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Stagione teatrale, la Giunta aveva dato l’indirizzo: prenotati oltre 91mila euro, ma servivano gli atti successivi

La delibera c’era. Il 4 dicembre 2025 la Giunta comunale di San Severo approvò il cartellone della stagione di prosa 2025/2026 del Teatro “Giuseppe Verdi” e prenotò una spesa complessiva di 91.327,25 euro a favore del Consorzio Puglia Culture. Eppure, secondo quanto riferito dal Commissario prefettizio, per la stagione precedente non sarebbe stato assunto il necessario impegno di spesa. Tra i due passaggi si apre una domanda: che cosa è accaduto dopo l’indirizzo politico?

Il verbale della deliberazione n. 247 ricostruisce una decisione assunta all’unanimità, con tutti gli otto componenti della Giunta presenti. La proposta e la relazione erano dell’allora assessora alla Cultura Anna Paola Giuliani. L’atto approvava il cartellone e le tariffe, prenotando le risorse sui capitoli di bilancio indicati nel provvedimento: 22.067,25 euro sul capitolo 11651, con esigibilità 2025; 500 euro sul capitolo 11721, con esigibilità 2026; e 68.760 euro sul capitolo 11651, sempre con esigibilità 2026.

La delibera, però, distingueva chiaramente tra la prenotazione della somma e gli adempimenti successivi. Al dirigente dell’Area II veniva infatti demandato ogni ulteriore provvedimento necessario. È su questo passaggio che si concentra il nodo amministrativo: l’approvazione del cartellone e la previsione delle risorse esprimevano l’indirizzo della Giunta, ma non esaurivano l’iter contabile e gestionale necessario per arrivare al pagamento.

La prenotazione, quindi, non equivale di per sé all’impegno formale della spesa. Per completare il procedimento sarebbero stati necessari gli atti gestionali conseguenti, a partire dalla determinazione d’impegno e dagli ulteriori provvedimenti previsti per la collaborazione con Puglia Culture. Il comunicato del Commissario riferisce che tale impegno non risulterebbe assunto; la delibera mostra, al contempo, che la Giunta aveva approvato la stagione e indicato la copertura finanziaria.

È dunque possibile ipotizzare un’interruzione nel passaggio tra decisione politica e attuazione amministrativa. Per stabilire con esattezza dove si sia fermata la procedura occorrerebbe ricostruire l’intero fascicolo, verificando se e quali atti siano stati adottati dagli uffici dopo il 4 dicembre. La documentazione disponibile, da sola, non consente di attribuire responsabilità né di concludere che l’iter sia rimasto fermo per una specifica omissione.

La vicenda impone però una precisazione: la stagione non fu priva di un indirizzo politico o di una previsione di spesa. La delibera attesta che entrambi c’erano. Il punto da chiarire riguarda gli atti che avrebbero dovuto dare seguito a quella decisione e trasformare la prenotazione in un impegno effettivo.

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