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Oggi la comunità di Lesina festeggia San Nazario Martire.

Il Santuario di San Nazario è molto importante per tutto il territorio del Gargano e durante la fine di luglio (27-28) molti devoti dei paesi vicini si recano ad onorare il Santo.

CURIOSITÀ DAI PAESI GARGANICI.

Nelle vicende popolari ischitellane, il Santo con il suo santuario diventa culto, meta e ricorrenza annuale. Invocato come protettore dei mali contro le gambe e i piedi, il culto sfocia in riti ancestrali e arcaici che lega il Santo con l’acqua termale. La popolazione di cui ha molti abitanti che portano il nome Nazario, si recava presso il santuario di mattina presto con i carri e traini addobbati a festa. Giunti al santuario i fedeli cantando inni al Santo giravano per tre volte la chiesa e poi si ripeteva il secolare rito quello di bagnarsi nelle acqua calde sorgive, ritenute curative e miracolose dal contatto avute col Santo, infine il bacio della pietra Sacra su cui la tradizione ritiene si sia seduto il Martire Nazario.

La parte religiosa si svolgeva nei canoni più solenni e popolari. Una festa fatta di colori, suoni e fede che da sempre hanno attirato i devoti e non, a questo solitario luogo Sacro, che per la festa del Martire si inonda di gente, devoti e Pellegrini.

Crescendo sempre più la devozione, nel 1925 fú fatta realizzare una statua raffigurante il Santo da destinare alla popolazione di Ischitella, venerata attualmente nella chiesa di Sant’Eustachio.
La statua eseguita dalla prestigiosa ditta del cartapestaio leccese Luigi Guacci, raffigura il Santo nelle fattezze di una datata litografia che ritrae l’antica statua del Santuario dei tre Confini (attualmente sparita e sostituita con una di Ortisei). Il Santo nelle sembianze di giovane milite avvolto in un manto che gli scende sul retro mostra al fedele la palma del suo Martirio, in contemporanea l’altra mano regge l’argentea catenina dei due cani che secondo la tradizione popolare, giunto il Santo nei pressi della sorgente corsero a leccare le piaghe dei piedi del Santo che passò per predicare il Vangelo. Leggibile sugli ornamenti argentei: Triggiani Giovanni 1925, probabile donatore dei cimeli e della Statua.

La festa ischitellana di San Nazario del 28 luglio attuava i soliti canoni popolari quali triduo, messa Solenne e la processione per le vie del paese che a fine anni 60 si andò ad unire ai festeggiamenti della Madonna del Carmine del 16 Luglio fino a cadere nel dimenticatoio.

Attualmente la statua di San Nazario è sottoposta a urgenti lavori di Restauro che ridaranno stabilità e bellezza al simulacro augurandoci di ritornare a festeggiare il Martire dei due Cani.

FONTE: gruppo facebook Ischitella del Gargano: ieri e oggi.
odvazzurra lesina

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