San Severo, un’estate senza eventi: la città non può rassegnarsi al silenzio

San Severo sta vivendo una delle estati più difficili degli ultimi anni. Alle continue lamentele dei cittadini per le criticità nella raccolta differenziata e per i ritardi nello sfalcio dell’erba si aggiunge, con il passare dei giorni, un crescente malcontento per la totale assenza di eventi estivi.
Siamo ormai al 24 luglio e, fino a oggi, i sanseveresi non hanno potuto assistere neppure a un appuntamento capace di animare le piazze, favorire l’aggregazione o sostenere le attività commerciali. La città appare spenta, quasi rassegnata, mentre tante famiglie e molti giovani scelgono ogni sera di raggiungere Torremaggiore, Apricena, i centri dei Monti Dauni e del Gargano, dove vengono proposti programmi culturali, musicali e ricreativi.
C’è poi un aspetto politico e sociale sul quale è necessario riflettere. Molti cittadini, esponenti di destra e di sinistra e rappresentanti di associazioni avevano accolto con entusiasmo la conclusione anticipata della precedente esperienza amministrativa. Oggi, di fronte a una città immobile e priva persino di un cartellone estivo, quelle stesse voci sembrano essere scomparse. Un silenzio che sorprende e che rischia di trasformarsi in rassegnazione collettiva.
Il commissariamento prefettizio garantisce la continuità amministrativa, ma una città non vive soltanto di atti e adempimenti burocratici. Ha bisogno anche di socialità, cultura, occasioni d’incontro e iniziative capaci di sostenere il commercio e rafforzare il senso di comunità.
Per questo rivolgiamo un appello al Commissario prefettizio, dottor Francesco Antonio Cappetta, e all’intera struttura comunale affinché vengano calendarizzate, anche in tempi rapidi, attività culturali, ludiche e aggregative. San Severo non merita un’estate di silenzio, né può permettersi di perdere ulteriormente quella centralità che un tempo la rendeva un punto di riferimento per l’intera Capitanata.



