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CASTELLI DI CAPITANATA – LA FORTEZZA DI MONTE SANT’ANGELO, DAL IX SECOLO A GUARDIA DEL GARGANO

Nel nostro viaggio tra i Castelli di Capitanata, che comprendono 20 tra fortezze e torri sopravvissute al tempo, giungiamo alle vette del Gargano.
Terra di storia e spiritualità, Monte Sant’Angelo, già Patrimonio Unesco per il Santuario di San Michele Arcangelo, meta di pellegrinaggio sin dal VI secolo, non smette di stupire per le sue meraviglie che comprendono, insieme all’abazia e agli eremi di Pulsano e al caratteristico quartiere Rione Junno, l’antico e fiabesco castello nato nella prima metà del IX secolo.
Sito all’interno del Parco Nazionale del Gargano, il castrum bizantino, base per il futuro “Castellum de Monte Gargano” nasce per volontà del vescovo Orsovescovo di Benevento e di Siponto.
Posta a guardia del paese e del promontorio, la struttura subisce nel tempo modificazioni. Prima la costruzione in epoca normanna della “Torre dei Giganti”: alta 18 metri, maestosa e pentagonale, gode di spesse mura.
Ma il passare dei secoli vede un potenziamento, con lo sviluppo di due torri, del bastione orientale e di un sistema di cortine in muratura. Posta a difesa, insieme al fossato munito di un ponte, la muraglia originale, di cui non restano che ruderi.
Per la definizione della struttura, notevole l’influenza degli aragonesi. Da considerare inoltre il contributo angioino.
Ad oggi la fortezza comprende il posto di guardia, scuderie e deposito munizioni, un’ampia corte interna, il vestibolo d’accesso e il sovrastante Torrione a carena. Ai piani superiori troviamo la sala del Tesoro: federiciana, con ampio spazio illuminato, il soffitto a volte e un massiccio pilastro centrale. Seguono gli appartamenti del castellano e dei cortigiani.
La fortezza ospitava il “capitaneus” (magistrato) i funzionari e la guarnigione armata. Non mancavano scuderie, magazzini e cisterne. Presenti un mulino, insieme ad un forno e alla falegnameria. Si distinguevano la cappella e gli uffici amministrativi, contraltare agli orridi locali destinati al carcere e posti nei sotterranei della Torre dei Giganti.
La fortezza diverrà uno dei tre principali punti di difesa del Gargano e sarà dimora di principi della signoria dell’Honor Sancti Angeli e bene della corona dell’Imperatore Federico II, che vi soggiornerà insieme alla sua sposa prediletta. Il castello vedrà la nascita di Carlo III di Durazzo, poi re di Napoli e d’Ungheria.
Sarà invece galera per la principessa sveva Filippa d’Antiochia, che qui morirà nel 1273, e per la regina Giovanna I di Napoli (di cui presumibilmente si conservano le spoglie nella chiesa di San Francesco, della stessa cittadina garganica).
Nei secoli diverrà feudo di diverse famiglie, fino alla cessione nel 1802 al Municipio di Monte Sant’Angelo.
Oggetto di diversi interventi di restauro nell’ultimo secolo, il castello vede alcune zone interne visitabili.
Nazario Tartaglione

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