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LEGALITÀ E SICUREZZA: CHE FARE?

Il tema della legalità, generale e indispensabile presupposto per la vita di una comunità civile, si sposa con quello della sicurezza, che negli ultimi anni ha assunto una connotazione di assoluta emergenza, stante l’incremento di episodi violenti registrati in città.
In realtà il concetto di legalità è omnicomprensivo: la sicurezza sarebbe automaticamente assicurata in un tessuto sociale dove regnasse la legalità. Quest’ultima, però, si nutre non solo del rispetto delle norme da parte di tutti, ma necessita di condizioni culturali e sociali che quasi mai sono pienamente presenti e realizzate.
Le condizioni culturali, ad esempio, imporrebbero una diffusa e capillare assimilazione, con conseguente convinta adesione, del significato, del senso e dei risvolti del concetto di legalità da parte di tutti i cittadini e in special modo dei ragazzi, dei giovani. A tale scopo, le agenzie sociali formative come la famiglia, la scuola, i diversi presìdi istituzionali e/o collettivi, dovrebbero essere posti in grado e motivati a svolgere il loro ruolo di formazione permanente alla legalità. È evidente che i modelli esterni – da quelli istituzionali a quelli privati – dovrebbero funzionare, appunto, quali modelli di legalità.
Oggi spesso si ha la rappresentazione inversa: amministratori pubblici e privati cittadini che frodano, corrompono o si lasciano corrompere in vista di un tornaconto personale, rubano alla collettività, si avvantaggiano con raggiri e delitti, usano la forza, la violenza, avvalorando l’idea che questo sia il modo più “utile” per emergere o per realizzare una situazione personale di benessere. A ciò concorre anche la relativa impunità che spesso si associa per una pena mai certa e rigorosa. Le fragili personalità di molti ragazzi sono attratte da organizzazioni criminose che nel loro interno esercitano l’imperio di gerarchie a loro modo funzionali, rigide e paradossalmente gratificanti.
Un ulteriore presupposto culturale dovrebbe impegnare tutte le vittime delle azioni delittuose a denunciare le vessazioni, le minacce, i comportamenti estorsivi subìti. Perché ciò diventi plausibile prassi, tuttavia, è necessario che lo Stato assicuri una maggiore capacità di protezione e supporto (anche economico, quando occorre) (cfr. infra “Amministrazione Comunale”). Analogamente anche il cittadino comune che sa o può fornire dati utili dovrebbe assumere il coraggio civile e culturale della piena collaborazione con le Forze dell’Ordine e la Magistratura, superando timori e ricevendo, se necessario, adeguata protezione.
Le condizioni sociali esterne – con offerta lavorativa quasi nulla ovvero, quando c’è, demotivante sul piano economico, dei diritti, del merito – sono, agli occhi delle nuove generazioni, la rappresentazione di un fallimento, di una società iniqua, soprattutto nei loro confronti, ma anche nei confronti di padri di famiglia o di anziani abbandonati a un destino di sopravvivenza, dove il
concetto di legalità è disintegrato e il modello etico espresso è quello del privilegio e del suo potere imperante.
A tale riguardo continuiamo a sostenere che il reddito di cittadinanza, proposto dal M5S, rappresenterebbe un elemento importante non solo di equità sociale, ma anche strumento di sottrazione di una parte della manovalanza giovanile alle organizzazioni criminali.
Su questo terreno ovviamente è difficile costruire l’affermazione della legalità come sentimento civico da vivere permanentemente e irrinunciabilmente. Eppure è l’unica salvezza di una società che aspira a sopravvivere a se stessa per le generazioni future.
Sarebbe troppo lungo discutere su ciò che vale in termini di prevenzione e repressione di reati o anche solo di comportamenti illeciti ed eticamente censurabili.
Dovendo essere propositivi, ci permettiamo di indicare alcune iniziative che, seppure non risolutive, tuttavia potrebbero utilmente concorrere ad avviare un percorso di legalità e sicurezza.
Innanzi tutto, riprendendo una proposta già protocollata a suo tempo (25/07/2014) dagli attivisti del M5S e dall’Amministrazione Miglio-Emiliano ineffabilmente ignorata, riteniamo necessario pervenire all’istituzione, con delibera del Consiglio municipale, della “GIORNATA DELLA LEGALITÀ” (ovvero, se si ritiene, la “SETTIMANA DELLA LEGALITÀ”). Essa, al di là di una sterile retorica, dovrà rappresentare un decisivo appuntamento per un confronto a tutto campo tra cittadini e Istituzioni, un contenitore di dati, proposte, dibattiti, verifiche di politiche promesse e mantenute ovvero disattese. Una “movimentata” giornata (o settimana) con forum, incontri, relazioni, eventi: il trionfo della trasparenza, l’asprezza delle domande e/o dei giudizi, ma anche l’assennato contributo di proposte operative. Tutte le Istituzioni dovranno essere rappresentate, dall’Amministrazione Comunale a quella provinciale e regionale, dall’ASL alle Forze dell’Ordine (Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza), dalla Prefettura alla Magistratura, dalla Scuola (di vario ordine e grado) all’Agenzia delle Entrate, alla Camera di Commercio. Saranno presenti anche tutte le Associazioni di categoria, dall’Associazione degli industriali a Quelle per il commercio, l’artigianato, l’agricoltura, dai Sindacati alle Rappresentanze ordinistiche, alle Associazioni private cittadine. Ovviamente libero accesso all’intera cittadinanza.
Ognuna di tali rappresentanze dovrà portare il proprio contributo in termini di bilancio operativo annualmente svolto. Ad esempio la Magistratura e le Forze dell’Ordine daranno conto di quanti e quali tipi di reati siano stati investigati e accertati/puniti, in modo da fornire alla cittadinanza una sorta di “andamento” annuale delle azioni di contrasto alla delinquenza, una specie di monitoraggio utile per impostare e disciplinare energie e programmi di intervento futuro, anche in funzione di un migliore interscambio collaborativo tra le diverse Forze dell’Ordine. Tali rappresentanze, tuttavia, potranno anche motivare limiti o lacune, carenze o esigenze supplementari per una loro maggiore incisività e di esse sarà assicurata la trasmissione alle competenti sedi ministeriali.
Uguale discorso per tutte le altre Istituzioni rappresentate, ognuna per il proprio campo di azione e le specifiche competenze.
Una particolare attenzione, tuttavia, si deve rivolgere alla Scuola e all’Amministrazione Comunale.
Come si è detto, la Scuola è importantissima agenzia formativa. Dalla scuola primaria fino alla secondaria superiore è opportuno che essa abbia docenti (formati con un corso a parte) in grado di rappresentare un punto di riferimento per il tema della legalità. Dalla Carta Costituzionale alle norme civili, penali ed amministrative; dalle funzioni e i “luoghi” delle diverse Istituzioni ai diritti e doveri dei cittadini; dall’insegnamento dell’etica alla sussidiarietà; questi ed altri argomenti devono trovar posto nell’insegnamento quotidiano e nell’offerta formativa, al di là dei programmi ministeriali. In vista della “giornata (o settimana) della legalità”, le scuole che lo ritengano potranno svolgere un tema sull’argomento, con assegnazione di un premio da una giuria mista (scuola-istituzioni-cittadinanza). Il premio, non necessariamente in denaro, potrebbe essere anche un viaggio per più persone offerto “dai” e “nei” luoghi istituzionali nazionali o europei (es., previ
opportuni accordi con parlamentari disponibili: Parlamento europeo / Parlamento italiano / Presidenza della Repubblica / Corte Costituzionale, ecc…). Altra forma di coinvolgimento potrebbe essere “La Scuola Domanda”, una sorta di elenco meditato, di chiarimenti o proposte, che impegnerebbe l’Istituzione interpellata a risposte operative concrete.
L’Amministrazione Comunale.
Cosa possono fare gli Enti Locali e segnatamente un’Amministrazione Comunale?
Ci permettiamo di suggerire alcuni provvedimenti.
Innanzi tutto la gestione del Territorio, degli spazi urbani. A San Severo sarebbe forse auspicabile la chiusura al traffico della cinta urbana (cosiddetto “Giro Esterno”) che parte da Piazza Castello e attraversa le Vie Tondi e Minuziano, fino a Piazza Incoronazione da un lato e parte di Via Gramsci e tutta Via Tiberio Solis dall’altro. Ovviamente le limitazioni non riguarderebbero i residenti e i commercianti (ai quali andrebbe sottoposta con referendum l’iniziativa). Inoltre, contestualmente, andrebbero ridisegnati gli spazi per i parcheggi, gratuiti e a pagamento, in percentuali adeguate, come da Codice della Strada, con sufficiente previsione di spazi per disabili. I parcheggi a pagamento non dovrebbero più essere affidati ad esterni, come giustamente ribadito di recente anche dalla Magistratura amministrativa, ma gestiti direttamente dall’A.C. con parchimetri, come avviene nelle altre città. Tali misure (chiusura al traffico e regolamentazione dei parcheggi) consentirebbero una riappropriazione degli spazi da parte di famiglie e cittadini in genere, con flussi di popolazione e densità “socializzanti”. Una città che palpita e vive, con la gente che affolla le strade, è maggior presidio e miglior contrasto di un’eventuale criminalità appiedata, con indubbi vantaggi per gli stessi commercianti, le cui vetrine espositive sarebbero a quel punto più visibili ed attrattive, cosa oggi quasi impossibile per chi transita velocemente con le auto. Altro risvolto sarebbe il guadagno in termini ambientali di minori scarichi di particolato e dunque una maggiore pulizia dell’aria respirabile.
L’A.C. dovrebbe istituire il “vigile di quartiere”, soprattutto nelle zone esterne al centro storico come sopra ridisegnato. La figura del vigile di quartiere sarebbe preziosa per la conoscenza e la protezione degli abitanti e la contestuale individuazione di “movimenti” di persone estranee al quartiere stesso. Ciò fungerebbe anche come deterrente all’abuso di spazi solitamente destinati allo spaccio e fruizione di sostanze stupefacenti oltre che di eventuali circuiti di prostituzione in luoghi pubblici. Per avere personale disponibile, molti degli attuali vigili urbani dovrebbero essere affrancati da compiti amministrativi e burocratici (con un unico sportello a questi ultimi dedicato). Inoltre, anche per quanto concerne la vigilanza per il traffico cittadino, una turnazione, sia pure discontinua per giorni e punti fisici della città, potrebbe risultare utile. Sapere che da un momento all’altro, presso una rotonda o un incrocio con semaforo o altro punto nevralgico, vi possa essere un vigile pronto a sanzionare infrazioni, creerebbe il presupposto per una maggiore attenzione e rispetto delle regole da parte del cittadino.
L’A.C. dovrebbe programmare ed installare un numero adeguato di videocamere soprattutto nelle zone a densità commerciale, e ciò, naturalmente, rafforzando gli impianti di illuminazione pubblica. Ma non basta.
Al fine di favorire la sicurezza, crediamo che la Regione Puglia in prima istanza dovrebbe istituire poste di bilancio per un fondo cui accederebbero commercianti e professionisti che volessero installare sistemi di sicurezza interni ed esterni ai locali utilizzati per il commercio o gli studi professionali. Il contributo potrebbe prevedersi per una quota parte a fondo perduto e per altra quota parte con restituzione rateizzata ad interessi minimi, che andrebbe successivamente a reintegrare il fondo stesso per nuovi accessi.
Dal canto suo, l’A.C., nell’intento di sostenere una più diffusa e capillare collaborazione dei soggetti vessati, minacciati ed esposti a richieste estorsive o di “pizzo”, potrebbe promuovere iniziative di sostegno concreto, tangibile, per tutti coloro che, denunciando alle Forze dell’Ordine e alla Magistratura nomi, fatti e situazioni a rischio, consentissero a sottoporsi a rilievi telefonici, fotografici o audiovisivi da parte degli inquirenti fino ad oggettivi riscontri e interventi repressivi. In seguito a tale documentata e certificata collaborazione, l’A.C. potrebbe esonerare i soggetti collaboranti per un periodo determinato (2, 3 anni o più) dal pagamento di imposte e tasse locali e addirittura, per casi più importanti (ad esempio allorché la collaborazione prestata agli inquirenti portasse all’arresto e alla condanna degli estorsori), potrebbe prevedere per la medesima durata (2, 3 anni o più) l’accollo di costi assicurativi, a tutela di eventuali atti di ritorsione e “punitivi” da parte di fiancheggiatori o complici dell’estorsore.
Tutto ciò potrebbe contribuire in modo significativo a stabilire un clima cittadino di maggiore collaborazione e sicurezza, fino, probabilmente, a ridurre drasticamente – se non a debellare – il fenomeno della criminalità e delle bombe in città.
Questi suggerimenti non hanno la pretesa di certezze assolute, ma nel clima parolaio e vuoto della politica sono spunti e proposte da discutere e provare ad attuare sul campo. Annualmente, nella “giornata (o settimana) della legalità” se ne potrebbero verificare gli effetti e le congruità, correggerne o integrarne parti. Sarà pur sempre un percorso di concretezza modellabile ed evolutivo.
Quanto al resto, l’A.C. è chiamata a recidere ogni rapporto che la colleghi in forma manifesta o potenziale a personaggi di dubbia reputazione. È opinione corrente che le esigenze elettorali creino spesso, nelle formazioni politiche, la tentazione di avvalersi di mezzi e personaggi che contrastano decisamente con il rispetto della legalità. A nulla vale poi mistificare un rigore etico eluso in origine o esternare ipocrite doglianze. L’antidoto naturale dell’illegalità è la trasparenza assoluta degli atti e dei comportamenti, ancor più quando si amministra la cosa pubblica.
In particolare, sarebbe utile istituire una relazione annuale sulla trasparenza e l’accesso dei cittadini agli atti, relazione scritta che dovrebbe contenere tutte le segnalazioni e le proposte pervenute da enti, associazioni, privati cittadini, con a margine il seguito dato dall’Amministrazione Comunale con relativo esito motivato.
Siamo convinti che molti di coloro che scelgono di fare politica attiva muovano da motivazioni encomiabili, come siamo convinti che con il M5S “l’onestà andrà di moda”. Un’autentica “iattura”, davvero “pericolosa”, per più di un politicante farlocco!
Dicembre 2015.
Gli Attivisti del Meetup REVOLUTION di San Severo.
Per contatti: meetup.revolution.sansevero@pec.it
Altrimenti anche: dr Giuseppe Donnanno
Tel.: 3201181820

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