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LE GARE DI CORSA IN PUGLIA.

Il termine sport è l’abbreviazione della parola inglese disport che significa divertimento. La parola disport deriva dalla parola antica francese desport che ha lo stesso significato.

E’ diffusa l’idea che lo sport è anche un mezzo di trasmissione di

 

valori universali e una scuola di vita che insegna a lottare e aiuta la socializzazione e il rispetto tra compagni ed avversari.

Molti sport richiedono attrezzature per essere praticati, altri invece, ed esempio la corsa, non richiedono attrezzature particolari se non la forza fisica e la determinazione ed è per questo che proprio la corsa è molto diffusa nei paesi poveri, nei quali rappresenta un riscatto sociale ed in effetti, i migliori corridori sono africani.

Spesso si ripete la massima del barone De Coubertin “L’importante non è vincere ma partecipare”, poi però ci sono tanti interessi, soprattutto economici, per cui nella realtà questa massima non viene messa in pratica e non solo nello sport più diffuso, il calcio, ma anche nella corsa e soprattutto nelle gare pugliesi.

Oggi, in Puglia le gare di corsa su strada sono aperte a tutti, a tutte le società ma, se un atleta si impegna, si sacrifica e con determinazione arriva a vincere o comunque arriva a premio, se non appartiene con la sua società alla Fidal ecco che non viene premiato.

Si perde, così, la motivazione che ha sempre spinto a fare sport: divertirsi, sacrificarsi, faticare per migliorare le proprie capacità per essere poi, riconosciuto tutto ciò con il premio finale.

Ora, io chiedo alla Fidal Puglia e alle società ed essa iscritte quale è la motivazione che li spinge a non premiare i non appartenenti alla Fidal? Credo che tutti i corridori, affiliati o non alla Fidal, praticano la corsa perché la amano.

Non sono sicura di ricevere risposta alla mia domanda o che cambino le cose qui in Puglia, che si riporti lo sport alle motivazioni iniziali cioè divertirsi. Quindi, consiglio ai ragazzi e alle ragazze, ai giovani e meno giovani appartenenti alle società non Fidal, come I SENZA TEMPO di San Severo, di continuare a correre e a divertirsi come hanno fatto fino ad ora e come sanseverese ringrazio gli atleti Michele Belfonte, Francesco Columpsi, Lino Li Bergolis, Luigi Mazzetti, Antonio Pennacchio, Nazario Sette e Massimo Barletta, appartenenti alla società I SENZA TEMPO, perché anche se non Fidal faranno conoscere ciò che di sano e buono c’è a San Severo, partecipando il 30 novembre alla Maratona di Firenze, dove per inciso viene premiato chiunque, tesserato Fidal e non.

Forza ragazzi fatevi onore, siamo tutti con voi!

SALVATO MARIA TERESA

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