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Operazione “ARES” ai domiciliari Loredana Russi moglie del capo clan Franco Nardino

Io Tribunale della Libertà di Bari, nell’ambito dell’ormai nota operazione Ares, a seguito della discussione del ricorso nell’interesse della Russi Loredana, (difesa dall’Avv. Ettore Censano) moglie di Franco Nardino, ritenuto essere a capo dell’omonimo clan, ha concesso alla precitata la sostituzione della misura custodiale del carcere con quella degli arresti domiciliari.
Nel caso della Russi, in conseguenza delle gravi accuse mossele, il tribunale accogliendo i rilievi difensivi ha ritenuto che si potesse ritenere superata la presunzione di adeguatezza della sola misura della custodia cautelare in carcere. Invero, a fronte delle gravi accuse si è dimostrato, ed almeno in parte il Tribunale ha condiviso la tesi difensiva, che la Russi non ha nulla a che vedere con la c.d. figura della “donna dei clan”, che spesso si riscontra nelle cronache giudiziarie del napoletano. Purtroppo, la Russi Loredana paga lo scotto di essere la moglie di un personaggio, ritenuto dagli inquirenti, di spicco nel panorama della criminalità organizzata; orbene, l’approfondimento dibattimentale potrà dimostrare la completa estraneità della stessa ad ogni coinvolgimento diretto in fatti delittuosi, potendosi alla stessa, al più, ascrivere una ipotesi di connivenza non punibile, determinata dai suoi legami familiari.
L’habeas corpus, in uno stato di diritto, deve soprattutto garantire la presunzione di innocenza agli accusati che, per la posizione personale e per i propri rapporti familiari, sono esposti ad una azione inquisitoria.

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