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SAN SEVERO: LA TARES È LA SINTESI DEL FALLIMENTO DELLA POLITICA LOCALE E DI CHI CI HA AMMINISTRATO!

File di cittadini ogni giorno davanti all’ufficio tributi, chi pagherà per i disagi ai cittadini? Per ora l’unica buona notizia è la proroga dei pagamenti a fine aprile.

Le bollette arrivate nelle famiglie dei sanseveresi sono il segno inequivocabile dell’eredità che ci ha lasciato l’amministrazione Savino-Caposiena.

Infatti, con delibera del

 

consiglio comunale del 27 novembre 2013 i consiglieri Savino (Sindaco), Caposiena, Mirando, Riccioni, Giannubilo, Marchitto, De Maio, Tavaglione, Carafa, Di Malta e Ferrelli (11) hanno approvato le tariffe della TARES. Si sono astenuti Cota, Sponsano e Persiano (3); consiglieri contrari: Irmici, Miglio, Carrabba, Sderlenga, Spina, Santarelli, Capraro, Damone (8). Assenti gli altri (9).

Dalla delibera del consiglio comunale del 27 novembre 2013 che istituisce la TARES: «Bisogna garantire il principio comunitario “Chi inquina paga”».

Di seguito, con nota prot. n. 271/VII dell’11 febbraio 2010 l’assessore all’Ambiente pro tempore, a seguito di incontri con la ditta concessionaria del servizio, ha richiesto alla struttura del Comune di San Severo la formulazione di una proposta relativamente a: estensione contratto comprendente la gestione e manutenzione di tutto il verde urbano senza costi aggiuntivi per l’Ente.

La TARES colpisce pesantemente tutti quelli che hanno un onesto lavoro e un’abitazione in un momento di crisi economica che tutti conosciamo e viviamo sulla nostra pelle.

AltraCittà, nella distrazione generale, aveva segnalato, ancora una volta, e in tempi non sospetti il problema con un documento del 17 ottobre dello scorso anno; in esso nel segnalare una serie di incongruenze come, per esempio, la clausola incredibile che i rifiuti raccolti separatamente per il riciclaggio sono di proprietà della società (ad eccezione dell’organico) i rifiuti indifferenziati (la mondezza) di proprietà del Comune. Questo ha significato che i benefici del ricavato dei materiali riciclabili (15% del CONAI) vanno alla società; i costi per lo smaltimento dei rifiuti sono a carico del Comune (cioè di noi contribuenti). Nell’appalto del dicembre 2008 è prevista anche una quota a favore degli utenti che conferiscono rifiuti riciclabili, ma per questa voce bisogna rivolgersi a: chi li ha visti?

Intanto, il costo del servizio igiene urbana affidato alla CNS-Formula Ambiente-Navita, è lievitato da 5 milioni 164 mila (più iva) agli attuali 8 milioni e 670 mila euro.

A suo tempo i fautori della privatizzazione sostenevano che si sarebbero ridotti i costi rispetto al servizio gestito direttamente dal comune, vero Giuliani? Vero Caposiena?

Il D.L. 201/2011 cui fa riferimento la lettera inviata alle famiglie di San Severo dice: «Art. 9. La tariffa è commisurata alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolte, sulla base dei criteri determinati con il regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158.

Art. 11. La tariffa è composta di una quota determinata in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio di gestione dei rifiuti, riferite in particolare agli investimenti per le opere e ai relativi ammortamenti, e da una quota rapportata alle quantità di rifiuti conferiti, al servizio fornito e all’entità dei costi di gestione, in modo che sia assicurata la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio.

Art. 17. Nella modulazione della tariffa sono assicurate riduzioni per la raccolta differenziata riferibile alle utenze domestiche.

Art. 18. Alla tariffa è applicato un coefficiente di riduzione proporzionale alle quantità di rifiuti assimilati che il produttore dimostri di aver avviato al recupero.
Art. 19. Il consiglio comunale può deliberare ulteriori agevolazioni rispetto a quelle previste dai commi da 15 a 18 e dal comma 20. La relativa copertura può essere disposta attraverso la ripartizione dell’onere sull’intera platea dei contribuenti, ovvero attraverso apposite autorizzazioni di spesa che non possono eccedere il limite del 7% del costo complessivo del servizio».

Dall’ultimo censimento San Severo ha 54.233 abitanti, pari a 28.331 famiglie ma le utenze domestiche censite sono 19.985, come mai? Le utenze non domestiche sono invece 3.031.

Le immediate periferie della città: via Fortore, via Demanio, via Vecchia per Lucera, via Apricena ecc; sono colme di rifiuti abbandonati, perché la società incaricata non provvede, se è previsto nel contratto?

È stata applicata la decurtazione dello 0,5 per ogni punto percentuale di R.D. inferiore all’obiettivo del 65% entro il 2012 alla ditta che svolge il servizio di igiene urbana? Invece, la società Navita il 28 maggio 2012 chiede al Comune Euro 2.251.564 per oneri aggiuntivi, nonostante non siano stati raggiunti gli obiettivi fissati per la raccolta differenziata.

Per lo smaltimento dell’umido (27% dei rifiuti) conferito prima alla società AGECOS di Deliceto a 66 euro a tonnellata più l’iva più 9000 euro al mese per la selezione dei sacchetti non degradabili; inoltre, molti camion sono stati rimandati indietro perché l’umido era contaminato da altre sostanze. Da Deliceto è stato deciso di mandare questi rifiuti a Lucera presso la BioecoAgrim con aumento dei costi a 104 euro a tonnellata più iva più spese di trasporto ed ecotassa di 15 euro a tonnellata (L.R. 38/2011 Regione Puglia).

In conclusione, la TARES ci costa moltissimo nonostante che siamo arrivati a circa il 60% di raccolta differenziata, non si capiscono i benefici a chi vanno; come mai non si è fatto nulla per premiare i cittadini virtuosi e colpire evasori e incivili?

Perché anziché pagare tutte le maggiorazioni, la società di gestione non ha provveduto a fornire alle famiglie i sacchetti biodegradabili per l’umido?

La “Call print” quanti soldi ha avuto in questi anni? Sono stati spesi 50.000 euro per pubblicizzare la R.D. e 20.000 euro per il sito web.

Quanti evasori ci sono a San Severo?

Con che faccia chi ha amministrato e comunque i partiti presenti in consiglio comunale oggi vogliono cavalcare la tigre del malcontento?

Non ci sono tutte le condizioni per un’indagine non solo politica ma anche giudiziaria per capire quanto denaro è stato sperperato a danno dei cittadini?

Il movimento dei cittadini chiede una seria revisione nella gestione del servizio e nei criteri di ripartizione della tassa.

San Severo, 29 marzo 2013

AltraCittà San Severo

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