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Innegabile il successo dei 5 Stelle ma il reddito di cittadinanza è solo uno slogan

La tornata elettorale appena passata è stata portatrice di molte sorprese a livello locale e nazionale: il grande successo del Movimento 5 Stelle, non del tutto inaspettato, il sorpasso nel centrodestra portato avanti dalla Lega come prima forza politica della coalizione, la disfatta dei soliti noti, il successo da noi ottenuto a livello comunale e, ancor di più, la voglia dei cittadini di ogni appartenenza politica di promozione del rinnovamento! Gli elettori hanno scelto e hanno fatto perfettamente capire che sono stanchi dei soliti volti, stanchi di una politica vecchio stampo e desiderosi di concretezza. Il Movimento 5 Stelle è portatore sano di questo desiderio ma alcuni punti del loro programma (anche se parlare di programma potrebbe risultare esagerato) sembrano piuttosto slogan gestiti ad arte per influenzare gli elettori portandoli a credere, in maniera estremamente convincente, che si possa sistemare tutto solo con la forza di volontà. Purtroppo così non è e, ripeto, il vero punto di forza del M5S è stata la campagna mediatica portata negli anni avanti e magistralmente gestita per inculcare nei cittadini una idea di rivoluzione che però difficilmente sarà applicabile. L’ideologia antipolitica di cui si sono autoproclamati condottieri, poi assecondati dai voti, si andrà ben presto a scontrare con la macchina burocratica del nostro paese che stroncherà inesorabilmente ogni tentativo di modifica non supportato da concreti elementi programmatici; ogni buon proposito non corredato da azioni prestabilite che rendano fattibile la disarticolazione del meccanismo intrinseco del nostro apparato gestionale sarà vano e probabilmente ancor più deleterio di quanto non sia la attuale situazione. Primo su tutti è il punto relativo al reddito di cittadinanza: questo reddito paventato dal M5S, che spetterà a tutti coloro che versano in condizioni disagiate, che non hanno reddito, che hanno pensioni inadeguate alle soglie individuate dall’Istat, che dovrebbe magicamente far ripartire l’economia puntando a fortificare la gestione locale della stessa per poi arrivare al risanamento nazionale, dovrà essere introdotto mediante l’utilizzo di enormi risorse finanziarie che non ci sono! Per garantire l’ingente copertura necessaria a tale operazione si dovrà procedere con la rimodulazione e la rassegnazione delle risorse al momento in essere ovvero con la chiusura di numerosi uffici pubblici, con tagli enormi alle spese che esulano dalla propaganda relativa alle auto blu e a qualunque altra forma di privilegio o presunto tale, con una manovra finanziaria che vedrà il suo naturale sbocco o nell’aumento ingiustificato delle tasse o nella perdita di tantissimi posti di lavoro di dipendenti pubblici che poi andrebbero comunque a gravare sulle casse destinate al reddito di cittadinanza rientrando in coloro che ne hanno diritto! Si paventa la possibilità di reperire i fondi in altro modo ma non è affatto chiaro come questo possa avvenire visto che le pensioni sono state già martoriate (e questa riforma dovrebbe andare proprio a ristabilire anche questo aspetto), visto che sui soldi sperperati per la questione immigrazione nessuno del Movimento si è mai speso più di tanto, visto che le tasse sono già a livelli fantascientifici e visto che mai dall’Europa arriverà niente per permettere un simile azzardo. Inoltre, se anche per miracolo questi fondi dovessero essere reperiti, per mettere in atto la riforma sul reddito di cittadinanza si dovrà ristrutturare tutto il sistema occupazionale italiano, dalle assunzioni, di cui si dovrà anche far carico lo Stato tramite gli uffici di collocamento, alle tassazioni agevolate per le aziende che andranno ad assumere. Tutto questo richiederà uno sforzo in termini di tempistica notevole e probabilmente non si riuscirà nemmeno a farlo. In molti hanno criticato la Flat Tax proposta dalla Lega dicendo che sarebbe servita più di una manovra finanziaria per permetterla ma nessuno ha mai capito che per attuare il reddito di cittadinanza servirà ben più di un decennio, sempre a patto che escano i soldi! Quindi, riassumendo, soldi sarà difficile trovarne, per attuare questa mossa ci sarà bisogno di ristrutturare tutto il paese anche a livello burocratico, ma nessuno se ne interessa e tutti gridano alla vittoria del movimento pentastellato. Non ha vinto la politica, non ha vinto un programma serio di riforma del Paese, ha vinto uno slogan, ben articolato, ma che tale resterà! Il paragone con gli altri paesi, portato ad esempio in ogni dove per giustificare l’importanza di questa mossa, non regge poiché è stato attuato dove queste problematiche erano state risolte a monte e con anni di anticipo. E poi, durante l’eventuale prima lunga fase di adeguamento del reddito di cittadinanza, mentre tutti saranno da questo supportati ed aiutati senza generare alcun reddito non derivante dalle casse statali, chi pagherà i contributi volti a coprire l’attuale sistema pensionistico? Ah già, c’è il reddito di cittadinanza stesso che andrà a coprire le lacune. E’ il cane che si morde la coda!

Marcello De Filippis

Referente cittadino Lega San Severo

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