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“SABATO, DOMENICA E LUNEDÌ” al Teatro Luigi Rossi di Torremaggiore

Dopo tanti anni in cui il Teatro Luigi Rossi di Torremaggiore ha assistito all’avvicendarsi di spettacoli di vario genere, ora può contare anche sulla presenza di una “Compagnia in un certo senso stabile“.

Da non confondere però con le prerogative del teatro stabile, la Compagnia del registaPaolo Di Capua, ha come principale punto di forza la grande coesione del gruppo che la compone.

Essa ha preso il nome di quella fondata circa 20 anni fa, ma che poi si è sciolta e, nel gennaio di quest’anno, si è consacrata portando in scena uno dei classici più impegnativi di Edoardo De Filippo, “NATALE IN CASA CUPIELLO“.

Il tutto esaurito ed il clamore al di sopra delle aspettative, hanno rinsaldato il legame tra attori sì di tipo amatoriale, ma svincolati dal fattore economico.

IL BAFFO” vanta come caposaldo l’idea del “TEATRO QUALE FUNZIONE SOCIALE“, con una particolare attenzione rivolta alla intera comunità ed alla valorizzazione del territorio cittadino.

Un momento di aggregazione e di interazione quasi, con un pubblico che da spettatore a volte assente, deve ritrovare quel gusto di immergersi totalmente, fino a dimenticare il suo posto in platea.

La Compagnia ha lo scopo di portare in scena vecchi successi, principalmente di De Filippo. Ma non solo. Il gruppo si  industria al massimo per sveltire il cambio delle scene e con un progetto di partecipazione finale di quanti tra gli spettatori vogliano intervenire con un parere personale su momenti o parti del lavoro rappresentato, che li abbiano maggiormente colpiti.

Ne parlo con il Regista che, oltre a coinvolgere gli Attori nei suoi Progetti, ha alle sue spalle un lungo bagaglio culturale nel campo e soprattutto è un grande appassionato di Edoardo DE FILIPPO, nonché anche Attore lui stesso.

Paolo DI CAPUA, reduce da un Master in Cinema, Teatro e Spettacolo, mostra un profondo entusiasmo nel parlare del suo Gruppo e dell’opera che è in cantiere, dichiarando:

Alcuni anni fa iniziai un progetto legato agli elementi di Dizione, con alcuni ragazzi che in quel periodo venivano a casa mia, ma ormai  sono quasi tutti universitari. Devo dire che amo in particolar modo il Teatro di DE FILIPPO ed ogni volta che leggo un suo copione, sento come materializzare la presenza dei personaggi delle sue opere e da lì, senza costruire nulla di diverso, la mia mente lavora subito su come ‘riadattare’ gli ambienti, proprio come si fa con una giacca in disuso, ma sempre pronta ad essere indossata. È come se i Personaggi parlassero nella mia mente, ascoltando le mie correzioni. È un turbinio di emozioni“.

PAOLO, QUALE SARÀ LA PROSSIMA COMMEDIA?”.

Sarà la volta di SABATO, DOMENICA E LUNEDÌ, una commedia in tre atti scritta ed interpretata da Eduardo DE FILIPPO nel 1959 ed inserita dallo stesso autore nel gruppo di opere che ha chiamato ‘Cantata dei giorni dispari‘. È un capolavoro ricco di morale e di impegno teatrale che il Maestro Eduardo ha gratuitamente lasciato alle generazioni future. La commedia integrale qualche volta è stata trasmessa dalle teche Rai, quella più visibile è di Tony Servillo. La mia però è diversa, in quanto è una rivisitazione in chiave umoristica, in cui mi preoccupo di combinare l’aspetto brillante e grottesco con quello comico. È una commedia dallo spessore notevole, in cui le comparse si intrecciano in un gioco di luci ed ombre; tutta la recitazione è strettamente legata alla espressività del personaggio ed anche gli incastri scenici sono collegati dal chiaroscuro della mimica che fa da padrona sulle maschere del primo, secondo e terzo atto. Quindi oltre all’impegno mnemonico di parti abbastanza lunghe, c’è anche quello di costruire sulla propria casacca il personaggio. Rispetto al copione originale ho inserito dei personaggi che erano presenti nella versione cinematografica e, con una attenta sintesi, ho cercato una loro collocazione in quella teatrale. DaRegista ho riscritto certi passaggi e quale Attore partecipante, con gli altri, come in una tela già ben definita… tutti insieme affronteremo diverse tematiche. Aggiungo che anche il neo Sindaco di Torremaggiore, Emilio DI PUMPO, ha manifestato il suo entusiasmo per il nostro progetto e mi ha dichiarato che ne appoggerà la realizzazione“.

PERCHÉ HAI SCELTO PROPRIO QUEST’OPERA?  SARAI REGISTA ED ATTORE…QUALE PARTE INTERPRETERAI?“.

Ho scelto questa Opera di Edoardo perché ritrovo delle caratteristiche comportamentali che si succedono ancora negli anni, nonostante il cambio generazionale, come i  problemi all’interno di una famiglia, quali la nascita di piccole incomprensioni che man mano portano a divari così grandi, da trasformarsi in vere e proprie rotture. L’IMPORTANZA quindi del DIALOGO e tanto altro… ma non voglio ancora svelare ulteriori particolari, come la mia parte… Sarà una commedia tutta da vedere!“.

QUANDO VERRÀ REALIZZATA LA COMMEDIA?“.

Al momento stiamo provando dedicando più giorni a settimana prima della pausa estiva.  Ritorneremo a provare nel mese di Settembre, cercando di ultimare i nostri sforzi. La rappresentazione è prevista per l’inizio dell’anno prossimo, per cui a fine anno, la commedia sarà quasi pronta“.

QUALE FRASE DI EDOARDO TI HA PIÙ COLPITO?“.

Tra le tante che mi hanno colpito, tra cui:  ‘Mi hanno chiesto dove hai lasciato l’ultima maschera, io gli ho risposto nel cassetto del mio cuore’. ‘Non esiste un Pulcinella senza un teatro’… sono rimasto  particolarmente affascinato dalla frase che ripeteva spesso ai suoi allievi e cioè: TEATRO SIGNIFICA VIVERE SUL SERIO QUELLO CHE GLI ALTRI, NELLA VITA, RECITANO MALE“.

Dunque il riadattamento di un’Opera di DE FILIPPO che raccoglie una complessa vicenda familiare sempre attuale e che riflette le problematiche di una grande città, fino a toccare il paesello di provincia, con un racconto che si svolge tutto durante le tre giornate di: “SABATO, DOMENICA E LUNEDÌ.

Dal testo della Commedia…

Il ragù di Rosa Priore: “Adesso mi vuoi insegnare come si fa il ragù? Più ce ne metti di cipolla, più aromatico e sostanzioso viene il sugo. Tutto il segreto sta nel farla soffriggere a fuoco lento… La buonanima di mia madre diceva che per fare il ragù ci voleva la pazienza di Giobbe. Il sabato sera si metteva in cucina con la cucchiaia in mano, e non si muoveva da vicino alla casseruola nemmeno se l’uccidevano. Lei usava o il «tiano» di terracotta o la casseruola di rame. L’alluminio non esisteva proprio. Quando il sugo si era ristretto come diceva lei, toglieva dalla casseruola il pezzo di carne di «annecchia» e lo metteva in una sperlunga come si mette un neonato nella «connola», poi situava la cucchiaia di legno sulla casseruola, in modo che il coperchio rimaneva un poco sollevato, e allora se ne andava a letto, quando il sugo aveva peppiato per quattro o cinque ore…

Come non essere d’accordo sulla ritualità del PRANZO DOMENICALE?

Un momento  “AGGREGANTE”  per tutta la FAMIGLIA…anche se non sempre  questo accade, come nella Commedia in questione…

In attesa che nuovi ed esilaranti progetti vadano in porto, i migliori auguri alla Compagnia Teatrale “IL BAFFO“.

Ufficio Stampa di “SABATO, DOMENICA E LUNEDÌ”

Compagnia Teatrale “IL BAFFO”

Elisabetta Ciavarella

(Direttore Responsabile della Gazzetta di San Severo)

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