ComunicatiPrima pagina

“Didattica a distanza” alcune riflessioni di una mamma.

La Nota Miur dell’8 marzo 2020 n. 278 afferma che “il protrarsi della situazione comporta la necessità di attivare la didattica a distanza, al fine di tutelare il diritto costituzionalmente garantito all’istruzione” e disciplina pertanto le azioni da intraprendere raccomandando forme di contatto a distanza e lasciando agli insegnanti la “valutazione docimologica”
A mio avviso questa “Nota” non tiene conto dei diversi contesti culturali e economici, familiari, non tiene conto delle esigenze lavorative dei genitori nonché del numero di figli a carico, non tiene conto del contesto in cui viene svolta la didattica a distanza, non tiene conto della psiche del bambino già sottoposto a restrizioni che annullano le relazioni tra coetanei, limitano le uscite all’aperto e i momenti di svago.
Art. 5 c.c. e art 32 Cost. “Ogni individuo ha dunque diritto non solo all’assenza di malattie o infermità psico-fisiche ma ad uno stato di completo benessere fisico e mentale in cui il miglioramento della qualità di vita o un idoneo mantenimento della stessa richiede la tutela contro ogni elemento dannoso ambientale o indotto da terzi.”
La didattica a distanza presuppone strumenti tecnologici che per quanto se ne possano avere in casa non sono fruibili da tutti in contemporanea.
Io sono mamma di tre bambini, di 9,6 e 3 anni e al momento ho accesso a tre piattaforme diverse con tre didattiche differenti.
Ciascuno dei miei figli ha necessità di essere seguito nella spiegazione e nell’elaborazione del compito per cui per me è davvero difficile tenere il passo delle lezioni come anche è difficile farlo tenere a loro.. In casa i bambini non producono come a scuola ne consegue che 1 ora di lavoro viene protratta sino a sera, dinanzi a dispositivi che indeboliscono la vista e assumendo atteggiamenti posturali scorretti per più ore al giorno perché inclinati sui quaderni e sui dispositivi a svolgere le esercitazioni.
Io sono favorevole a non perdere l’allenamento ma lasciamo che siano anche loro a scandire il tempo e il ritmo delle loro giornate.
Lasciamo che anche le mamme siano semplicemente Mamme.
A me dispiace vedere i miei figli repressi nei compiti. Per qualche mamma invece va bene perché “almeno si impegnano”
Credo che lasciando la mente del bambino fluire possa concepire innumerevoli forme di arte nonché nobili forme di pensiero.
Bernie Warren, noto medico, psicologo, ricercatore e insegnante pluripremiato dell’Università di Windsor, afferma che “nell’atto di creazione di ciascun individuo l’arte nutre l ‘anima, coinvolge le emozioni e libera lo spirito e questo può incoraggiare le persone a fare qualcosa semplicemente perché vogliono farlo.
L’ arte può motivare tantissimo, poiché ci si riappropria materialmente e simbolicamente del diritto naturale di produrre un’impronta che nessun altro potrebbe lasciare ed attraverso la quale esprimiamo la scintilla individuale della nostra umanità”
Anche questo è un processo educativo e di crescita. Educare=educere ossia portare fuori consapevolezza e maggiore conoscenza di sé e quale migliore opportunità se non questa! Questo è un momento storico!
E di esempi di opere d’ arte che ci sono pervenuti che sono state elaborate proprio nei periodi più bui dell’umanità ce ne sono…
Alla fine le regole grammaticali, matematiche e i principi sinora imparati verranno fuori naturalmente.
Questa è la mia riflessione.

Valentina Centuori

Altri articoli

Back to top button