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LESINA MARINA: Il brutto che avanza è il rischio che corre questo territorio. | La Gazzetta di San Severo
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LESINA MARINA: Il brutto che avanza è il rischio che corre questo territorio.

Lesina marina

LESINA MARINA – aria di mare e un bagno di serenità
Il cuore batte sempre più forte. La bellezza del litorale di Lesina Marina , la distesa del mare limpido e cristallino, gli effetti speciali del sole all’orizzonte, catturati dal gruppo SALVIAMO MARINA DI LESINA , trasmettono sensazioni coinvolgenti tra i frequentatori dei social . Le atmosfere di grande bellezza si mescolano alle immagini di rifiuti che sporcano questi luoghi.
Negli anni sessanta del secolo scorso fu un gruppo di imprenditori “illuminati”, che si lasciò affascinare da questo angolo di paradiso. Attratti dalle bianche dune – orlate di cespugli odorosi, e dalle Pietre Nere, che affiorano sulla sponda di Lesina bagnata dal mare, quegli imprenditori non si persero in tanti preamboli. Caricati anche dalla forte domanda di “case al mare” proveniente dai paesi del circondario, essi diedero corso alla lottizzazione e fu subito un corollario di cantieri, da cui ebbe origine Marina di Lesina. Un pugno di case, senza molte pretese, composte da villette singole e plurifamiliari, da piccoli condominii. La chiesa – ai margini del lungo e largo viale, domina sull’intero villaggio. Manca qualcosa, ma il colpo d’occhio è forte. Intanto, Marina di Lesina è più di una spruzzata di case, adagiata su un territorio dal fascino prepotente. Altri gruppi si sono inseriti nel convoglio dei più attivi , ognuno che agisce per sé, nessuno che pensi in comune con gli altri. Certamente il gioco di squadra favorirebbe azioni molto più incisive rispetto alle blande attività dei singoli attori.
Chi di parole ne spende parecchie è l’ ASSOCIAZIONE PRO LESINA MARINA, che si sta difendendo – in modo strenuo e ad oltranza, da una politica da quattro soldi. L’azione di questo gruppo è rivolta contro quelli che intendono mortificare Marina di Lesina, tutto a vantaggio delle altre località di mare, come è riportato in un comunicato della stessa Associazione. Quello che si nota è che non c’è un’idea d’insieme. La bellezza di questo territorio rischia di essere imbrattata dal brutto che avanza. Ma a preoccupare di più è il dissesto idrogeologico che interessa ad ampio raggio questa località di villeggiatura. I processi di dissoluzione degli strati profondi di Marina di Lesina hanno fatto calare sul posto intere squadre di scienziati e professionisti della materia per prendersene cura. Oltre alla parte sotterranea, c’è una lista un po’ lunghetta che induce a molti pensieri. La mano del tempo si fa sentire: molte case sono segnate pesantemente dal passare degli anni. Costruzioni spolpate dal tempo e dall’abbandono. Interi giardini inselvatichiti. Anche le strutture pubbliche presentano acciacchi. Lesina Marina non è attrezzata per reggere l’urto delle invasioni dei barbari . La domenica fiumi di macchine si riversano nell’intera rete viaria di questa località, fino ad occupare tutti gli spazi pubblici esistenti. Il viale centrale invaso dalle tante bancarelle, che limitano di molto gli spazi a disposizione dei pedoni, più interessati ad una tranquilla passeggiata. Sacchetti di rifiuti lasciati sui marciapiedi o ammassati sulle aree pubbliche. Chi gira da queste parti ha la sensazione di trovarsi in un posto privo di regole di base. Si nota fin da subito che la filiera comportamentale è molto peggiorata. C’è gente che pensa che le cose vadano bene così, ignorando la disperata domanda di senso civico proveniente da gran parte dei villeggianti. Pur essendo in pochi i refrattari all’osservanza delle regole, essi lasciano un segno impattante.
La classe dirigente politica di questa località si è dimostrata nei decenni fallimentare, disattendendo le aspettative. La loro credibilità è al lumicino.
Sarebbe il caso quindi che all’associazionismo e al volontariato si affiancassero persone con un surplus di preparazione, e tutti insieme a lavorare per raddrizzare un po’ la baracca. Non basta quanto fatto finora. E concludo con il famoso detto “quando i fanatici vogliono spegnere ogni luce, bisogna accenderle tutte.
MICHELE DI SCIOSCIO