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GLI SCOUT ALLA SCOPERTA DELL’ARTIGIANATO NEL TAVOLIERE

L’Italia da punto di vista dell’artigianato è un Paese molto ricco. Troviamo infatti, non solo la lavorazione del vetro, del legno, della ceramica e dei metalli ma anche tessitori di cestini, lavoratori di cuoio e di sughero. Spesso tutti questi lavori vengono sottovalutati e ignorati dai giovani che, vivendo nel consumismo e nella mondanità, li guardano con disprezzo spesso ritenendoli poco importanti.

 

Chi vive in campagna o in piccoli paesi, dove il lavoro è prettamente artigianale, riesce ad apprezzare questi prodotti e ne fa uso, spesso proprio perché diventano indispensabili per la vita di ogni giorno. Altre volte i prodotti artigianali vengono apprezzati particolarmente dai turisti che li comprano come ricordo delle loro vacanze. La Puglia vanta una grande tradizione nel campo dell’artigianato che ha resistito all’avanzare della tecnologia e che oggi costituisce un vero patrimonio per la regione. Sono molto frequenti sculture in cartapesta, ceramiche, tessuti fatti a mano con antichi telai e lavori in legno. La lavorazione di ceramiche, soprattutto quella dei vasi, è la produzione artigianale pugliese più famosa ed è concentrata in particolare nella provincia di Taranto dove sono prodotti i così detti “Chucchi”, brocche usate per versare l’acqua spesso decorate con disegni di galletti e foglie d’uva. Nel Salento invece sono molto frequenti bellissime e affascinanti sculture in cartapesta. Vengono costruite bambole, maschere, centrotavola, soprammobili e altri oggetti per decorare la casa. Per quanto riguarda la tessitura a mano questa è abbastanza diffusa ad Alberobello nei “trulli”, caratteristica di questa città, dove è possibile visitare molti laboratori. Nella zona del Tavoliere invece è presente la lavorazione del legno. Molti mestieri, però, rischiano di essere dimenticati e di scomparire poiché sono sempre meno i giovani che desiderano impararli. Ne è un esempio il comune di San Severo, dov’è presente uno degli ultimi “mastri bottai” della regione. Anticamente il bottaio era considerato un lavoro privilegiato e di difficile esecuzione. L’arte di questo lavoro stava proprio nel far aderire ogni doga all’altra tenendole con dei cerchi metallici e ottenere un contenitore che non faceva perdere il liquido contenuto. Purtroppo la tecnologia e il grande ricorso a contenitori d’acciaio sta facendo svanire questo mestiere così affascinante. Oggi, si assiste ad un artigianato «di consumo» che produce oggetti in serie, in modo da inserirli subito nel mercato. Nonostante tutto il lavoro artigianale ha saputo adattarsi ai cambiamenti, grazie all’impiego di nuovi strumenti e macchinari. Nel Tavoliere, San Severo è rinomata per la sua produzione di vino conservato in botti di legno. La maggior parte di esse ormai vengono comprate ma c’è ancora chi le fabbrica artigianalmente. Come si è detto, uno di questi “mastri bottai”, il sig. Alfonzo Galante, si trova proprio nella città di San Severo e pratica questo lavoro, tramandato dal padre, da quasi 40 anni. Il mastro bottaio ha confidato che gli piacerebbe molto insegnare il suo mestiere ai giovani però «non vengono perché non vogliono faticare e non vogliono sporcarsi le mani». Sempre nel Tavoliere tra i lavori più diffusi troviamo quello del falegname. Esistono diversi tipi di falegnameria. L’intarsio è una decorazione che si fa affiancando vari pezzi di legno, uno vicino all’altro, di colore diverso ed essenza diversa – ci spiega il sig. Domenico Lombardi artigiano di San Severo – viceversa, l’ebanisteria è la realizzazione di decorazione solo ed esclusivamente in legno, mentre l’intaglio è la scultura del legno. Pertanto, la tradizione per gli antichi mestieri, presenti sul nostro territorio e tramandati da secoli, rappresenta un patrimonio collettivo da tutelare coinvolgendo le nuove generazioni.

Squadriglia Leoni

Reparto “Leonardo Potena”

Agesci Gruppo San Severo 3

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