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ANDREA PAZIENZA, I MILLE VOLTI DEL GENIO SANSEVERESE

Quando si parla di Andrea Pazienza si corre subito al suo legame col fumetto, anche se la sua è un’arte complessiva, che si fa pittura, letteratura e poesia, fino ad aprirsi al teatro, al cinema e alla sceneggiatura.
Nato nel 1956 a San Benedetto del Tronto, città di origine della madre, Giuliana Di Cretico, ma certamente sanseverese, Andrea Michele Vincenzo Ciro Pazienza condivide il talento col papà, Enrico Pazienza, docente di educazione artistica e apprezzato pittore di San Severo.
Il suo primo disegnino riconoscibile lo realizza a soli 18 mesi: un orso. Durante l’infanzia Andrea scrive anche poesie, sorprendenti per bellezza e profondità, che ne anticipano la grandezza.
Nell’adolescenza si trasferisce per studio a Pescara, tornando nei fine settimana a San Severo, dove continuerà a frequentare gli amici di sempre. E sarà proprio il suo caro amico, Enrico Fraccacreta, che ce lo racconterà nel volume IL GIOVANE PAZIENZA – IL DISICANTO DEGLI ANNI INEDITI. Un viaggio nel periodo sanseverese, nei suoi anni “felici”, scanzonati ma sempre ricchi di creatività, prima della partenza per il liceo artistico abruzzese.
Del periodo liceale i suoi primi fumetti, in parte tuttora inediti, e una serie di dipinti. Seguirà l’iscrizione, nel 1974, al DAMS di Bologna, dove non conseguirà la laurea, abbandonando gli studi a soli due esami dal titolo.
Sullo sfondo gli anni della contestazione bolognese e il Movimento del ’77. Qui nasce “Le straordinarie avventure di Pentothal”, prima opera pubblicata (Alter Alter, 1977) gettando le basi per un’innovazione del fumetto italiano, in particolare con personaggi come Zanardi e lo stesso Pentothal.
Del 1977 l’ingresso nella rivista Cannibale, dove ritrova il fumettista Tanino Liberatore, amico di Pescara. La collaborazione con Il Male, settimanale di satira, andrà dal 1979 al 1981. Intanto nel 1980 fonda, col gruppo di Cannibale e con Vincenzo Sparagna, Frigidaire, mensile che da alle stampe il personaggio Zanardi. Ne esce un Pazienza prolifico, poliedrico ma recalcitrante alle scadenze e alle esigenze editoriali.
Ma Andrea va oltre il fumetto, si dedica all’insegnamento e firma manifesti cinematografici (la Città delle donne, per Fellini, 1980; Lontano da dove, per Casini e Marciano, 1983) videoclip musicali, copertine di dischi (come per Roberto Vecchioni, Enzo Avitabile, PFM) insieme a campagne pubblicitarie.
Collabora anche con Linus, L’Unità, Zut e con Comic Art. Per la sceneggiatura, contribuisce al film Il piccolo diavolo di Roberto Benigni: l’attore toscano non gli accrediterà la scrittura ma gli dedicherà l’intero film, uscito postumo. Crescente la sua passione per la poesia e per la storia, da vita alle opere: Pompeo, Campofame, Astarte.
Muore improvvisamente, nella notte del 16 giugno 1988, a Montepulciano, in Toscana.
Espressa la richiesta di venire seppellito a San Severo, con “un po’ di terra ed un albero”.
In sua memoria il film-documentario Paz ’77, di Stefano Mordini, del 2001, e Paz!, diretto da Renato De Maria, del 2002. Numerosi i prestigiosi omaggi d’arte, come le pubblicazioni e le mostre, insieme a luoghi pubblici, scuole, laboratori artistici ed edifici a lui intitolati.
Nazario Tartaglione

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