CHIEUTI: STAZIONE CHIEUTI-SERRACAPRIOLA, TRA ANNUNCI E REALTÀ: I DUE SINDACI CHIEDONO CERTEZZE.

Dopo gli annunci dei parlamentari di Forza Italia e la comunicazione della Pro Loco di Chieuti sull’accoglimento della richiesta di ripristino della fermata ferroviaria, arriva la presa di posizione congiunta dei sindaci di Chieuti e Serracapriola. Le amministrazioni comunali chiedono atti ufficiali, finanziamenti e tempi certi. Perché, intanto, RFI non interviene direttamente per fare chiarezza?
Chieuti: la vicenda della storica stazione ferroviaria Chieuti-Serracapriola continua ad alimentare aspettative, interrogativi e, soprattutto, qualche legittima preoccupazione tra le comunità dei due centri dell’Alto Tavoliere. Da giorni si susseguono notizie e dichiarazioni riguardanti la possibilità di ripristinare una fermata ferroviaria sulla nuova tratta interessata dal raddoppio Termoli-Lesina.
Tutto ha avuto inizio con le iniziative e le comunicazioni che hanno riacceso le speranze dei cittadini. La Pro Loco di Chieuti, ha comunicato pubblicamente una notizia che sembrava finalmente positiva: la richiesta di realizzare una nuova fermata per i Comuni di Chieuti e Serracapriola sarebbe stata accolta. L’associazione aveva ricordato come il progetto originario del raddoppio ferroviario prevedesse la soppressione della storica stazione senza contemplare una nuova fermata sul tracciato. Una scelta che avrebbe penalizzato pesantemente due comunità, privandole di un servizio essenziale per la mobilità, il turismo e lo sviluppo territoriale.
Successivamente, anche alcuni rappresentanti parlamentari di Forza Italia, Andrea Caroppo e Giandiego Gatta, avevano diffuso dichiarazioni positive sull’avvio di un percorso per il ripristino della fermata. In particolare, Caroppo aveva annunciato l’avvio dell’iter per riportare la stazione Chieuti-Serracapriola sulla nuova linea ferroviaria, mentre Gatta aveva ribadito l’impegno per dotare il territorio della Capitanata delle infrastrutture necessarie a renderlo più moderno e competitivo.
Annunci che, inevitabilmente, avevano alimentato entusiasmo e aspettative tra i cittadini. Ma tra un annuncio politico e un’opera pubblica concretamente finanziata e approvata esiste una differenza sostanziale.
A riportare la questione sul terreno della concretezza sono intervenuti i sindaci di Chieuti, Diego Iacono, e di Serracapriola, Michele Leombruno, che hanno trasmesso una formale istanza congiunta al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, al sottosegretario on. Tullio Ferrante e ai vertici di Rete Ferroviaria Italiana.
I due amministratori, pur accogliendo con interesse gli annunci dei parlamentari, hanno voluto precisare che, allo stato delle informazioni in loro possesso, non risulterebbero provvedimenti formali capaci di modificare il progetto esecutivo del raddoppio ferroviario, un’opera dal valore di circa 700 milioni di euro, già cantierizzata e in corso di realizzazione. Una posizione improntata alla prudenza, ma anche alla necessità di tutelare concretamente gli interessi delle rispettive comunità.
I sindaci hanno ricordato la lunga battaglia istituzionale condotta dal 2017 a oggi, richiamando le note di dissenso inviate al Ministero nel 2019, i protocolli d’intesa con i Comuni dell’Alto Tavoliere e le deliberazioni dei rispettivi Consigli comunali del 2021, approvate all’unanimità per contrastare la soppressione dello scalo.
Cinque sono le questioni sulle quali i due Comuni pretendono risposte precise:
- La conferma ufficiale dell’esistenza e dello stato dell’istruttoria tecnica relativa alla variante.
- L’esatta ubicazione della nuova fermata sul tracciato ferroviario.
- Tempi certi per la realizzazione, compatibili con il completamento del raddoppio.
- L’effettiva disponibilità delle risorse economiche necessarie.
- Le motivazioni tecniche che avrebbero determinato il cambiamento di orientamento rispetto alle precedenti posizioni degli enti ferroviari.
Non solo. I due sindaci hanno chiesto la convocazione urgente di un tavolo tecnico-istituzionale con Ministero, RFI, Regione Puglia e amministrazioni comunali. Una richiesta più che legittima, considerata l’importanza dell’intervento e le conseguenze che la mancata realizzazione della fermata potrebbe avere sul futuro del territorio.
Ed è proprio questo il punto sul quale sarebbe opportuno soffermarsi.
Se davvero è stato avviato un percorso per il ripristino della fermata Chieuti-Serracapriola, perché RFI non comunica direttamente e ufficialmente ai cittadini e alle amministrazioni comunali quali siano le reali intenzioni?
Perché lasciare che una questione così importante venga alimentata da comunicati politici, dichiarazioni associative e successive precisazioni istituzionali, senza che il soggetto direttamente responsabile della progettazione e della realizzazione dell’infrastruttura fornisca un chiarimento pubblico? Si tratta semplicemente di distinguere le intenzioni dalle decisioni, le interlocuzioni preliminari dagli atti amministrativi e le promesse dalle opere effettivamente finanziate.
RFI dovrebbe essere il primo interlocutore chiamato a fare chiarezza, indicando se esiste realmente un’istruttoria, a che punto si trova, quali ostacoli tecnici ed economici devono essere superati e soprattutto se vi sia una concreta volontà di inserire la nuova fermata nel progetto.
I cittadini di Chieuti e Serracapriola non chiedono promesse, ma risposte documentate.
La questione non può essere considerata una semplice rivendicazione campanilistica.
La stazione Chieuti-Serracapriola rappresenta un punto di riferimento per un territorio più ampio, che comprende l’Alto Tavoliere e la fascia costiera, con una particolare vocazione turistica durante la stagione estiva. La sua eventuale ricollocazione sulla nuova linea ferroviaria significherebbe mantenere un collegamento fondamentale per residenti, lavoratori, studenti, turisti e per quanti scelgono la costa di Chieuti Marina e le località limitrofe. L’ammodernamento della linea Adriatica, il raddoppio ferroviario e il miglioramento dei collegamenti nazionali sono obiettivi importanti e condivisibili. Ma il progresso infrastrutturale non dovrebbe tradursi nell’isolamento dei piccoli centri. Non sarebbe accettabile che un’opera da centinaia di milioni di euro, destinata a migliorare la mobilità ferroviaria, finisse per cancellare un servizio territoriale senza prevedere un’alternativa concreta.
La presa di posizione dei sindaci Iacono e Leombruno rappresenta un passaggio importante perché restituisce alla vicenda il suo carattere istituzionale. Ora la parola passa a RFI e al Ministero delle Infrastrutture. È necessario che venga fatta chiarezza, una volta per tutte, senza alimentare ulteriormente aspettative che potrebbero rivelarsi premature.
La comunità di Chieuti e Serracapriola ha diritto di sapere se la nuova fermata si farà davvero, dove verrà realizzata, con quali finanziamenti e soprattutto entro quali tempi. Perché, come hanno giustamente sottolineato i due sindaci, non basta poter guardare il paesaggio dal finestrino dei treni che attraverseranno il nuovo doppio binario. Il territorio non chiede privilegi: chiede di non essere dimenticato. E soprattutto chiede che alle parole seguano i fatti.



