare con serietà, trasparenza e continuità.

La vera sfida non è soltanto intervenire quando il terreno si muove, ma fare in modo che la prevenzione diventi una politica permanente. Perché la sicurezza dei cittadini, la salvaguardia delle abitazioni e il futuro di Chieuti meritano risposte concrete, tempi certi e un impegno istituzionale che non venga meno.

Giovanni Licursi

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