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“Sono nato a San Severo, ma non bisogna fare di tutta l’erba un fascio”

TERMOLI. In questa bizzarra estate ne abbiamo viste e sentite di tutte. Adesso diamo sfogo anche una lamentela accorata da parte di un cittadino, A. B., che ritiene di essere al centro delle attenzioni delle forze dell’ordine nei controllo stradali solo perché è nato a San Severo.

“Mi preme sottolineare il mio legame con San

 

Severo testimoniato con forza anche dalla mia carta d’identità e dal mio accento pugliese perché ormai ne ho veramente piene le scatole di trattamenti che non hanno nulla a che fare con la mia persona.

Passiamo alla descrizione degli eventi.

Lavoro a Campobasso, quindi come tutti i giorni mi reco con la mia vettura nel capoluogo molisano per svolgere le mie ore lavorative.

Mi è capitato e mi capiterà sicuramente tante altre volte di essere fermato ad normale controllo da parte della Polizia Stradale. Ebbene la prima cosa che noto da subito (sempre), ma questo non avviene solo nel Molise, è il grado di attenzione che aumenta nel momento in cui percepiscono il grado di pericolo derivante dal mio luogo di nascita.

Voglio premettere che non ho nessun tipo di precedenti penali e che annovero a mia parziale difesa 2 lauree (Scienze Politiche e Giurisprudenza) ma questo non vuole essere un motivo di privilegio nel momento del controllo anche perché non lo sanno e comunque hanno la tendenza a fare di tutta l’erba un fascio.

Ieri mattina però penso di aver subito un vero esempio di discriminazione.

So benissimo che gli agenti nel momento in cui avvertono un reale pericolo dare origine a forme di perquisizione o controlli accurati e totali.

Nello specifico però (controllo effettuato alle ore 9,45 lungo la Bifernina che collega Termoli con Campobasso mi sembra che abbiano veramente esagerato.

All’inizio sembrava un banalissimo controllo come avviene spesso ma appena letto il mio luogo di nascita, hanno avvertito il reale pericolo ed hanno dato origine ad un controllo molto più accurato invitandomi a scendere, facendomi aprire il portabagagli, facendomi accendere e spegnere i fari per verificare l’esatto funzionamento, tenendomi li fermo più di 20 minuti per accertare che il mio talloncino dell’assicurazione fosse vero e quindi realmente pagato.

Mi chiedo

1) Quante volte avviene un controllo cosi meticoloso?

2) Quante volte avviene un controllo cosi meticoloso ad un cittadino molisano?

3) Che colpa ho io di essere nato a San Severo ma cosa più importante che colpa ho io se diversi abitanti di San Severo compiono sistematicamente atti a delinquere?

4) Perché gli organi di polizia non provano a fare un piccolo sforzo e a cercare di capire chi hanno veramente di fronte senza lasciarsi condizionare dai pregiudizi che portano solo a pericolosi precedenti?”


da Termoli online.it

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