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La pizza: il piatto unico che può fare prevenzione anche a tavola. I consigli del dietista.

La pizza piace proprio a tutti ed è tra gli elementi, non solo legati alla gastronomia, che tipicizzano l’Italia nel mondo. La pizza è stata inventata da un cuoco napoletano, Raffaele Esposito, nel 1889 e la sua prima creatura fu la pizza Margherita realizzata in onore della regina Margherita di Savoia. In quell’anno, la nobildonna andò a Napoli e questa pizza fu dedicata in suo onore, rappresentando i colori della bandiera Italiana: Il rosso del pomodoro, il bianco della Mozzarella, e il verde del Basilico. Prima però gli Egizi, i Greci, e i Romani cucinavano focacce schiacciate molto simili che non condivano col pomodoro poiché a loro non era noto (il pomodoro arrivò in Europa dopo la scoperta dell’America). Il termine “pizza”, deriva dal greco “pita” trasformato poi dagli italiani in pizza. Quest’alimento sta riscuotendo un enorme valorizzazione all’interno delle diete, anche perché la pizza è a pieno titolo simbolo della gastronomia e della Dieta Mediterranea. Se realizzata negli ingredienti proprio della “Margherita” (olio extra vergine d’oliva, pomodoro, farine di frumento, mozzarella e basilico) assume le caratteristiche nutrizionali di alimento che può fare prevenzione a tavola: “Esatto – ha confermato,Antonella Ferro, dietista (che si è occupata della valutazione degli effetti della Dieta Mediterranea in pazienti affetti da diverse tipologie) perché la pizza è un alimento sano che diventa un pasto sostitutivo. Chiaramente, considerandola fatta con olio extra vergine d’oliva, pomodoro (fresco o di conserva) farine meno raffinate e con alto contenuto di fibre, lievito madre (lievitazione lenta e lunga), mozzarella e basilico. Una così fatta pizza, è un piatto sano che rientra nella Dieta Mediterranea e può essere assimilata ad un cibo che fa prevenzione alimentare a tavola. Logicamente, se molto condita/farcita o con l’aggiunta di wurstel, patatine fritte, ad esempio, o formaggi forti, non va più bene”. La dott.ssa Ferro, di Apricena, entra nel merito e specifica l’apporto calorico con un esempio: “Una pizza ‘al piatto’ fatta con gli ingredienti base appena detti, pesa circa 250 grammi e apporta 542 Kcalorie che corrispondono, come detto, a un pasto completo: primo; secondo; contorno. La pizza base è un alimento della Dieta Mediterranea patrimonio dell’Unesco e può prevenire alcune patologie. Se fatta con farine integrali, a maggior ragione, diventa un piatto preventivo contro la stipsi ed eventuali neoplasie dell’apparato intestinale, perché apporta molte fibre”. Restando nella Dieta principe riconosciuta a livello mondiale, la pizza e anche il pane e la pasta, quindi, non vanno messi al bando perché “fanno ingrassare”. È chiaro che dipende dalle quantità o così pure, se assunti da soggetti che hanno intolleranze alimentari e/o prescrizioni mediche particolari: “Certo – ha ripreso Antonella Ferro – il pane e la pasta spesso sono alimenti demonizzati perché ‘fanno ingrassare’. Se prodotti con ingredienti sani non sono affatto calorici. Cento grammi di pane, ad esempio, fanno bene anziché i cento grammi di grissini o chrakersche contengono conservanti e addensanti. Basta leggere le etichette con gli ingredienti degli alimenti o le tabelle nutrizionali. Un alimento che può fare prevenzione, guardando alle patologie cardiovascolari, principalmente, è senz’altro quello non ha grassi. Quale alimento italiano tipico, com’è la pizza, può tornarci utile?”. Le conclusioni della dott.ssa Ferro: “Fermo restando la diversificazione dell’alimentazione, la pizza con gli elementi base, fa bene e contribuisce alla prevenzione. Preparata a casa, anche i bambini possono aiutare la mamma a condire la pizza, scegliendo gli ingredienti che preferiscono, condividendo un momento divertente in famiglia”.

Beniamino PASCALE

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