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DUE MAMME CON FIGLI ESTREMAMENTE BISOGNOSI DI CURE PRONTE A PROTESTARE A BARI DA EMILIANO

UN PARTO INVEROSIMILE E DISPERATO

Quando si tratta di CURARE LA SALUTE, non dovrebbero esistere ostacoli che reggano.

Eppure non è cosi e quando si palesano situazioni in cui ad avere bisogno di ASSISTENZA ADEGUATA sono dei BIMBI O PERSONE INVALIDE ED INDIFESE, non può che salire la RABBIA e lo SGOMENTO!

Com’è mai possibile trovarsi di fronte a casi disperati e sentirsi INERMI per non poter fare nulla per aiutare a risolverli?

Partiamo da due CASI ECLATANTI.

DUE MAMME.

Entrambe di San Severo e con DUE FIGLI INvALIDI AL 100%, a causa di GRAVISSIME E RARE MALATTIE, ESTREMAMENTE BISOGNOSI DI CURE.

Sappiamo benissimo che SENZA UN SOSTEGNO ECONOMICO… NON TUTTI NE HANNO LE POSSIBILITÀ…NON SI POSSONO AFFRONTARE TALI ASSISTENZE! 

Situazioni paradossali che poniamo in grassetto anche noi della Gazzetta di San Severo, unendoci al GRIDO ACCORATO di queste due Mamme Coraggiosissime.

Dopo avere inviato entrambe una lettera in cui raccontavano al Governatore ed Assessore alla Sanità, Michele EMILIANO le loro storie e difficoltà, NON HANNORICEVUTO RISPOSTA ALCUNA!

Una situazione di ABBANDONO PROTRATTO PER BEN NOVE MESI!

Neanche si trattasse di UN PARTO INVEROSIMILE E DISPERATO!

MA COM’È POSSIBILE? QUALE POTREBBE ESSERE IL PROBLEMA?

I CRITERI DI ASSEGNAZIONE DEL NUOVO BANDO?

Ebbene fino all’inoltro delle loro domande, avvenuto nell’ottobre del 2018, non si erano verificati ostacoli così rilevanti, ma da allora IL NULLA…

COME FA UNA MAMMA A SPIEGARE AL PROPRIO BIMBO: “FIGLIO MIO NON POSSO CURARTIPERCHÉ SONO CAMBIATI DEI CRITERI?“.

Ed infatti le due mamme, Maria e Velia, così hanno dichiarato: “Hanno CAMBIATO I CRITERI e la RILEVANZA della GRAVITÀ della PATOLOGIA non sembra essere più l’elemento DETERMINANTE, ma CONTANO DI PIÙ I CRITERI SOCIALI (reddito, situazione familiare, ecc)“.

E Maria racconta: “Mio figlio ha 13 anni e soffre di una malattia rarissima, è anche epilettico ed autistico. Ha bisogno di un supporto h24, 7 giorni su 7. ALL’ASL di Foggia la nostra domanda risulta sempre ‘in istruttoria’ e ad ogni nostra richiesta ci è sempre stato detto che stanno facendo valutazioni a Bari, eppure ad altri il sostegno è arrivato! Quando ci presentiamo, abbiamo l’impressione di STARE a CHIEDERE L’ELEMOSINA, ma non dovrebbe essere così. DALL’ASL non hanno chiamato nemmeno i medici che ci seguono ed il nostro pediatra non è mai stato interpellato. Peraltro tra gli elementi decisivi c’è la frequentazione del centro Asl, che nel nostro caso non ha mai dato alcun risultato, anche perché mio figlio non è nelle condizioni di frequentarlo, in quanto si agitava e piangeva a dirotto. A casa, con il servizio domiciliare prestato dai Centri di riabilitazione Padre Pio, stiamo avendo un’ottima assistenza. Matteo è anche autistico e ha bisogno di terapisti adeguati e dell’affetto della mamma nei momenti in cui si agita. Una situazione che riusciamo ad avere soltanto a casa. Per questo penso che si STIA CONFIGURANDO UNA INGIUSTIZIA nei nostri confronti. CON ALTRE MAMME CI STIAMO ORGANIZZANDO PER ANDARE A  BARI A PROTESTARE!“.

Velia invece, mamma di una piccola di 12 anni con una malattia rara ed ipovedente, negli ultimi tempi ha dovuto pagare  un centro privato dichiarando: “Questo perché a San Severo non abbiamo mai avuto una grande risposta. E si aggiungono ancora tanti viaggi spesi alla ricerca di cure sanitarie. Da pochi giorni infatti, siamo tornati dal Gemelli di Roma, spesso siamo al Gaslini di Genova ed abbiamoavuto anche una breve esperienza a Casa Sollievo della Sofferenza. Vi è da dire che i nostri viaggi della speranza hanno costi elevatissimi! Circa 500 euro per ogni day hospital tra vitto, alloggio e spese di trasporto. Da ottobre scorso, complice anche un bando errato, stiamo aspettando un sostegno importantissimo per la nostra situazione. Nel percorso terapeutico che ci è stato fornito vi è il centro che finora non ci ha mai dato grandi risultati, eppure garantisce un punteggio notevole per l’accesso alla graduatoria. Così non può continuare… Non si stanno valutando le singole esigenze dei pazienti. Qui non siamo parlando di sussidi , ma del DIRITTO A GARANTIRE  LE CURE AI NOSTRI PICCOLI!“.

L’ASL con una nota di ieri ha dichiarato che sono CINQUECENTO i cittadini della provincia di Foggia che hanno già usufruito dei BENEFICI ECONOMICI previsti per gli assegni di cura per l’anno in corso. A breve saranno erogati i restanti assegni, circa cinquanta, finanziati dalla Regione Puglia.

Ciò però non basta.

Tante sono le madri disperate, PRONTE A PROTESTARE A BARI DA EMILIANO.

 

RESTA DUNQUE DIFFICILE COMPRENDERE“VERAMENTE“ LE DIFFICOLTÀ DI CHI NELL’INDIGENZA SI TROVI AD AFFRONTARE GRAVI PROBLEMI DI SALUTE.

 

BISOGNA PASSARCI.

 

E SENZA AVERE NESSUNA PORTA A CUI BUSSARE.

 

LA VERGOGNA BUROCRATICA ITALIANA.

                                                                                 Elisabetta Ciavarella

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