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SAN SEVERO: DICHIARAZIONI DI SDERLENGA SULLA TARES

La TA.R.E.S. (Tassa Rifiuti E Servizi) è un tributo legato alla gestione dei rifiuti introdotta nel cosiddetto “Decreto Salva Italia”, in sostituzione della Tariffa d’Igiene Ambientale (TIA) e Tassa per lo Smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani (TARSU).

Ha come obiettivo la copertura economica per intero del servizio

 

di raccolta e smaltimento rifiuti.

Su ciò che sembra ancora apparire una tassa poco conosciuta, queste le considerazioni del coordinatore del Centro Democratico San Severo, Francesco Sderlenga:

<< È necessario fare un passo indietro, esattamente al Consiglio comunale del 5 novembre ‘13, sui punti all’Ordine del Giorno, riguardanti la TARES ed il relativo Regolamento. Noi lo abbiamo già detto all’allora Amministrazione Savino e sua maggioranza, ora a briglia sciolta in cerca di accasarsi, che non era accettabile la proposta indecente legata all’aumento di oltre il 30% della TARES sulla base di opachi costi gonfiati e senza alcun beneficio per i cittadini. Il proverbiale “non sapere”, parola d’ordine che ha caratterizzato l’eloquio del Sindaco Savino, anche su quest’argomento, ha evidenziato ancora una volta quanta confusione generale ha regnato a Palazzo Celestini in questi anni.

Ovvia la ragione – continua Sderlenga – per la quale l’opposizione aveva chiesto ed ottenuto il rinvio di queste delibere per svolgere una responsabile riflessione sul tema e prevedere una differenziazione dell’applicazione della TARES per favorire persone bisognose ed i cittadini che maggiormente si impegnano “nel fare” una corretta raccolta differenziata. Quando accaduto, però, dovrebbe ancora far riflettere non solo chi era tenuto a risponde ai cittadini, ma anche chi ha operato ed opera ancora oggi nella tecnostruttura a cui compete la stessa, se non maggiore, responsabilità.

Il “lavarsi le mani”, il “non sapere” o peggio il “si è sempre fatto così” non sono altro che aggravanti, perché: ignorantia legis non excusat.

Il decreto “Salva Italia” (D.L. n. 201 del 6.12.2011) ha introdotto la TARES. Il Comune di San Severo ha inviato, con lettera firmata dal funzionario responsabile dott. Livio Caiozzi, ai cittadini il “saldo Tares 2013”. Nella lettera, viene specificato che oltre alla maggiorazione di 30 centesimi a metro quadro (come da delibera del Consiglio Comunale del 27.11.2013) per i costi relativi a sicurezza, illuminazione pubblica (non la doveva fornire la centrale che abbiamo in casa, dono di Giuliano Giuliani?), manutenzione strade, ecc.. Il calcolo del tributo TARES (dovuto da chiunque possiede, occupi o detenga a qualunque titolo locali od aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani) è stato così definito dagli uffici comunali: “Utenze domestiche – prodotto della superficie calpestabile già denunciata ai fini TARSU per tariffa unitaria fissa, sommato all’importo della tariffa variabile (composta da un importo fisso determinato in base al numero di componenti familiari)”.

Il regolamento ministeriale – riprende Sderlenga – indica le modalità di calcolo della superficie catastale (come già compare nelle visure e come già avviene nei Comuni italiani. A San Severo si continua a disattendere la norma) per il calcolo della TARES e di cui la parte rilevante sarà l’80% (Decreto Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n.138, con tutto ciò che ne deriva). Inoltre il Regolarmente Comunale annuale disciplina le eventuali maggiorazioni ed esenzioni del tributo in quanto ciascun comune avrà la possibilità di aumentare di 0,30 euro la tariffa (fino a 0,40 euro max) in ragione della tipologia dell’immobile (esempio, abitazioni di lusso) e della zona censuaria ove è situato l’area, l’immobile o l’unità locale.

Dato il trend socio-economico negativo – evidenzia il coordinatore del Centro Democratico – (chi, pur avendo la casa da tempo, oggi magari: non ha più il lavoro; lo ha perso; non riesce a pagare le rate del muto; anziani che si sostengono solo con la pensione minima; famiglie fortemente disagiate; portatori di handicap; ecc.) sarebbe opportuno e necessario ragionare nei termini: meglio che tutti paghino il giusto anziché niente.

La mia proposta, mira a colpire gli evasori fiscali ed i furbi, a far pagare ciò che spetta per norma a chi “deve” e far pagare una tariffa “sociale”, alle categorie menzionate. Il legislatore lo ha detto chiaramente che nel merito vale l’Ente comunale (punto 15 e 19 del D.L. n.201)

I criteri possono essere valutati in base all’ISEE (e fasce di reddito), ad esempio, od altro che può essere condiviso. Ho stimato che le entrare avranno un indicatore in crescita e non in perdita, oltre a dimostrare in concreto che si va verso una politica per “il sociale”, che c’è un interessamento verso chi già è gravato da oneri e che si ragiona in termini non egoistici ma protesi al “bene comune”.

Invece – conclude Francesco Sderlenga – la politica sociale del centro destra che ha impoverito la città fino a poco tempo fa, ha compiuto uno scempio continuando a non far pagare chi evade o chi non dichiara, ed a tartassare i contribuenti onesti che pagano e pagheranno sempre le tasse >>

San Severo lì, 17 marzo 2014


Ufficio Stampa “FrSd” Comunicazione e Relazioni esterne

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