Cestistica San Severo, i Black Devils difendono storia e identità: «Un sentimento non si cancella»

Dopo la presa di posizione della Gioventù Giallonera, anche i Black Devils 2005 intervengono nel dibattito sul futuro dell’identità della Cestistica San Severo. In un lungo e appassionato comunicato, il gruppo ripercorre persone, simboli ed emozioni che hanno segnato la storia del basket giallonero, chiedendo di preservare un patrimonio che appartiene a generazioni di tifosi.
«𝐋𝐀 𝐒𝐓𝐎𝐑𝐈𝐀 𝐍𝐎𝐍 𝐒𝐈 𝐂𝐀𝐍𝐂𝐄𝐋𝐋𝐀, 𝐒𝐄 𝐑𝐄𝐒𝐓𝐀 𝐍𝐄𝐈 𝐂𝐔𝐎𝐑𝐈 𝐃𝐈 𝐂𝐇𝐈 𝐋’𝐇𝐀 𝐕𝐈𝐒𝐒𝐔𝐓𝐀 𝐄 𝐒𝐂𝐑𝐈𝐓𝐓𝐀. 💛🖤
Non potevamo restare in silenzio davanti a chi, giorno dopo giorno, prova a cancellare la nostra identità. Condividiamo pienamente il comunicato dei nostri fratelli della Gioventù Giallonera, perché è proprio con loro che nasce la Grande Favola degli ultras della pallacanestro a San Severo. Coloro che hanno dato vita a una storia fatta di passione, appartenenza e sacrificio, uniti sotto un’unica passione e sotto due colori: il GIALLO e il NERO.
Una storia che ha preso forma attorno a due simboli che ancora oggi rappresentano le nostre radici: i Campanili della nostra amata San Severo e il Canguro, simbolo del 6° Uomo, di tutta quella gente che dagli spalti ha vissuto, sofferto, gioito e sostenuto la Cestistica in ogni modo, in casa e in trasferta.
Da lì è iniziato tutto. Da quei ragazzi, da quella passione, da quei colori e da quella gente è nata una storia che ha attraversato generazioni e che ancora oggi vive nel cuore di chi ha avuto la fortuna di farne parte.
Perché la Cestistica San Severo, per tutti noi, non è mai stata semplicemente una squadra. È stata FAMIGLIA. È stata la nostra casa, quella da proteggere e difendere. È stata il luogo dove abbiamo vissuto emozioni che ancora oggi ci portiamo dentro, dalla domenica alla domenica successiva, 365 giorni l’anno, 24 ore al giorno.
La Cestistica è Peluso Cassese. È Walter Magnifico. È Mario Del Vicario. È Leonardo il Custode. È la Gioventù Giallonera. Sono i Black Devils con i ragazzi del 2005. È Patti. È Agrigento. È Maddaloni. È Porto Sant’Elpidio. Sono gli Autogrill. Sono Carmine e Michele, i Custodi. Sono tutti gli amici e i tifosi storici degli spalti, affianco a noi, dietro di noi e di fronte a noi. Sono i giornalisti storici. Sono gli speaker e Gino Mazzeo. Sono tutti gli amici della sicurezza e degli staff. È il presidente Mirando. È il presidente Mazzeo. È il presidente Starace. È Michele Bancomat. Sono le fantastiche coreografie. È la Città dei Colori. È la maglietta e la sciarpa nuova. Sono le polemiche e i confronti fuori dalla porta del palasport. Sono le trasferte. È il pullman delle famiglie. Sono le premiazioni a centrocampo. È il manichino Gina. E sono tutti quei tifosi che oggi continuano a sostenerla da lassù.
A tutti quelli che non siamo riusciti a nominare, chiediamo scusa. Perché siete parte di questa storia. E questa storia non appartiene a una singola persona. Appartiene a tutti noi.
Per questo oggi sentiamo il dovere di ricordare da dove siamo venuti e di dire, ancora una volta, una cosa semplice:
𝐋𝐀 𝐂𝐄𝐒𝐓𝐈𝐒𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐍𝐎𝐍 𝐄̀ 𝐔𝐍’𝐀𝐙𝐈𝐄𝐍𝐃𝐀.
𝐋𝐀 𝐂𝐄𝐒𝐓𝐈𝐒𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐄̀ 𝐔𝐍 𝐒𝐄𝐍𝐓𝐈𝐌𝐄𝐍𝐓𝐎.
Un sentimento non si cancella. Un sentimento non si cambia con una decisione. Un sentimento non si può riscrivere cancellando ciò che è stato.
A chi, da qualche anno, è il rappresentante legale della società e ha gradualmente soppresso tutto questo, chiediamo semplicemente un gesto coerente.
𝐒𝐨𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐢𝐭𝐞 𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐧𝐨𝐦𝐢𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐂𝐞𝐬𝐭𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐒𝐚𝐧 𝐒𝐞𝐯𝐞𝐫𝐨.
𝐂𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐭𝐞 𝐢 𝐜𝐨𝐥𝐨𝐫𝐢.
𝐌𝐚𝐠𝐚𝐫𝐢 𝐭𝐨𝐫𝐧𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐚𝐦𝐨𝐬𝐚 𝐀𝐥𝐢𝐮𝐬, 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐅𝐨𝐜𝐚 𝐞 𝐢 𝐜𝐨𝐥𝐨𝐫𝐢 𝐛𝐢𝐚𝐧𝐜𝐨𝐯𝐞𝐫𝐝𝐢.
Ma lasciate a noi ciò che ci appartiene. Perché possono cambiare i dirigenti, le società, i nomi, i colori e i giocatori.
MA LA STORIA RESTA.
E soprattutto resta in chi, ancora oggi, quando sente parlare di Cestistica San Severo, sente qualcosa dentro. Quella è la nostra storia. Quella è la nostra identità.
E LA STORIA NON SI CANCELLA
💛 𝐁𝐋𝐀𝐂𝐊 𝐃𝐄𝐕𝐈𝐋𝐒 – 𝟐𝟎𝟎𝟓 🖤»



