Prima paginaStoria

IL SOLDATO SANSEVERESE NICOLA DI MATTEO, SACRIFICATO A MONTE PIANA

di GIUSEPPE CLEMENTE
Il ritorno a Monte Piana dopo molti anni ha suscitato in me emozioni più intense di quelle provate nel 2008, quando, al lavoro per ricostruire l’elenco di Caduti di San Severo nella Grande Guerra, visitai per la prima volta quell’eccezionale museo all’aperto, costituito da un incredibile gomitolo di trincee, ripari, cunicoli e camminamenti, tra i quali in una logorante guerra di posizione si sono fronteggiati italiani e austriaci. Arrivarci è stata questa volta una grande fatica. Posto a 2324 m s.l.m., una navetta ti lascia quando restano ancora circa un’ora e mezza di cammino su un sentiero pietroso con un dislivello di 350 m. Una volta però giunti sulla spianata lo spettacolo è impagabile. Siamo ai confini tra Veneto e Trentino-Alto Adige nelle Dolomiti di Sesto. Non è mio intento, però, divulgare la bellezza paesaggistica del luogo, desidero bensì ricordare un nostro concittadino, il solo tra i Caduti di San Severo, che in quel luogo impervio ha brevemente combattuto ed è morto, forse senza nemmeno rendersene conto. Nel lungo elenco dei Caduti inciso nelle stele vicino il Monumento, che ho messo insieme dopo anni di ricerca, sono racchiuse storie incredibili di eroi (anche per caso) che andrebbero comunque restituite alla memoria collettiva. Lavoro lungo e impegnativo e sarebbe lodevole se qualche giovane studioso si accingesse a farlo. Quei ragazzi che si sono immolati per la Patria lo meritano. Ancora oggi, quando ne ho la possibilità, vado negli impervi luoghi del conflitto alla ricerca della storia di piccoli uomini presi in mezzo dalla grande storia, degli ignoti protagonisti di quell’evento che ha cambiato il mondo. Cerco di capire le sofferenze del corpo e i patimenti dell’animo a cui sono stati sottoposti “i mobilitati nelle trincee” (gente comune e priva di vocazioni eroiche), strappati ai loro affetti e inviati in un ambiente ostile e sconosciuto ai più, vittime di una violenza cieca e assoluta. Monte Piana è un’icona del primo conflitto mondiale (come il Col di Lana, Montegrappa, il Piave) e durante la guerra fu una zona duramente contesa tra italiani e austriaci. Circa quattordicimila soldati vi persero la vita e tra essi uno solo di San Severo, il soldato NICOLA DI MATTEO, il cui triste destino si può dire fosse già segnato fin dalla nascita. Nacque a San Severo il 18 luglio 1894 e due giorni dopo il neonato venne rinvenuto dalla pia ricevitrice “in panni bianchi senza alcun segno sul corpo, senza alcun scritto o contrassegno” nella ruota dei proietti in via Speranza (oggi via sergente Enrico Di Troia), n. 6. Gli venne dato, come si faceva con tutti i bambini abbandonati, un nome, quello di NICOLA FIORATO. Circa due anni dopo, però, il 1° marzo 1896, con atto del notaio ACHILLE FRACCACRETA venne riconosciuto figlio naturale da ASSUNTA DI MATTEO fu GAETANO, della quale nulla sappiamo. Dal foglio matricolare risulta che era “pecoraio” e molto probabilmente non si sarà mai allontanato dalle sue pecore fino a quando lo Stato non lo chiamò a servire in armi. Strappato al suo mondo, il 24 maggio 1915 fu arruolato nel 74° Reggimento Fanteria e inviato al Monte Piana, un fronte dolomitico, forse senza mai essersi esercitato all’uso delle armi, dove non ebbe nemmeno il tempo di rendersi conto del perché si trovasse in quei luoghi di sofferenza e di morte, lontano dalle sue pecore. Dopo un mese, il 24 giugno 1915 risultò “disperso in combattimento sul Monte Piana”, durante un violento attacco austriaco. Aveva poco meno di ventuno anni. La dichiarazione di irreperibilità giunse al Comune di San Severo il 25 novembre 1916.

== FOTO DI GIUSEPPE CLEMENTE ==

Altri articoli

Pulsante per tornare all'inizio