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SAN SEVERO: Un Urlo si alza dalla città.

L’ amministrazione  comunale di San Severo, dopo aver raggiunto il giro di boa, è tutta protesa verso il rush finale. L’atmosfera che si respira è alquanto elettrizzante. La  “potenza di fuoco” – schierata dalla giunta Savino, è riuscita fino ad ora  ad annientare i tanti tentativi di quella parte della  popolazione, che gira contro. Le spine più velenose provengono da  un ampio

 

bacino di cittadini scontenti, che  è riuscito a sparigliare gli oliati e stanchi meccanismi della concertazione tra le forze in campo.  Il “timoniere”  è deciso  ed  è intento a mantenere la rotta dritta.  Il  “mare” è agitato e tira  aria di burrasca. Il porto di arrivo è ancora lontano, ma  la banchina è affollata  dai  tanti,  che aspettano il loro turno per dividersi il bottino. Molti  già sono stati  soddisfatti dai lucrosi proventi dei lavori pubblici. Ma di pubblico restano solo le  brutture,  e le cose malfatte. Durante il percorso “ l’ ufficiale in plancia”  ha dovuto rivedere la  squadra  e apportare diverse sostituzioni, a causa di alcuni elementi che si muovevano  non più nel modo voluto. La lista delle opere, che questi amministratori intendono cocciutamente realizzare per “il bene dei cittadini”  (così dicono)  contiene ancora  altri capitoli di spesa. In questo periodo si sta combattendo – su tutti i fronti, una importante battaglia,  per portare a casa la  “Piscina Comunale”.  I cittadini non la vogliono, perché  hanno capito – fin troppo,  che si tratta di una spesa molto onerosa, posta a carico del bilancio pubblico. Essa servirebbe solo a soddisfare le bramosie di pochi individui. Non è una spesa utile, e quindi va cancellata ! Il corto circuito, innescato sul progetto di   “Rigenerazione Urbana”,  ha già bruciato alcune cartucce.

Ma  il tarlo, che sta scavando,  e sta  creando malumori all’interno della giunta Savino, è legato alle “notti in bianco”.  Si tratta di una vecchia storia,  che negli anni ha assunto una dimensione quasi ingestibile.  I  primi  scricchiolii sono stati avvertiti tra gli stessi uomini, che compongono la squadra di governo. Uomini che, per motivi diversi,  devono combattere con le preoccupazioni,  che rendono le loro notti insonni.

San Severo di notte si riempie di un’ umanità dedita ai giochi di piacere. Sono frotte di giovani che girano intorno ai tanti locali  di intrattenimento, dove gli osti servono  beveroni, e alcolici vari, che  alimentano gli ardori  giovanili. “I teatri” più frequentati,   dove i  giovani si esibiscono sotto le stelle,  sono:  piazza  Carmine,  piazza Castello, via Belmonte.   L’alcool è il carburante  che mette in moto  “i motori”  e li spinge al di fuori dei “circuiti”  fino a farli  deragliare. La musica – trasmessa  ad alto volume,  si espande nell’intero circondario e  accompagna i drinker alla soglia  del piacere. I  “lasciti corporali” vengono sparsi nelle stradine limitrofe, usate a mo’ di bagni pubblici all’aperto. Una umanità che dimostra di aver perso la bussola.  Ma quello che preoccupa di più è che gli amministratori, dopo aver riempito le casse di proventi  dei facili guadagni, si sono accorti  di non essere in grado di gestire la situazione. Intanto, quei giovani sono stati esclusi e posti ai margini della società. Essi sono  destinati a non essere i protagonisti del futuro.

Le autorizzazioni rilasciate  dal sindaco – ai diversi esercenti   che lavorano di notte, non giustificano  gli schiamazzi, le urla, le oscenità perpetrate a danno degli inermi cittadini, tormentati per non poter godere dell’agognato  riposo  all’interno delle proprie case. I festini si  dilatano fino all’alba, nonostante i limiti temporali, del tutto inosservati. Queste attività pubbliche hanno surclassato le “cantine”  del tempo passato. Allora,  era il vino  il carburante che animava le notti dei nottambuli.  I cittadini – del tempo,  non avevano tanto da ridire nei confronti di chi si dava allo sballo.  Oggi le cose hanno assunto  risvolti,  che limitano la libertà.  E’ inaccettabile che gli abitanti di quei quartieri  debbano  combattere  certe  manifestazioni  di  inciviltà. Degrado delle strutture pubbliche, graffiti a macchia d’olio,  imbrattamento  da escrementi e da urina  generano paura e disagio tra gli abitanti. Danno la sensazione di trovarsi in un territorio abbandonato e privo di controllo. Chi governa dovrebbe avere a cuore la serenità dei cittadini, oltre a promuovere l’accrescimento della città. Spetta a loro far rispettare le leggi. Quello che notiamo è che questi politici dimostrano di non conoscere le regole della democrazia. Essi vengono chiamati per servire i cittadini di San Severo, e non per servirsene. Questa amministrazione si è guadagnato un triste primato: è al punto più basso nella scala dell’indice di gradimento. I relativi componenti  dimostrano  di non essere capaci e, oltre ad  averci  scaricato  nel pantano della crisi, ci negano  la gioia di vivere, di pensare al futuro, di proiettarci in avanti.

MICHELE DI SCIOSCIO

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