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CONSIDERAZIONI E PROPOSTE SULLA DISFIDA SUL CONTROVERSO “CASO VILLAGGIO VITA SANA”

Prima della scorsa campagna elettorale per il rinnovo dell’Amministrazione Comunale abbiamo raccontato qualche FAVOLA FANTAPOLITICA ai nostri Lettori, mettendo in quegli articoli poca FAVOLA, poca FANTA…e tanta POLITICA! Vogliamo oggi dedicare attenzione ad un ‘CASO’ che sta facendo accapigliare alquanto la politica locale ai più alti livelli, capace di interpretare in modo diametralmente opposto un ‘problema’ di casa nostra. Il Sindaco FRANCESCO MIGLIO e l’Assessore all’Urbanistica LUIGI MONTORIO hanno preso la parola sull’argomento

 

VILLAGGIO VITA SANA (che si vorrebbe far nascere nelle campagne a pochi chilometri da San Severo per favorire la cura della nostra popolazione anziana e l’occupazione, …almeno sulla carta, di tanti concittadini) dichiarando che non esistono i presupposti per autorizzare tale realizzazione per certi vincoli paesaggistico-faunistici; dall’altra parte ha sparato a zero sull’interpretazione dell’Amministrazione il Consigliere regionale e comunale DINO MARINO, su questo CASO più oppositore che mai, che ritiene un attentato allo sviluppo imprenditoriale e all’occupazione futura sanseverese la presa di posizione contraria dell’Amministrazione Comunale. Insomma ritorna il motivo degli scontri MIGLIO-DAMONE-EMILIANO da un parte e MARINO dall’altra, più feroci di quelli tra Amministrazione MIGLIO e Centrodestra, anche alla luce del ricorso al TAR contro il risultato elettorale ora approdato al Consiglio di Stato quasi a rinfocolare un astio che è iniziato dal momento in cui MIGLIO ha snobbato e rifiutato il possibile ‘apparentamento’ con la coalizione MARINO in vista del ballottaggio dell’8 giugno scorso.

I nostri Lettori sanno che questo giornale non prende mai posizioni politico-partitiche e che cerca sempre di interpretare le cose guardandole dall’angolazione della gente di San Severo, fa cioè i reali interessi collettivi a fronte di posizioni tante volte ‘particolaristiche’, diciamo così. Sul CASO in questione, LA GAZZETTA DI SAN SEVERO sente, alla luce di approfondimenti tenico-politico-amministrativi, di poter fare due considerazioni (che poi in realtà sono strettamente legate) ed una PROPOSTA.

La prima considerazione è che sembra stucchevole la discussione sulla presenza del vincolo faunistico, come se questa fosse la questione discriminante; in ogni caso, il vincolo faunistico (ATD-Ambito Territoriale Distinto “Aree Protette”) è presente nel PUTT/P (Piano Urbanistico Territoriale Tematico per il Paesaggio), cioè il vigente Piano Paesaggistico regionale approvato dalla Regione Puglia nel 2001, in ragione della presenza (dal 1971, con Decreto Ministeriale) dell’Oasi di Protezione “Torre dei Giunchi” (tale previsione è confermata anche in esito alle variazioni introdotte al PUTT/P attraverso il recepimento del medesimo nel nuovo Piano Urbanistico Generale). Inoltre, l’area è classificata anche come ATE-Ambito Territoriale Esteso di tipo “C” (con valore attribuito al paesaggio “distinguibile”, pertanto, qualsiasi intervento di trasformazione ricadente all’interno dell’area ed ancor più un intervento come quello ipotizzato del VILLAGGIO VITA SANA, in contrasto con la destinazione urbanistica “Verde Agricolo”, e pertanto comportante una variante urbanistica, è certamente soggetto al rilascio dell’autorizzazione paesaggistica).
Chiarito ciò, ecco la seconda considerazione. Lo spostamento del confronto su tale questione sembra di fatto eludere un confronto sul merito, cioè se si ritenga UTILE una struttura di questo tipo a San Severo e, soprattutto, se se ne ritenga ADEGUATA L’UBICAZIONE (a circa 6 chilometri dal centro urbano, in aperta campagna) con tutto quanto questo potrebbe comportare in termini di funzionalità e di qualità del servizio. E qui ci si scontra con una questione non secondaria: il proponente la realizzazione è il proprietario del suolo, quindi dal suo punto di vista la questione dovrebbe essere nei termini “o la facciamo qui o non se ne fa nulla”; dall’altra parte c’è il Comune di San Severo il cui assenso, trattandosi di intervento in contrasto con lo strumento urbanistico, è presupposto per la fattibilità dell’iniziativa (è il Consiglio comunale che, alla fine del procedimento della Conferenza dei servizi in caso di esito conclusivo favorevole, dovrebbe esprimersi, il Sindaco poi dovrebbe sottoscrivere l’Accordo di Programma con il Presidente della Regione Puglia e con il proponente).
Detto tutto ciò, nel modo sempre più sereno e costruttivo, la GAZZETTA propone un PUBBLICO DIBATTITO sul tema davanti alla Città, così che questa – l’unica che veramente conta! — possa conoscere in modo serio ed approfondito vantaggi e svantaggi dell’iniziativa, attraverso un confronto APERTO e TRASPARENTE. E sarebbe questa una cosa utile sia nel merito di questa specifica questione (squarciando in questo modo il velo di possibili sotterfugi, ipotetici accordi sottobanco ed interessi magari poco chiari che caratterizzano al momento agli occhi dei Cittadini questa questione fin da prima della campagna elettorale), sia dal punto di vista metodologico in senso più generale per le questioni rilevanti che questo CASO suscita per il futuro della Città di San Severo. Noi come al solito non ci occupiamo di persone e/o di cordate pro o contro questo o quell’argomento, ci occupiamo invece sempre di fatti che riguardano gli INTERESSI GENERALI della Cittadinanza per il presente e per il futuro. Detto ciò…LA PAROLA A CHI CHIEDE DI INTERVENIRE, nel rispetto, ovviamente, delle regole di un dibattito civile che costringerebbe la Direzione di questo giornale, in caso di frasi e considerazioni…da Codice Penale, a tagliare e ad eliminare ogni possibile reato a mezzo stampa. La regola naturalmente vale anche per le nostre Autorità che, a volte, vorrebbero far passare certe affermazioni…penalmente azzardate per normali opinioni espresse nel dibattito politico.

DESIO CRISTALLI

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