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Il MAT – Museo dell’Alto Tavoliere di San Severo aderisce alla nona edizione della “Giornata del contemporaneo” del 5 ottobre con l’arte fotografica della mostra “Donne. Il silenzio del disincanto”.

Il Comune di San Severo, attraverso l’Assessorato ai Servizi Museali, la cui delega è seguita direttamente dal Sindaco avv. Gianfranco Savino, ed il MAT – Museo dell’Alto Tavoliere, con la mostra fotografica ‘Donne. Il Silenzio del disincanto’ a cura di Elena Antonacci, e con una proiezione del cortometraggio Women (regia di A.M. Salvatore), aderiscono, per il terzo anno consecutivo alla IX edizione della GIORNATA DEL CONTEMPORANEO

 

in programma sabato 5 ottobre 2013, promossa da AMACI (Associazione dei Musei di Arte Contemporanea Italiani) e che prevede porte aperte gratuitamente in ogni angolo del Paese, per presentare artisti e nuove idee attraverso mostre, laboratori, eventi e conferenze. Si tratta di un programma multiforme che regalerà al grande pubblico un’occasione per vivere da vicino il complesso e vivace mondo dell’arte contemporanea. La mostra al MAT, come tutti gli altri eventi della Giornata del Contemporaneo, ha il sostegno della PABAAC – Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, accanto alle più importanti istituzioni italiane.

Autrice delle fotografie in mostra e del cortometraggio è Anna Maria Salvatore, fotografa, regista e sceneggiatrice; vincitrice del Primo premio al Festival del Cinema Indipendente di Foggia con il cortometraggio Come tu mi vuoi nel 2004 e selezionata con il video Women al concorso internazionale ‘Action For Women’ contro la violenza sulle donne, organizzato nel 2010 dal Festival del Cinema di Venezia con l’alto patrocino della Camera dei Deputati Italiana. Ha realizzato numerose mostre fotografiche sia in Italia che negli Stati Uniti. La mostra “Donne. Il silenzio del disincanto” cattura e restituisce gli sguardi delle donne colte nella varie età della vita e nella tragicità dei momenti in cui diventano vittime di violenza, inoltre offre la possibilità di ammirare le installazioni di Pietro Ricucci che ha creato per l’occasione sagome in legno a grandezza naturale riproducenti fisionomie di donne. Artista poliedrico, musicista, laureato all’Accademia di belle arti in Scultura di Foggia, ha raggiunto una personale maturità espressiva attraverso un’approfondita ricerca rivolto ai materiali di recupero, abbandonati, elementi della realtà quotidiana che recuperati vengono riciclati trasformati in opere artistiche, o installazioni, il tutto organizzato con una sorta di ironia e di gioco. Anche per la performance sanseverese Ricucci usa materiali semplici: l’essenzialità del legno dipinto per dare voce alle ‘sue donne’.

La mostra è infine arricchita da percorsi di parole a cura di Elena Antonacci, Gioseana Diomede e Valentina Giuliani, con brani tratti da poesie, testi di canzoni, citazioni letterarie. La mostra “Donne. Il silenzio del disincanto” potrà essere visitata fino a fine di ottobre presso il Museo dell’Alto Tavoliere MAT – Piazza San Francesco , 48 San Severo (FG).

La mostra “Donne. Il silenzio del disincanto” sarà visitabile nei seguenti orari:

Martedì – Venerdì: ore 9.00 – 13.30 / 17.30 – 20.30; Sabato: ore 18.00 – 21.00; Domenica: ore 10.30 – 13.00 / 18.00 – 21.00; Lunedì: chiusura settimanale.

In occasione della Nona Edizione della “Giornata del Contemporaneo”, sabato 5 ottobre, la mostra sarà visitabile dalle 18.00 alle 21.00 con VISITE GUIDATE GRATUITE

Per ulteriori informazioni: MAT – Museo dell’Alto Tavoliere – Piazza San Francesco, 48 – Tel./Fax 0882.334409 e 339611 – Info Point 0882.339613 – Email: museocivicosansevero@alice.it Facebook: Mat Museo dell’Alto Tavoliere – Skype: MAT – Museo dell’Alto Tavoliere http://www.amaci.org/gdc/nona-edizionehttp://www.comune.san-severo.fg.it/

Gli allestimenti della mostra Il silenzio del disincanto sono curati da Graziano Urbano e Antonello Vigliaroli con la collaborazione di Leonardo Avezzano, del “Consorzio Libero”.

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