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DEIEZIONI CANINE: LE ORDINANZE REPRESSIVE NON RISOLVONO IL PROBLEMA !

Calpestare le deiezioni canine “non porta solo fortuna”………..può portare anche malattie!

Il contatto con l’escremento può causare infezioni sia alle persone che ai cani nonché imbarazzo dopo aver calpestato “l’oggetto indesiderato”.

La colpa

 

non è degli amici a quattro zampe che hanno il diritto di soddisfare i propri bisogni fisiologici.

Il problema delle deiezioni canine sul suolo urbano è di portata mondiale tanto da impegnare le amministrazioni comunali al pari del traffico o dell’inquinamento da polveri sottili.

Anche la nostra città convive con questo problema, gli spazi pubblici sono disseminati da escrementi e diventa difficile districarsi tra questi ostacoli indesiderati, trasformando una piacevole passeggiata in un vero e proprio slalom.

Nelle città italiane e straniere sono molte le soluzioni adottate per cercare di risolvere questo problema.

Le più diffuse sono le ordinanze comunali che sanzionano i proprietari incuranti delle deiezioni lasciate per strada dal proprio animale domestico. Molte città forniscono gratuitamente i sacchetti per la raccolta degli escrementi attraverso distributori ubicati nelle zone pubbliche, nei parchi e  nelle zone di passeggio.

Oltre alla tolleranza zero è ampio e originale il panorama delle soluzioni adottate dalle amministrazioni comunali: si parte dal dogy box, il sistema per la raccolta degli escrementi che al costo di qualche centesimo fornisce un kit “usa e getta” fino ad arrivare allo scooter aspira-deiezioni.

La vicina città di Trani assoldò una squadra anti-deiezioni, una vera e propria cooperativa, il cui compito era quello di ripulire le strade dalle insidie degli escrementi canini.

La civilissima città di Merano ha sperimentato il primo vespasiano per cani, una sorta di casetta in acciaio e plastica dotata di scarico simile ai wc autopulenti.

La città di Pescara inventò il “congelatore” delle deiezioni canine. L’innovativo metodo di raccolta era un mezzo su due ruote in grado di congelare e successivamente aspirare gli escrementi.

A dir poco diabolica la soluzione pensata dai giapponesi: considerato che i cani tendono a defecare in prossimità della precedente deiezione…….i nipponici hanno inventato i “cartoncini segnalatori”.

Il sistema più o meno funziona così: una squadra speciale trova gli escrementi e posiziona i segnalatori per avvertire i passanti della “presenza” indesiderata.

I cartoncini segnalatori e gli escrementi vengono lasciati sul posto per alcuni giorni (lo scopo è quello di formare un bell’accumulo) in attesa del successivo ritiro che avviene, di solito, tre volte ogni sette giorni.

La soluzione migliore, adottata anche nei paesi nordeuropei, è quella di dotare le città di vari spazi verdi destinati allo sgambettamento degli amici a quattro zampe.

A San Severo la carenza di parchi e giardini nel centro della città rende difficile la realizzazione di aree riservate ai cani e l’unica soluzione sembra, ad oggi, quella di destinare alcune zone periferiche allo sgambettamento dei “simpatici amici domestici”.

Appare evidente che nelle città la convivenza tra uomini e cani sta diventando sempre più complicata ma trovare il giusto equilibrio, tra esigenze così apparentemente diverse, è possibile.

Le sole ordinanze repressive non sono sufficienti ad eliminare il problema. E’ consigliabile, invece, che le amministrazioni comunali attivino campagne di sensibilizzazione e prevedano spazi verdi riservati agli amici a quattro zampe.

arch. Stefano de Magistris




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