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Lunedì 10 febbraio San Severo celebra il “Giorno del Ricordo”.

Anche quest’anno l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, rappresentata a livello locale dall’avv. Casimiro delli Falconi,  terrà una serie di iniziative in molte città italiane al fine di commemorare degnamente i tanti nostri connazionali vittime innocenti

 

della pulizia etnica alla fine del secondo conflitto mondiale.

Si tratta del “Giorno del Ricordo”, solennità civile stabilita dalla Legge n.92 del 30 marzo 2004. La manifestazione commemorativa programmata nella nostra città e voluta dall’Amministrazione Comunale si terrà lunedì 10 febbraio 2014, con inizio alle ore 10,30 in Largo delle Foibe, nei pressi della Scuola Media Petrarca.

Per ricordare tale ricorrenza in questi giorni l’Amministrazione Comunale ha fatto affiggere dei manifesti in città. Inoltre, il Sindaco avv. Gianfranco Savino ha inteso inviare un messaggio agli studenti della città.

“Cari Studenti, l’Amministrazione Comunale di San Severo, con alto senso di responsabilità nei confronti delle giovani generazioni, intende ricordarvi che il prossimo 10 FEBBRAIO ricorre “Il Giorno del Ricordo”, istituito nel 2004 per non dimenticare l’eccidio delle foibe. Una tragedia passata per decenni sotto silenzio, proprio come silenzioso fu il massacro di migliaia di italiani giuliano-dalmati fatti precipitare nelle profonde cavità carsiche della zona dai comunisti di Tito. I numeri ufficiali parlano di oltre 5 mila morti tra l’ottobre del 1943 e il 1945, gente comune, donne, uomini e bambini prelevati nei luoghi di lavoro e nelle abitazioni e gettati ancora vivi nelle foibe. Unica loro “colpa”, essere italiani: fu dunque genocidio, pulizia etnica. E’ una pagina dolorosa della storia italiana, troppo a lungo negata e colpevolmente rimossa. E’ doveroso anche ricordare che l’esodo fu, in buona sostanza, l’espulsione di massa di un’intera comunità, quella dalmata – istriana, con l’obiettivo di eliminare l’ITALIANITÀ da quelle terre. Fu un esodo forzato di circa 250.000 connazionali d’Istria e Dalmazia. Il contesto politico del tempo non può giustificare le sofferenze atroci di cui furono vittime donne e uomini innocenti, colpevoli soltanto di essere italiani e di opporsi all’annessione del leader slavo TITO. Da quel pesante carico di sofferenze, personali e di un popolo, l’Italia rapidamente distolse gli occhi per eludere assunzioni di responsabilità e debiti da onorare nei confronti degli istriani, fiumani e dalmati. Oggi nessuno non può affermare di non sapere e ognuno di noi ha il dovere, morale prima che politico, di superare definitivamente ogni forma di reticenza e rimozione di una tragedia che ogni italiano deve considerare parte della storia del Paese e di una nuova Europa che basa su multiculturalità, multietnicità e libertà di professione religiosa i valori fondanti dell’integrazione europea. Per questo è giusto ricordare quelle tragedie, perché mai più l’Europa abbia a conoscere pulizie etniche, negazione delle identità, oppressione della libertà. Mi rivolgo, infine, a voi affinché Il “Giorno del Ricordo” non sia soltanto un momento dedicato alle vittime delle Foibe ed alle sofferenze inflitte agli esuli giuliano-dalmati, ma un approfondimento sulle ragioni storiche che favorirono quegli eccidi e l’occasione per attualizzare la nostra storia, per riflettere sui conflitti che ogni giorno caratterizzano i rapporti tra gli Stati, per evitare di dover nuovamente scrivere simili tristi pagine”.

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