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FOGGIA – «Ospedali riuniti» presto 104 assunzioni tra medici e infermieri

Se è vero che di questi tempi ogni investimento potrebbe sembrare un paradosso, il caso degli ospedali riuniti calza a pennello quasi come un ossimoro.

Il presidio sanitario foggiano pone

 

nfatti un dato in controtendenza in un contesto fatto di tagli e blocchi di turn over, Regione sparagnina e fondi col contagocce.

Niente di tutto questo, e la conferma è giunta ieri nel corso del tradizionale appuntamento con la conferenza di servizi dove (presenti i massimi esponenti comunali, provinciali e regionali della sanità e del welfare) si è fatto il punto della situazione nell’auditorium dell’Ordine dei medici, non senza svolazzi di sano realismo che debordavano verso un cauto ottimismo.

Già, perchè il momento, ancorchè critico, regalava un ospedale-cantiere, una fabbrica dell’assistenza sanitaria destinata a consolidarsi sempre più come «polo di eccellenza»; una cittadella ospedaliera che, da qui a qualche anno con gli attesi completamenti di plessi e strutture (radiologia, asilo nido aziendale) dipartimenti e nuovi presidi (emergenza-urgenza, nuove sale operatorie, radiologia, sede nuova del 118 già funzionante) viaggerà verso parametri di crescita sostanziale di cui già se ne vedono i risultati.

E proprio su quello che paradossalmente (considerato il momento fortemente congiunturale) viene considerato un «momento di crescita» si è appuntata la relazione del commissario straordinario dell’azienda ospedaliera, il dottor Tommaso Moretti che non ha esitato a «volare alto» enunciando le opere in serie all’interno degli ospedali riuniti.

«Sì, siamo in crescita e lo dico con estrema convinzione», esordiva il direttore generale, presenti l’asses – sore regionale alla salute Elena Gentile, il sindaco e il vescovo e i maggiori esponenti del presidio sanitario. «La costruzione del dipartimento di emergenza- urgenza non è che la punta di un iceberg delle opere in cantiere».

E via con l’enunciazione di quelle strutture che nel giro di qualche anno vedranno la luce. «Il dipartimento nefrologico nei plessi A e B prima demoliti e poi ricostruiti, il reparto delle terapie riabilitative, non sono che alcune delle realizzazioni», annotava il direttore generale, prima di passare all’annuncio di quello che se non è da considerare il pezzo forte è sicuramente un fiore all’occhiello.

«Avremo una delle medicine nucleari più all’avanguardia d’Italia, la più moderna con una Pet a 128 strati». Il che – pur addentrandosi in tecnicismi – significa investimento in alta tecnologia di cui menar vanto.

E alle insistenti domande sull’ade guamento del personale (che tradotto in soldoni significa nuova occupazione) rispondeva l’assesaora alla sanità Elena Gentile che annunciava: «Gli ospedali riuniti di Foggia hanno di recente ottenuto dalla Regione ben 104 deroghe per l’assunzione 50 infermieri, 30 medici, 16 tecnici di radiologia e 8 tra terapisti e personale specializzato.

Non è cosa da poco di questi tempi». Come non è cosa da poco parlare di una questione divenuta un ritornello pedante per il presidio sanitario foggiano: la cardiochirurgia.

E’ vero, la chirurgia vascolare potrebbe essere il volano verso la realizzazione di un dipartimento cardio-chirurgico di cui c’è già il primario (Giovanni Colacchio) ma si attende il via libera della Regione. Il resto attiene a consolidamenti e messe in sicurezza, dalla maternità al reparto infettivi.

«Il problema della sicurezza è essenziale», rimarcava Moretti gongolandosi tra consuntivi e attese con un assunto certo: «Questo resta un ospedale in crescita».

da La Gazzetta del Mezzogiorno

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