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Che fatica ricominciare ad allenarsi

Rubrica sportiva a cura di Fabio Basile Dottore in Scienze Motorie

I DOMS (Delayed Onset Muscle Soreness), ovvero i dolori muscolari a insorgenza ritardata, rappresentano una delle esperienze più comuni, intense e talvolta scoraggianti per chiunque varchi la soglia di una palestra per la prima volta o vi ritorni dopo un lungo periodo di inattività, o al rientro dalle ferie estive. Questo fenomeno, che si manifesta tipicamente tra le ventiquattro e le quarantotto ore successive allo sforzo fisico, non è un segnale di lesione permanente o di un allenamento eseguito in modo errato, bensì la naturale risposta fisiologica del corpo a stimoli neuromuscolari completamente nuovi. Quando i muscoli vengono sottoposti a contrazioni eccentriche a cui non sono abituati, si generano delle microlesioni a livello delle fibre muscolari. Queste piccolissime lesioni stimolano una risposta infiammatoria del tutto benigna, necessaria per avviare il processo di riparazione e crescita tissutale chiamato supercompensazione. Nei primi giorni di palestra, la percezione di questo fastidio è amplificata dal fatto che l’organismo non ha ancora sviluppato quella tolleranza allo stress meccanico nota come effetto del carico ripetuto. È frequente svegliarsi la mattina successiva a un workout di sollevamento pesi sentendosi rigidi, quasi incapaci di compiere gesti quotidiani banali come scendere le scale o sollevare le braccia per pettinarsi. Molti principianti confondono erroneamente questa sensazione con il dolore causato dall’accumulo di acido lattico, il quale in realtà viene smaltito velocemente durante e subito sopo l’attività fisica. Capire la differenza è fondamentale per non farsi prendere dal panico e per non abbandonare precocemente il percorso intrapreso. I DOMS sono il segno tangibile che il corpo si sta adattando, che sta uscendo dalla propria  comfort zone per costruire una struttura più forte, resistente e sana. Per gestire al meglio questa transizione nei primi giorni, è consigliabile non rimanere completamente immobili; un recupero attivo, caratterizzato da camminate leggere o stretching blando, favorisce la circolazione sanguigna e accelera la rimozione dei metaboliti infiammatori. Anche un’idratazione costante e un’alimentazione bilanciata supportano la rigenerazione cellulare. Superata la fase critica iniziale, il corpo impara a rispondere con sempre maggiore efficienza, riducendo progressivamente l’intensità dei dolori muscolari nelle sessioni successive, trasformando quella iniziale e faticosa rigidità nel piacevole e soddisfacente riflesso di un corpo che cambia.

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