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Gli studenti sanseveresi residenti a Pescara e Chieti, hanno messo a disposizione le proprie case ai “colleghi” della zona, rimasti bloccati per il maltempo.

Le pessime condizioni atmosferiche che stanno mettendo in ginocchio l’Italia centrale (a cui si è aggiunto il terremoto), compreso l’Abruzzo, hanno fanno partire una gara di solidarietà tra gli studenti universitari sanseveresi (e di tutta la provincia), nella giornata di mercoledì, segnata dall’emergenza maltempo e dalle continue scosse di terremoto. Sono tantissimi i ragazzi che non hanno esitato a mettere a disposizione la propria abitazione o fornire ogni sorta di aiuto a chi si è trovato in difficoltà. Un messaggio, che non è passato inosservato sui social, ad esempio, e che smentisce (ove ce ne fosse bisogno), dell’identità che lega la delinquenza alla Daunia. Il “tamtam” della solidarietà tra gli studenti sanseveresi, della provincia di Foggia e della Puglia in genere, è iniziato proprio sul noto social, grazie a un post dove veniva detto che gli studenti che studiano a Pescara e Chieti, aprivano le proprie abitazioni ai colleghi che, a vario titolo, erano rimasti bloccati nelle due città abruzzesi, sedi dell’università “G.D’Annunizio”. Tra Pescara e Chieti, sono tanti i giovani sanseveresi che studiano nelle facoltà dell’ateneo. Così Giuseppe Corposanto, di San Severo, studente della facoltà di Geologia a Chieti: “In realtà è già da domenica che stiamo patendo la chiusura delle scuole e la scarsa viabilità. Lunedì e martedì i mezzi pubblici non hanno viaggiato. È mancata l’energia elettrica per diversi giorni, in provincia di Chieti, e l’acqua. Poi si è messa la pioggia battente che ha praticamente sommerso le strade, soprattutto a Pescara”. Dopo la premessa, Giuseppe Corposanto entra nel merito: “Questo scenario, che continua, ha portato disguidi con l’ateneo, che non ha recepito bene il disagio degli studenti che si muovono da Pescara (e provincia) a Chieti (e provincia) e viceversa. Considerando il tutto, è partita, in modo spontaneo, un’iniziativa (in atto) che ha visto me e il mio coinquilino, Domiziano Toma, mettere a disposizione la casa per coloro che non son più riusciti a spostarsi. Ciò è servito, anche per una semplice ricarica al cellulare o per un caffè. L’iniziativa, l’abbiamo messa su facebook e molti amici di Chieti Scalo, l’hanno condivisa, come Simone Gioia e Francesca Mazzocchetti. La cosa si sta allargando sempre più – continua Giuseppe – proprio perché si resta bloccati con i mezzi pubblici e non si hanno soluzioni alternative per poter tornare a casa. Tutti coloro che abitano in provincia, si spostano a Chieti e/o Pescara. Di fuori sede siamo tanti e la ‘comunità’ più numerosa è proprio quella sanseverese. Ci sono studenti che stanno utilizzando le case messe a loro disposizione. Non ho contezza dei numeri ma le telefonate che ci facciamo tra noi, sono tante”.  Le conclusioni di Giuseppe Corposanto: “Il terremoto, inoltre, ha aumentato il disagio e la paura. Il mio palazzo si è messo a ondeggiare in modo impressionante. Noi continueremo in questa iniziativa fino a quando la situazione non tornerà alla normalità”. Quello che, con semplicità e spontaneità, gli studenti sanseveresi stanno facendo, dimostra che il loro background familiare ed educativo, non dev’essere oscurato dagli episodi negativi che, magari, loro coetanei compiono in quelle zone. Criminalizzare una comunità, generalizzare, non è sempre il metodo che deve guidare chi vuol esprimere giudizi (affrettati).  E così: Fabio, Roberta, Franco, Antonio, Alessandra, ecc. hanno accolto la richiesta d’aiuto. Altra testimonianza significativa, è quello del noto scrittore e giornalista, sanseverese ma residente da anni a Pescara, Enzo Verrengia: “Ho un atteggiamento critico per quello che è successo in Abruzzo, perché gran parte del problema è che questa regione si è troppo antropizzata e cullata sugli allori. Sono bastati non molti centimetri di neve per bloccare le vie. Anche perché, malgrado gli sforzi, i comuni si son trovati con pochi soldi per pagare gli spazzaneve. In sintesi: è stata gestita male l’emergenza. Son mancate le semplici segnalazioni che avrebbero evitato di far continuare a percorrere le strade dai mezzi privati e pubblici. Per questo, l’iniziativa degli studenti sanseveresi (che ho condiviso anch’io su facebook), e pugliesi in generale, è talmente meritoria che alla fine dell’emergenza, andrebbe premiata”. Le conclusioni di Verrengia: “I quattro balordi, che emigrano, a singhiozzo, per rubare auto da queste parti, non fanno testo. I nostri ragazzi, sono una risorsa economica e sociale per Pescara e Chieti. Ragazzi talmente generosi che vanno presi come esempio e i tantissimi pescaresi intelligenti, lo sanno”.

Beniamino PASCALE

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