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Compostaggio, Terra Nostra: “chiederemo trasparenza, occupazione e rispetto per il territorio. Cosa si cela dietro le feroci critiche al progetto?”

“Trasparenza, occupazione, rispetto per l’ambiente e un modello di sviluppo
locale, questi devono essere i margini in cui valutare un impianto e non mere opposizioni ad un progetto privato di compostaggio solo per favorirne uno pubblico di dimensioni vaste e

 

che produrrà anche biogas”. Così la lista civica Terra Nostra si impegna a fare chiarezza sull’impianto di compostaggio dell’ex stabilimento Safab al vaglio della Provincia per la valutazione di impatto ambientale. “Questo impianto di compostaggio aerobico – spiegano da Terra Nostra – non potrà mai essere realizzato senza il preventivo accordo e valutazione approfondita di opportunità e convenienza delle città limitrofe, in primis la nostra, giacché, fino a prova contraria, senza l’assenso preventivo non avrebbe materia prima da trattare”. Dalla lista, che sostiene come candidato sindaco Michele de Lilla, non si esprimono sul progetto né a favore né contro e chiedono trasparenza nell’iter di approvazione riservandosi di valutare l’eventuale convenienza per la città e i cittadini (e l’intera ATO, che in base ai disposti della L.R. 24/2012 ha competenza per gli obbiettivi del Piano Strategico rifiuti Puglia in merito agli impianti di trattamento), di proporre modifiche, ridimensionamenti, garanzie economiche e occupazionali. “Si esige che le parti interessate – continuano gli aderenti all’associazione politica – interloquiscano seriamente con la cittadinanza, come prevedono le disposizioni di legge”. Dal forum ambiente del movimento civico puntano anche il dito contro le critiche feroci al progetto. “Un candidato sindaco si è reso protagonista di un attacco deciso al progetto – continuano da Terra Nostra – che appare quantomai immotivato. Quali interessi sta difendendo, forse quelli legati ad un’idea progettuale della precedente giunta? Perché prima ancora del progetto si è difesa l’ubicazione in località San Matteo tutt’altro che strategica per l’ARO e a chi appartengono i terreni?” Nel mirino del movimento anche la tipologia dell’impianto. “Si è optato per la digestione anaerobica con la produzione di biogas – conclude il candidato sindaco Michele de Lilla – ed annessa turbina di produzione di energia elettrica, decisamente impattante ed inquinante, senza contare il fardello del digestato di risulta da smaltire su cui sta esprimendo forti dubbi il Commissario EU all’Ambiente poiché è da considerarsi rifiuto a tutti gli effetti con divieto di spandimenti su terreni agrari. È vero che la Regione ha accordato un contributo di 2,4 milioni di euro, ma per la realizzazione di una stazione di digestione anaerobica ne servono dai 12 ai 15 milioni, chi metterà il resto i contribuenti o qualche imprenditore? Esiste già qualcuno disposto ad investire tali cifre?” I cittadini hanno diritto di essere correttamente informati essere parte attiva nei processi decisionali.



San Severo, 17 Aprile 2014

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