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CONDANNATI FRATELLI ROMENI: IN UN CAMPO ROM FACEVANO PROSTITUIRE TRE RAGAZZINE

Condannati rispettivamente a 8 anni e 6 anni e 4 mesi di reclusione i due fratelli romeni, di 17 e 18 anni, accusati di riduzione in schiavitù, prostituzione minorile e sequestro di persona ai danni di tre connazionali quindicenni. È quanto stabilito dal GUP del Tribunale per i Minorenni di Bari, nel processo con rito abbreviato a carico dei due giovani. Per la stessa vicenda, altri quattro soggetti (i genitori e un’altra coppia sempre appartenente al medesimo nucleo familiare) risultano indagati e verranno processati con rito ordinario, in Corte d’Assise a Foggia. Il processo inizierà a gennaio 2020. La vicenda fu scoperta un anno fa, quando gli agenti della Squadra Mobile di Foggia eseguirono il decreto di fermo emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari, D.D.A e dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Bari, nei confronti di sei soggetti, tutti di origine rumena, domiciliati presso il CAMPO ROM IN AGRO DI FOGGIA, VERSO SAN SEVERO. I sei rispondono dei delitti, tutti pluriaggravati, di riduzione e mantenimento in stato di servitù, induzione e sfruttamento della prostituzione minorile e sequestro di persona. Dei due fratelli, uno risponde anche di lesioni personali aggravate per aver brutalmente picchiato una delle ragazze (con la quale aveva una relazione), mentre era al settimo mese di gravidanza. A causa delle percosse, la giovane abortì e successivamente al tragico evento decise di fuggire dal campo rom e di denunciare le violenze alla Polizia di Stato. La ragazza, è emerso, era stata costretta a prostituirsi anche durante il periodo di gravidanza, mentre i suoi aguzzini avevano già organizzato anche la compravendita del bambino per la somma di 28.000 EURO.

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