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SPONSANO SCRIVE UNA LETTERA APERTA A GIANFRANCO SAVINO

Caro Sindaco,

a circa due settimane dalla decadenza degli organi istituzionali (e a due mesi dalla presentazione delle liste elettorali) penso che sia il caso di fare il punto della situazione e cercare di capire se esiste la possibilità di riprendere

 

il percorso che cinque anni fa (ricorda?) abbiamo avviato insieme attraverso la lista “Savino Sindaco”.

 

 

Lo considero necessario e doveroso da parte di chi, come me, ritiene di aver operato in Consiglio comunale fino all’ultimo giorno in coerenza con il mandato ricevuto dagli elettori e che intende continuare, ove questi glielo consentiranno, ad impegnarsi per costruire una San Severo migliore, più vivibile e più viva.

Soprattutto, lo considero necessario e doveroso per dare un contributo alla comprensione, da parte dei nostri concittadini, di quanto è accaduto in questi cinque anni e per fare in modo che si pervenga alla scelta di un sindaco e di un gruppo di amministratori che si candidino ad operare in continuità con quanto è stato fatto di buono e, allo stesso tempo, a cambiare radicalmente rotta rispetto ai comportamenti negativi che pure hanno caratterizzato alcuni settori della passata amministrazione.

Perché se è vero che sarebbe ingeneroso (e anche stupido) non riconoscere alla sua amministrazione il merito dei risultati ottenuti, è altrettanto doveroso ammettere che durante questi cinque anni sono stati commessi degli errori che hanno pregiudicato il conseguimento dell’obiettivo principale che ci eravamo dati: cioè battere la “vecchia politica” (delle clientele, degli “affari propri”, delle connivenze) e affermare un modo diverso di dedicarsi alla cosa pubblica (rispettoso delle istituzioni, trasparente e con l’unico obiettivo di perseguire l’interesse generale)

Per cui vado subito al dunque: ricorda quando (erano passati pochi mesi dal nostro insediamento) mi disse che la nostra lista era stata uno strumento utile per vincere le elezioni, ma che a quel punto ciascuno di noi avrebbe dovuto scegliersi un partito, un movimento politico di riferimento? Io le manifestai tutto il mio disappunto per questa sua indicazione, perché ritenevo (e ne sono ancora convinta) che in quel modo si stava abbandonando il senso più profondo della nostra presenza nella compagine amministrativa.

Sono certa che oggi sia proprio lei il primo a considerare quella scelta un errore, perché da quel momento in poi la “vecchia politica” (uso questa espressione perché lei è solito chiamarla così) è riuscita ad avere la meglio, sia quella che è rimasta dalla sua parte (e che l’ha accerchiata 24 ore su 24, impedendole di cogliere quanto stava accadendo intorno), sia quella che da lei ha preso le distanze dopo le elezioni regionali del 2010 (e che da iniziale suo punto di riferimento è diventata la sua più acerrima avversaria).

Penso che sia noto a lei e a tutti i nostri concittadini a chi io stia facendo riferimento e sono anche convinta che quella fase costituisca passaggio fondamentale di questo quinquennio amministrativo, che ha determinato gran parte delle criticità successive e che ha portato alla frattura conclusiva, con le recenti dimissioni contestuali dei consiglieri e la conseguente decadenza degli organi istituzionali.

Bene, a questo punto, per quanto mi riguarda, io non ho intenzione di demordere: voglio continuare sulla strada intrapresa cinque anni fa, voglio battermi per il rispetto delle regole e delle istituzioni, contro l’uso distorto che ne è stato fatto per troppi decenni e che è la maggiore causa dei problemi della nostra città e della nostra società; voglio contribuire a fare in modo che San Severo colga le opportunità che spesso nel passato le sono state precluse, superando la logica clientelare e dell’interesse personale; voglio contribuire alla costruzione di una città migliore, più vivibile per tutti e, soprattutto, che sappia riprendere in mano il proprio destino, invertendo la tendenza al declino che la sta indebolendo da troppi, troppi anni.

Vengo allora alla conclusione di queste riflessioni: nelle condizioni date, penso che lei, avendo sempre sostenuto di non essere un politico di professione, ha la possibilità di dare un contributo rilevante per consentire che il percorso avviato cinque anni fa venga portato avanti e per fare in modo che la frattura che si è creata all’interno della parte innovatrice del quadro politico non consegni la città a chi, nell’altro campo, ha fatto della politica di professione, da sempre, la propria ragione di esistere.

Le basterebbe comunicare alla città, che le ha dato l’onere e l’onore di guidarla per cinque anni, i buoni risultati della sua azione amministrativa, quindi esplicitare cosa non si è riusciti a fare, anche indipendentemente dalla sua volontà (per far si che chi le succederà possa evitare di commettere gli stessi errori); infine, ed è la cosa più importante, lasciare ad altri il compito di guidare, dopo di lei, il percorso di rinnovamento: sarebbe un segnale straordinario che, ne sono certa, la città apprezzerebbe e che le potrebbe forse consentire, chissà, di aspirare a rappresentarla in futuro in altre sedi istituzionali.

Per quanto mi riguarda, ove lei facesse questo passo, sarei pronta a riconoscerle pubblicamente, come faccio fin da ora, questo merito davanti alla città e nel contempo continuerei ad impegnarmi, con la medesima convinzione ed entusiasmo di cinque anni fa, anche con un ruolo di guida in prima persona, se altri lo ritenessero utile e ove questo possa essere di aiuto a ritrovare un’unità di intenti e di obiettivi nella parte innovatrice del quadro politico.

Diversamente, ciascuno sarà costretto a prendere la strada che oggi appare più confacente alle proprie aspirazioni e ai propri convincimenti, ma con la dura constatazione che anche lei, alla fine della fiera, non sarà riuscito ad affermare, con i comportamenti, che si possa servire la propria città per un periodo di tempo determinato e tornare poi alla propria vita privata e professionale, rischiando di diventare in questo modo, aimè, uno dei tanti “politici di professione” che tanto ha deprecato.

Con amicizia.

San Severo, 27 febbraio 2014

Tiziana Sponsano

LA CITTA’ DEL SOLE

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