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DISAVVENTURE DI UN EMIGRANTE SANSEVERESE

Riceviamo e pubblichiamo

“L’altro giorno sono tornato a San Severo per salutare i miei cugini.Vengo da Torino e appena sono uscito dal casello autostradale ho visto subito una grande colonna di fumo proprio dietro al cimitero.
Ho pensato: che bella accoglienza! Chi aveva dato fuoco? Non c’era nessun vigile.Poi sono entrato nel cimitero per dare un saluto ai miei genitori ma proprio allora lo stavano chiudendo. Sono arrivato a Piazza Carmine e ho proseguito a piedi verso PIAZZA MUNICIPIO . Di colpo è sbucato da via Daunia una moto senza targa con due ragazzi senza casco che gridavano contenti che le persone si spaventavano.Uno ha gridato ai ragazzi dicendo che erano figli di madre ignota. La piazza era tutta ribellata e allora ho preso un gelato e volevo sedermi su una panchina ma non c’era nulla e ho chiesto a uno dove stavano le panchine e mi hanno detto<< eccole sono le scale dei Celestini>>.
Ho finito il gelato e volevo gettare il cono e il fazzoletto di carta ma in tutta la piazza non c’era un solo cestino. Ma dove sono capitato? Allora me ne sono andato su via Lucera vicino al Pascoli e lì ho visto uno vestito da Sandokan che con la scimitarra tagliava l’erbaccia come nella foresta. A questo punto vado dai miei cugini ma erano arrabbiati perchè avevano appena ricevuto la cartella delle tasse Tari , Tasi . Ho preso la macchina e me ne sono andato a Foggia a prendere l’autostrada per fare ritorno a Torino. Non sono andato al casello di San Severo perchè c’era ancora l’incendio dietro al cimitero.”

Matteo d’I

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