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IL PETARDO DI LUCA

di MICHELE MONACO

Il 28 novembre 2007, al Teatro “Verdi” di San Severo, è andata in scena la commedia “LE VOCI DI DENTRO” (scritta nel 1948 da EDUARDO) con una riedizione di alto livello artistico interpretata da LUCA DE FILIPPO, con la prestigiosa regìa del mitico FRANCESCO ROSI, il quale definì l’opera di EDUARDO di una attualità sconcertante, poiché rappresentava

 

“lo specchio dell’Italia del nostro tempo, un Paese intimamente sconvolto e poco fiducioso nella possibilità di una rinascita morale”. Vi è nella commedia un personaggio-chiave come quello di zio NICOLA, il quale decide di chiudersi in un rigoroso mutismo perché ritiene che “l’umanità abbia perduto ogni capacità di ascolto”. Il vecchio zio NICOLA comunica solo con un linguaggio tutto suo che consiste nello sparare di tanto in tanto, dalla sua stanza, dei tric-trac. Insomma una sorta di “alfabeto Morse” a base di botti. Suo nipote ALBERTO è l’unico in grado di decifrare il codice dei mortaretti dello zio riuscendo a trasformarli in frasi dal senso compiuto. Fatta questa premessa, vorrei raccontare un curioso episodio che è accaduto al Teatro “Verdi “ di San Severo nel corso della rappresentazione di questa commedia. Il Teatro era esaurito in ogni ordine di posti ed il pubblico ascoltava in religioso silenzio un monologo del protagonista ALBERTO (interpretato da LUCA DE FILIPPO). All’improvviso, dalla strada, dei ragazzi lanciano un petardo di grosse dimensioni sulla porta esterna adiacente al palcoscenico. Il boato crea attimi di sconcerto in sala ma LUCA DE FILIPPO con un fuori programma improvviso e geniale si rivolge verso il pubblico ed esclama: ” …Uè, mio zio NICOLA s’è messo a parlare prima del secondo atto”. Risata liberatoria in sala e applausi scroscianti all’indirizzo di LUCA. Il figlio del grande EDUARDO, interpellato per l’episodio accaduto prima, lo  commentò più o meno con queste parole: ”Resta l’amarezza per quel petardo lanciato contro il Teatro Comunale, resta l’amarezza – di un napoletano come me – per l’uso indiscriminato e pericoloso dei botti e dei petardi che alimentano un florido mercato incentrato sulla costruzione di prodotti che provocano danni irreversibili”.



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