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FUTURE GREEN E IL PROGETTO PAULOWNIA

FUTURE GREEN S.R.L., e’ un’azienda leader nel settore delle energie rinnovabili e pur essendo una azienda giovane, nata per iniziativa della dott.ssa Simona Rosito, si e’ velocemente affermata in quanto ha sviluppato un processo evolutivo di crescita senza mai trascurare i principi ispiratori fissati dalla fondatrice.

La  “FUTURE GREEN S.R.L.”,

 

attraverso un’esperienza decennale dei soci è attiva nel settore della valorizzazione delle risorse ambientali e nel settore dei rifiuti urbani.

Detentrice di brevetti a suo carico nella lavorazione di processi industriali da biomasse, mette a disposizione il suo know-how, le sue esperienze professionali, gli esperti di settore, la competenza e l’affidabilità, nonché la ricerca e l’innovazione di nuovi sistemi di produzione tecnologica ed industriale.

Offre a tutti coloro che fossero interessati a conoscerlo,  il suo progetto industriale di lavorazione delle biomasse e produzione di energia elettrica e termica, con l’opportunità per la prima volta in tale settore, di certificare la materia prima di provenienza e di prodotto da biomassa.

Si tratta di un reale progetto di Green Economy, in cui l’investimento nel settore ambientale e delle energie è assolutamente proporzionale al business e rientra nei parametri di Green Economy pura.

La società, operativa nella diffusione della coltivazione di biomasse e nella valorizzazione energetica delle stesse, ha ideato un innovativo processo di filiera corta che utilizza come biomassa un albero, o meglio un clone, la Paulownia in vitro clone 112, che consente di certificare la materia prima del processo e controllare le emissioni in atmosfera.

La Paulownia è una pianta a rapida crescita originaria della Cina con fioriture molto belle e altezze comprese tra i 3 e i 15 metri.

Oltre che oltre nella produzione di bio-energia, la pianta trova applicazione nell’industria del legno. Produce, infatti, legname di categoria A molto leggero, (da 300 a 400 kg/m3 a seconda della varietà) e di bassa durezza, ma di straordinaria stabilità dimensionale, i cui scarti sono ideali per produrre cippato e pellet. Il suo legno trova applicazione anche nella bioedilizia, grazie alle sue proprietà fonoassorbenti e di isolamento termico, elettrico e igroscopico.

Grazie alle sue larghe foglie, la pianta è inoltre apprezzata per la sua notevole capacità di produrre ossigeno; le sue fitte radici, poi, contribuiscono al mantenimento del terreno, evitando le frane.

Dalla sua coltivazione si attende un rendimento molto elevato, che va dai 15.000 ai 45.000 euro a ettaro.

Una pianta, quindi, dalle mille qualità, la cui coltivazione in agro-energia può creare nuovi posti di lavoro e contribuire alla riduzione delle emissioni inquinanti in atmosfera.

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