ComunicatiPrima pagina

A COLLOQUIO CON IL PROF. MATTEO LUIGI NAPOLITANO. Sul suo libro “Sette Ottobre. Il Medio Oriente in guerra del XXI secolo”

La questione israelo-palestinese è ormai da tanti anni una polveriera che non si è mai sopita e l’eccidio del 7 ottobre 2023 da parte di Hamas è esplosa in tutta la sua crudeltà e a farne le spese sono stati uomini, donne e bambini trucidati barbaramente. Un eccidio che grida vendetta a Dio. A parlarne è il prof. Matteo Luigi Napolitano, originario di San Severo e docente di Storia delle Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi del Molise, che recentemente ha pubblicato un libro attualissimo nel panorama geopolitico dal titolo: “Sette Ottobre. Il Medio Oriente in guerra del XXI secolo”, Roma, Studium, 2026. La abbiamo incontrato ed ecco cosa ha risposto:

PROFESSORE COSA È ACCADUTO IL 7 OTTOBRE 2023 NEL MEDIO ORIENTE E COSA HA RAPPRESENTATO NELLA CORNICE GEOPOLITICA L’ECCIDIO DI QUELLA DATA?

Ha rappresentato un inedito l’invasione palestinese di Israele. Eravamo abituati al contrario, ossia all’annoso problema della penetrazione di Israele nei territori palestinesi. È accaduto invece un eccidio senza precedenti contro innocenti che, per giunta, erano in maggioranza ebrei favorevoli al dialogo con i palestinesi e alla soluzione “un territorio-due Stati”.

POSSIAMO PARLARE DI UN RIACUTIZZARSI DELLA CRISI IN MEDIO ORIENTE E QUINDI DI UNA MICCIA ESPLOSA CHE COVAVA SOTTOLA CENERE?

Per usare un paragone che sarà chiaro ai miei concittadini sanseveresi, si tratta piuttosto di una lunga linea di fuoco senza un “finale”. I veri maestri pirotecnici sono coloro che sanno governare lunghezza, intensità e durata della linea di fuoco. Noi sanseveresi lo sappiamo benissimo. Nel governo delle relazioni internazionali in Medio Oriente, invece, tali capacità (che per primi avrebbero dovuto dimostrare Stati Uniti ed Europa) sono del tutto mancate.

LA QUESTIONE ISRAELO-PALESTINESE NON HA AVUTO MAI UNA SOLUZIONE DEFINITIVA. LA FORMAZIONE DI DUE STATI SEPARATI È ANCORA POSSIBILE? COSA POTREMMO ASPETTARCI IN FUTURO?

Dubito che la soluzione “due Stati” sia ancora possibile. Non ci credono (o non ci credono più) i diretti interessati. Non ci crede più la comunità internazionale, per quanto si voglia ipocritamente nascondere quest’amara realtà. Per il futuro dobbiamo aspettarci in Palestina, come una delle cose più probabili, la realizzazione di un’entità territoriale unica dal Giordano al Mar Mediterraneo. Un tale forse inevitabile epilogo porterebbe alla completa distruzione di una delle due parti: lo Stato (o meglio: l’idea dello Stato) palestinese, o Israele. L’estinzione dello Stato palestinese sembra al momento il pericolo più realistico.

PERCHÉ SI È OCCUPATO DELLA QUESTIONE PALESTINESE E QUAL È IL MESSAGGIO CHE VUOLE OFFRIRE AL LETTORE?

Lo spiego nella mia introduzione al libro con le parole del Ciceruacchio interpretato da Nino Manfredi nel film “In nome del popolo sovrano” di Luigi Magni: «Eccellenza, io so’ carettière, ma a tempo perso so’ òmo. E l’omo se ‘mpiccia». Era un dovere morale e intellettuale, stante la situazione, «impicciarsi», ossia uscire dal proprio seminato, dal proprio comodo recinto di studi, dal proprio orticello per occuparsi di una situazione che da decenni riguarda tutti e non solo Israele e i palestinesi. È questo il messaggio che voglio consegnare ai lettori.

Altri articoli

Pulsante per tornare all'inizio