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SAN SEVERO, LA TREDICESIMA FIRMA DELLA RESPONSABILITÀ: CAPOSIENA DECIDE PER ORA DI NON FAR CADERE IL SINDACO

Una città sospesa tra crisi politica, trattative sotterranee e responsabilità istituzionale. La lunghissima giornata politica di giovedì 28 maggio a Palazzo Celestini ha lasciato in eredità un dato che oggi pesa più di ogni altra cosa: la tredicesima firma che non c’è stata. Ed è proprio attorno a quella firma mancata che si gioca il futuro amministrativo di San Severo.

Da una parte dodici consiglieri schierati contro il sindaco Lidya Colangelo, dall’altra un equilibrio politico ormai fragilissimo che continua a reggersi su un solo nome: quello del Presidente del Consiglio Comunale Rosa Caposiena. È lì che si concentra il vero nodo politico della crisi.

Secondo quanto emerso nelle ultime ore, dodici consiglieri comunali – Masucci, Sderlenga, Cataneo, Carrabba, Damone, Irmici, Matarante, D’Antuono, Orlando, Tardio, Vene e Spada – si sarebbero recati inizialmente presso gli uffici del Segretario Comunale, Dott. Pino Longo, con l’intenzione di formalizzare la mozione di sfiducia nei confronti del primo cittadino. Un passaggio che però non si sarebbe concretizzato in quella fase.

Successivamente i consiglieri si sarebbero rivolti al notaio Paolo Lops per procedere alla sottoscrizione dell’atto, ma anche in quel caso il tassello decisivo non sarebbe arrivato. Mancava infatti la tredicesima firma necessaria per sancire definitivamente la caduta dell’Amministrazione Comunale.

Ed è qui che la figura di Rosa Caposiena assume un peso politico enorme. Una responsabilità probabilmente senza precedenti negli ultimi anni della politica cittadina. Firmare avrebbe significato aprire ufficialmente la strada alla sfiducia del sindaco Colangelo, al commissariamento del Comune e a un lungo periodo di gestione prefettizia, con il ritorno alle urne presumibilmente solo nella tarda primavera del 2027.

Una scelta pesantissima, non soltanto dal punto di vista politico ma anche umano e istituzionale. Perché la tredicesima firma non rappresenta soltanto un numero necessario sul piano procedurale: è il confine tra la continuità amministrativa e la fine anticipata della consiliatura.

Al momento, secondo quanto trapela dagli ambienti politici cittadini, in Caposiena avrebbe prevalso il senso di responsabilità verso la città, verso i cittadini, verso i propri elettori e verso la stessa Amministrazione Comunale. Una decisione che, inevitabilmente, si tradurrebbe anche in un atto di enorme fiducia nei confronti del sindaco Lidya Colangelo.

Ma quella fiducia, adesso, presenta un conto politico pesantissimo. Perché il sindaco non potrà limitarsi a sopravvivere alla crisi. Dovrà necessariamente ricostruire da zero la propria squadra di governo dopo l’azzeramento della Giunta Comunale e soprattutto imprimere un cambio di passo concreto, politico e amministrativo.

La crisi apertasi nelle ultime settimane, aggravata dalle dimissioni dell’assessore Gigi Marino e culminata nella giornata convulsa del 28 maggio, ha certificato una frattura politica profonda dentro la maggioranza. E oggi la vera sfida per il primo cittadino sarà dimostrare di poter ancora garantire stabilità, governabilità e credibilità amministrativa.

Intanto San Severo resta in equilibrio precario, sospesa tra due scenari opposti: la prosecuzione dell’esperienza amministrativa Colangelo oppure il precipitare verso il commissariamento.

E tutto, almeno per ora, continua a ruotare attorno a quella tredicesima firma mai arrivata.

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