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Abusivismo commerciale, a Foggia e in Capitanata è allarme Confesercenti denuncia: l 15% delle attività è fuori legge

L’esercito di venditori irregolari attivi in provincia di Foggia rischia di mettere in ginocchio il commercio ambulante, che, da solo, rappresenta il 15 per cento delle attività commerciali. Centinaia di venditori fuori dalle regole, presumibilmente gestiti e sfruttati anche dalla criminalità organizzata, che erodono in misura continua e crescente il fatturato delle imprese legali del commercio ambulante. Largamente tollerati dai consumatori, che credono – ingannandosi – di fare affari comprando merce contraffatta o di dubbia provenienza. Gli abusivi, tra l’indifferenza generale, rendono quotidianamente evidente come l’irregolarità sia di fatto una “consuetudine”. E mentre gli illegali prolificano, cresce il numero delle imprese, ambulanti o tradizionali, che chiudono i battenti. E’ l’analisi lanciata anche dall’Anva Confesercenti di Foggia che recepisce la giornata di protesta nazionale in programma il 27 novembre.

«Si tratta di una forma di illegalità – spiefa Franco Arcuri, responsabile dello Sportello Legalità della Confesercenti Foggia – già di per sé normalmente non tollerabile, ancor più in situazioni di recessione economica, che non solo causa danni all’economia ed agli operatori in possesso delle regolari autorizzazioni, ma danneggia gli stessi abusivi che trovandosi in condizioni di precarietà, non hanno certezze per il loro futuro; da non sottovalutare inoltre i rischi, anche gravi, che possono correre i consumatori. Il problema, nella città di Foggia, già affrontato dal locale Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica nell’aprile 2014 – aggiunge Arcuri -, ha trovato una forte convergenza nella stessa sede l’11 marzo del corrente anno, allorché il Prefetto, unitamente ad Amministrazione Comunale, Camera di Commercio, Confesercenti, Confcommercio e Confartigianato convennero su una bozza di protocollo d’intesa che prevede tutta una serie di interventi sinergici, non solo repressivi, miranti alla tutela sia dei cittadini consumatori che dei cittadini titolari di attività commerciali».

Bozza di protocollo inviata al Gabinetto del ministro Alfano che non ha ancora comunicato il prescritto parere preventivo, che ci auguriamo pervenga prima della fine dell’anno. «Tanto anche per consentirci – conclude Arcuri – di attuare una serie di interventi per i quali ci siamo impegnati, quali campagne di sensibilizzazione per i cittadini consumatori, inclusa l’assistenza agli attuali “abusivi” che volessero regolarizzare le proprie posizioni; cosa quest’ultima non impossibile se, come si ritiene, si potrà contare sulla sensibilità e l’impegno dell’amministrazione comunale. Proprio oggi il Viminale ha presentato lo spot “Chi sceglie trova lo Stato”, campagna di sensibilizzazione  finalizzata a rendere edotti gli operatori economici delle previdenze previste dalla legge per chi denuncia situazioni di usura o estorsioni; campagna alla quale come SOS IMPRESA ci associamo ed alla quale daremo ogni possibile nostro concreto apporto. Fiduciosi che lo Stato, in tutte le sue articolazioni, allo stesso modo, in questo periodo di crisi, sarà vicino agli operatori economici, contrastando in maniera efficace l’abusivismo commerciale».

«In Capitanata – incalza Carlo Simone, presidente della Confesercenti Foggia e vicepresidente provinciale dell’Anva – il “fatturato” delle attività abusive colpisce in modo forte il commercio su aree pubbliche. Cifre, quelle del commercio abusivo, che non danneggiano solo le imprese, ma ha pesanti ricadute anche sul versante del fisco: se il fenomeno fosse azzerato, si recupererebbero 941 milioni di euro di mancato gettito fiscale e contributivo ogni anno». I mercati foggiani, da quelli cittadini, giornalieri e settimanali, a quelli di quartiere, sono ormai assediati dagli operatori abusivi, che si posizionano in prossimità delle strutture commerciali per cercare di intercettare il flusso di clienti. Gli spazi in prossimità dei mercati locali rappresentano ormai un luogo di elezione per lo svolgimento di attività abusive nel commercio ambulante. «La quota di operatori fuori legge – conclude Simone – che operano abitualmente in questo modo è ormai molto elevata: in media, nella nostra provincia, secondo le stime

elaborate sulla base dei dati dell’indagine Confesercenti REF, si contano 15 abusivi ogni 100 regolari. Cifre ormai da capogiro».

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