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Concerto pro Terra Santa

Con la convinzione che “Se non c’è pace a Gerusalemme, non c’è pace in tutto il mondo”, la Delegazione di San Severo dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, come consuetudine natalizia, organizza il “Concerto pro Terra Santa”, che quest’anno si terrà a

 

San Nicandro Garganico, venerdì 29 novembre 2013 alle ore 20.00 (porta 19.30), nel cine-teatro “Italia”. La raccolta fondi sarà devoluta al Patriarcato Latino di Gerusalemme, per la realizzazione di opere in favore della comunità cattolica residente in Terra Santa. Il variegato spettacolo, sarà animato da interpreti di provate qualità artistiche: – Angela Cervone, Vincenzo Rendina ed “I Tarantati”, che daranno un saggio della pizzica garganica, di antiche origini ancor prima di quella salentina; – la classe di danza classica e moderna di Simonetta Pestilli; le classi di danza orientale dell’Energy Club di Incoronata ed Angelo Turzo; – Michele Castellucia e l’Ensamble “Melos” del conservatorio “U. Giordano” di Foggia, sede di Rodi Garganico; – esibizione lirica con Angela Cataluddi, Simona Ritoli, Nazario Gualano, Rocco Caputo, accompagnati dal M° Michele Solimando; special guest: il soprano Rosa Ricciotti, il M° Felice Iafisco e S.E. Mons. Lucio Angelo Renna, vescovo della Diocesi di San Severo. presenta: Federica Mimmo “ Quella dei Cavalieri e delle Dame del Santo Sepolcro di Gerusalemme – dichiara il delegato del plurisecolare Ordine, Comm. dott. Pietro Mimmo – è un’attività di volontariato “nobilitato” da un mandato specifico del Santo Padre: sostenere ed aiutare le opere e le istituzioni caritative, culturali e sociali della Chiesa Cattolica in  Terra Santa e zelare la conservazione e la propagazione della fede in quei luoghi, interessandovi i cattolici sparsi in tutto il mondo. È quindi compito dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme – conclude il Comm. Mimmo – sensibilizzare e diffondere nella società contemporanea, la necessità di consolidare la presenza cristiana nei Luoghi santi, per evitare che diventino un “museo”, a seguito della diaspora delle famiglie cristiane residenti: “pietre vive” che testimoniano e trasmettono il Vangelo dal tempo in cui fu annunciato da Gesù “.

 

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