EventiPrima pagina

FOGGIA, IL CORPO DIVENTA VOCE: “IO E TE” DI ALESSIA DI SANTO, UN VIAGGIO FOTOGRAFICO PER RITROVARE SÉ STESSI

Foggia, “Io e te”, il corpo come linguaggio per tornare a sé. Al Palazzetto dell’Arte la personale di Alessia Di Santo.

C’è un luogo fertile e feroce che genera immaginario e stringe il corpo a un’appartenenza difficile. Quel luogo è Foggia, città natale di Alessia Di Santo, protagonista della mostra fotografica “Io e Te” in programma dal 27 al 31 agosto 2026 al Palazzetto dell’Arte “Andrea Pazienza” di via Galliani.

Promosso con il patrocinio del Comune di Foggia e dell’associazione “Impegno Donna”, il progetto espositivo sarà inaugurato giovedì 27 agosto alle ore 18.30 con un dialogo tra l’artista e la giornalista Annalisa Graziano sulla genesi del percorso artistico e culturale. A seguire, il taglio del nastro.

“Io e Te” nasce da un percorso intimo affidato all’autoritratto e alla fotografia come linguaggio e possibilità. Un lavoro nel quale l’immagine non ha semplicemente la funzione di documentare, ma diventa strumento per avvicinarsi a ciò che per lungo tempo è rimasto difficile da guardare e da nominare.

Al centro, il corpo come spazio di confronto e di ricerca. Fotografarsi significa ridurre una distanza, accettare la vulnerabilità, lasciare emergere ciò che chiede di essere riconosciuto.

“Ogni immagine è una traccia, una frattura, un tentativo di dare voce a ciò che non poteva più restare dentro” – spiega l’artista -. È in questa tensione che si sviluppa l’intero percorso espositivo. La fotografia diventa uno spazio nel quale l’esperienza può essere nuovamente attraversata e portata fuori da sé. Il confine tra dentro e fuori si trasforma così in una soglia, mentre la carne, attraverso lo sguardo fotografico, diventa linguaggio.

Un linguaggio costruito lontano da casa, ma che a casa fa ritorno. Nata a Foggia, Di Santo lascia la sua città a diciott’anni, quando la fuga diventa necessaria prima ancora che una scelta. Si trasferisce a Milano e poi a Berlino, dove vive per due anni lavorando tra fotografia, grafica editoriale e ricerca visiva: la capitale tedesca diventa per lei un archivio vivo di stimoli e consapevolezze.

Rientrata in Italia, sceglie di studiare fotografia a Milano. È qui che la sua pratica inizia a partire da sé: dal corpo, dall’autoritratto e da ciò che resta interno finché non trova una forma. Per la prima volta, il movimento non coincide più solo con la fuga, ma con la possibilità di restare, guardare e trasformare.

Ed è con questo sguardo che oggi torna a Foggia.

La mostra sarà visitabile con ingresso libero nelle fasce orarie 9-12 e 18-20 di venerdì e sabato; 18-30 domenica e lunedì.

Altri articoli

Pulsante per tornare all'inizio