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COMPOSTAGGIO: CHI (E PERCHÈ…) HA PAURA DEL REFERENDUM CONSULTIVO COMUNALE?

di DESIO CRISTALLI

Dopo la seduta consiliare aperta di ieri sera e dopo la discussione fiume di oltre sei ore per approdare…AL NULLA (visto che non si votava ed ognuno rimaneva con la propria idea giusta o sbagliata) mi sono chiesto perchè negli ultimi mesi non si è proceduto rapidamente al REFERENDUM CONSULTIVO COMUNALE ascoltando in un colpo solo decine di migliaia di cittadini. Solo VENTI di loro e alcuni amministratori di maggioranza e di opposizione hanno girato intorno al problema dicendo cose sensate e tecnicamente ineccepibili e cose meno sensate e tecnicamente e giuridicamente eccepibili. Parecchi interventi sono risultati – detto da tanti dei presenti – AMBIGUI, frutto di una opinione superficiale e non approfondita di un tema così importante per il futuro della Città, soprattutto di una Città che ha impianti sufficienti per i suoi bisogni a pochissimi chilometri e che — dopo aver maldigerito la centrale termoelettrica che doveva far costare l’energia elettrica molto di meno e che invece si paga ancora e sempre a caro prezzo — sarà costretta magari a maldigerire un impianto di compostaggio di gran lunga superiore alle sue necessità ambientali (e razionali!!!). Nessuno nel dibattito ha esaurientemente spiegato perchè si debba AD OGNI COSTO realizzare questo impianto, assolutamente NON INDISPENSABILE NÈ PER L’OGGI E NÈ PER IL DOMANI. Per la Centrale termoelettrica non si diede la possibilitá di esprimersi alla Cittadinanza (quando parecchi amministratori dell’attuale maggioranza erano contrari alla realizzazione in località Ratino…) e così si fa oggi a parti invertite e con chi comanda pronto a commettere lo stesso marchiano, grave ed ingiustificabile errore di opportunità sociale. E allora perchè l’attuale maggioranza HA PAURA DEL REFERENDUM CONSULTIVO COMUNALE e non l’accetta di buon grado come dovrebbe fare ogni amministratore democratico chiamato a servire il Popolo senza fini diversi dal BENE COMUNE? Pare logico e possibile che chi ha paura del REFERENDUM tema maledettamente di perderlo e, di conseguenza, di dover rivedere le proprie intenzioni attuali. Nessuno, davanti e dietro le quinte della politica locale, dovrebbe mai scavalcare l’OPINIONE PUBBLICA. Salvo che, per gli impegni presi IN QUALCHE SEDE, non possa più fare marcia indietro affidandosi al giudizio della gente di San Severo, quella stessa alla quale furono fatte tante promesse di sviluppo e di progresso sempre ed esclusivamente nell’interesse collettivo. Si può ancora dimostrarlo coi fatti. Basta indire il REFERENDUM COMUNALE e celebrarlo dopo l’estate…a mente fredda, postdatando la decisione definitiva. Nulla osta…o sì???

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