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CENTRODESTRA-RIFIUTI, IL COMPOSTAGGIO VISTO DALLA PARTE DEI CAPOSIENA

Mio malgrado sento di dover commentare l’intervento del noto “esperto di rifiuti” – del centrodestra locale, l’amico Fernando Caposiena , sulla questione compostaggio.
L’articolo, che contiene chiari riferimenti anche al mio video di qualche giorno fa, s’intitola: “Il compostaggio visto dalla nostra parte”. Un titolo appropriato direi, che dimostra la straordinaria circolarità letteraria del livello comico nella sua scrittura. In effetti ha ragione Caposiena: c’è un compostaggio di parte, che non è quello di cui si sta discutendo a San Severo e che, scavando scavando, definisce bene il rapporto centro destra – rifiuti, di cui nessuno parla e sul quale non sembrano tornare i conti.
Al di là dei fatti relativi al caso Lufa che gli stessi di area centrodestra si sono guardati bene dal commentare all’epoca e sui quali uno potrebbe divertirsi a strumentalizzare, credo sia urgente aprire un dibattitto muovendo dall’articolo di Caposiena per inquadrare due questioni di fondo: il rapporto tra politica e imprese operanti nel settore, e più in generale le dinamiche del ciclo dei rifiuti in Provincia di Foggia.
Ciò premesso, restiamo ai fatti per capire. Partirei dal presupposto che sarebbe stato meglio non scrivere nulla, anche perché il punto di vista di Caposiena (padre) sull’argomento lo conosciamo bene, essendo ripetuto “a campanelle” dalla prole in Consiglio Comunale. Ma tutto ciò che appare non è, e credo sia necessario aprire il coperchio e far uscire finalmente qualcosa di vero e di serio su questa storia, dopo tante chiacchiere inutili.
Mi spiego meglio.
Caposiena è l’animatore ombra del dibattito politico sul compostaggio in città, argomento a lui caro dai tempi dell’Amministrazione Savino, quando si mormora telecomandasse la maggioranza dell’avvocato soprattutto in materia ambientale.
Quella maggioranza decise di conferire i nostri rifiuti all’impianto di compostaggio di Lucera. Tutto senza forum, senza avvisare nessuno, senza la decantata “politica partecipativa”, senza ascoltare la città, senza tutte quelle cose che Caposiena cita all’occorrenza da anni per fare scena, in funzione “para democratica”, e della cui mancanza accusa spesso Miglio.
Roba da matti.
In pratica, se ho capito bene, il principio del Caposiena è il seguente: quando governiamo noi la monnezza può finire tutta in un super mega impianto a Lucera, tanto i guai restano ai lucerini e a noi non ce ne fotte nulla. Quando governano gli altri facciamo casino, trasformandoci in strenui difensori dell’ambiente, aizzando la folla per la presa della Bastiglia. Bella logica!
Quindi, sul piano strettamente democratico, bisognerebbe tacere.
Pare che nessuno di quella Amministrazione si preoccupò di verificare un tubo, di capire bene le dinamiche, di aprire un dibattito pubblico sull’impianto di Lucera che – ricordo – è grande esattamente il doppio rispetto a quello che si vorrebbe costruire a San Severo. Ripeto: al netto dei casini che verranno sbrogliati nel processo, stiamo parlando di un impianto che è grande il doppio rispetto a quello di San Severo.
E non si creda alla storiella dell’impianto pubblico voluto dal centrodestra. Si tratta di un’altra balla monumentale, in quanto le reali intenzioni erano quelle di far costruire al pubblico e cedere la gestione ai privati. Quindi, stiamo parlando di chiacchiere.
Ma il genio politico del mio caro amico Caposiena non si ferma qui. S’inventa un Comitato cittadino (COTASS) contro l’impianto di San Severo, con sede – pare – a casa di una sua parente diretta , in un primo momento composto anche da persone non di area e ci infila dentro tutti gli elementi di spicco del settore ambiente della precedente Amministrazione Savino:
l’ ex Dirigente al ramo di Savino, l’ex assessore all’ambiente di Savino, una serie di personaggi di area centrodestra della vecchia Amministrazione Savino e, giusto per non farsi mancare nulla, non so quanto consapevolmente, anche un consulente vicinissimo al gruppo Montagano proprietario dell’impianto di compostaggio di Lucera.
Al netto di presenza anche di gente estranea al centrodestra in quel Comitato civico solo sulla carta, credo si tratti di un fatto gravissimo sotto il profilo della opportunità. Mi sono accorto di queste cose per puro caso, chiedendone conto ma non ho avuto risposte..
Il Compostaggio “visto dalla vostra parte ” pare sia buono in base alla latitudine: soffrite di strabismo politico notevole nelle valutazioni ambientali.
Perché Lucera si e a San Severo no?
Perché non è stato detto che all’interno del Comitato del centrodestra c’era un consulente vicinissimo ad aziende che operano nel settore compostaggio?
E a questo andrebbe aggiunta un’altra domanda: perché l’impianto pubblico era previsto su via San Marco? Sulla base di quale discussione aperta si è ipotizzato di piazzare in quella zona impianto di compostaggio pubblico (sulla carta)?
Ecco perché abbiamo cercato sempre di osservare le cose in autonomia rispetto al centrodestra.
Ora mi aspetto una presa di coscienza da parte delle Associazioni che si dicono contrarie all’impianto. C’è una parte del fronte anti Safab che raglia contro l’impianto di San Severo per mera strumentalizzazione politica, evitando accuratamente di fornire spiegazioni su certe presenze quantomeno inopportune.
Il Compostaggio “visto dalla nostra parte” è uguale ovunque, non cambiamo i nostri presupposti di ragionamento in base alla latitudine. Non abbiamo l’interesse a utilizzare i rifiuti come grimaldello politico, né riteniamo sia stato responsabile porre la questione compostaggio come se si trattasse di un derby. Bisogna semplicemente tutelare il territorio agendo a più livelli sul quadro delle regole e dei controlli.
Caro Caposiena, il compostaggio visto dalla nostra parte è qualcosa di diverso, da affrontare con serietà e lealtà verso i cittadini. L’unico interesse da tutelare è quello dell’ambiente.

Nazario Tricarico Città Civile

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