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È triste andare via dalla propria città! Lettera alla Gazzetta.

“È triste andare via dalla propria città perché costretta, dalla mancanza di lavoro, oppure se proprio lo trovi , ti ritieni “fortunato” pur essendo schiavizzato e sottopagato è triste andare via dalla propria città perché ormai alla sbaraglio è triste lasciare la tua città nonostante tu abbia provato a restarci in mille modi
La cosa che più fa male è allontanarti dalla famiglia, dagli amici, da tutto ciò che fin ora era la tua vita, fa male sentirsi dire “anche tu te ne vai?
E con un tono triste, un nodo in gola e la voce spezzata rispondi “purtroppo si, ho provato a restare, mah…”, e mentre lo dici scende una lacrima, lacrima di rabbia, di tristezza, di nostalgia, di paura per un nuovo inizio incerto, dove devi rimboccarti le maniche per la centesima volta, questa volta però sola.
Tutto questo non è facile da sopportare per chi come me e costretto ad andare via, spero solo di trovare la mia strada, anche se mi mancherà ogni giorno la mia città, quella città che non mi ha dato un’opportunità per restare, ma che mi ha dato tanti ricordi belli da custodire e la speranza di ritornare e trovarla migliore…
M.N.

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