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LALLO: “Pagliuzze, travi e cittadini qualunque.”

In questa insolita campagna “pre” elettorale volano, ogni tanto, come schegge impazzite, commenti di candidati che, forse mossi da autentico fervore civico, si lanciano in analisi delle coalizioni avversarie e delle altrui coscienze ben

 

prima di aver posto mente alla natura e ai trascorsi dei propri compagni di viaggio. Qualcuno (non faccio nomi per non fornire pubblicità gratuita) in un intervento che mescola qualunquismo, retorica e disinformazione, ha accusato il sottoscritto di essere tra coloro che sono stati nelle stanze dei bottoni e non hanno mai fatto nulla di buono per San Severo, e che oggi promettono ma domani non manterranno.

È consapevole, l’estensore del documento polemico, che egli stesso è candidato di uno schieramento che il cui leader fa politica al vertice da almeno cinquant’anni? E se è vero che “il popolo ha aperto gli occhi”, li avrà aperti sia su di me, che sono stato eletto per la prima volta nel 1994, sia sul suo leader che, come detto, occupa poltrone ben più prestigiose delle mie da mezzo secolo.

Altro punto che mi preme chiarire è quello relativo ai “proclami”. Il signore che ha firmato l’intervento avrà sicuramente ascoltato tali proclami in incontri di altre coalizioni ed altri candidati sindaci, non certo negli incontri ai quali ho partecipato io. Il mio programma è ormai pronto e tra pochissimi giorni sarà distribuito all’intera città in maniera capillare. Tale programma, frutto del lavoro di valenti cittadini quasi tutti nuovi all’impegno politico, contiene proposte concrete ed utili alla città.

Naturalmente – e veniamo al terzo ed ultimo punto che mi preme chiarire – i programmi dei candidati sindaci sono parole al vento se non vi sono eletti che abbiano capacità, competenza e, soprattutto, onestà intellettuale (e non solo quella!). E qui la palla passa ai partiti e ai movimenti politici, che compongono le liste, e soprattutto agli elettori, che scelgono i loro rappresentanti.

A questo punto, non posso fare altro che augurarmi che l’elettorato – sempre critico nei confronti di chi amministra – utilizzi il massimo della propria capacità di valutazione nella scelta del candidato da votare, informandosi sulle persone che si propongono in lista e preferendo chi ha innanzitutto sincerità e rettitudine, ma anche competenza e voglia di lavorare.

Caro amico candidato Consigliere, “i soliti favori, il solito clientelismo, le gare d’appalto truccate”, non sono insiti nel nostro DNA, visto che per noi la politica è puro spirito di servizio e non perseguimento di interessi personalistici (come dimostriamo con i fatti da anni!).

Tutti sanno che mi piace smorzare le polemiche prima che divampino, ma certi interventi mi portano alla mente l’apologo evangelico della pagliuzza e della trave. Soprattutto mi fanno pensare che il dono dell’ascolto non sia stato dato a tutti in eguale misura!

Buon lavoro, signor candidato Consigliere.

Leonardo Lallo

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