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M5STELLE: Presentato al Sindaco un documento sul traffico/viabilità/parcheggi

Oggi, 8 ottobre 2014, il Movimento 5 Stelle di San Severo ha consegnato al Comune di San Severo (prot. n. 0016712) un documento sul traffico/viabilità/parcheggi, nel quale sono state esaminate alcune importanti questioni, con proposte di soluzioni e richiami ad adempimenti legislativi disattesi dall’Amministrazione Comunale di San Severo.

Le problematiche esposte s’intrecciano fra di loro e non sono

 

scindibili.

La prima riguarda lo stato di degrado del manto stradale di molte arterie cittadine, i sistemi utilizzati (o meglio, NON utilizzati per farvi fronte). Non vale la scusa della mancanza di fondi, poiché – seconda questione – non si sono mai applicate le normative che disciplinano la finalizzazione degli introiti provenienti da multe e soste a pagamento. Le scelte operate dalle Amministrazioni precedenti sono state quelle di intasare la città con parcheggi a pagamento – terza questione – senza la contestuale, adeguata offerta di parcheggi liberi nelle aree limitrofe (come pure prevede il Codice della Strada e obbligano sentenze di cassazione), adottando in una prima fase i cosiddetti “grattini” acquistati da molti e repentinamente messi fuori legge per far posto a tagliandi precari consegnati da parcheggiatori privati coi quali si è stipulata una convenzione ed i cui incassi non si capisce bene che fine facciano. Ciò, invece di procedere ad una più corretta installazione di parchimetri.

Quarta questione, la mancanza puntuale di vigili nella città per disciplinare il traffico e far rispettare le regole del Codice della Strada, con metodologie d’intervento tese ad educare piuttosto che reprimere. Le uniche presenze – si fa per dire – sono quelle dei vigili “appostati” per multare i cittadini che, non trovando parcheggio libero, anche per l’enorme quantità di cartelli di divieto apposti in ogni dove, sono costretti a commettere infrazione. Una presenza non “amica”, dunque, quella dei pochi agenti di Polizia Urbana, ma finalizzata quasi esclusivamente ad elevare contravvenzioni e fare cassa per l’Amministrazione e per se stessi.

Quinta questione, la rideterminazione di zone pedonali e piste ciclabili, oltre a spazi maggiori per disabili e sicurezza nei quartieri. Il Movimento 5 Stelle ripropone la chiusura al traffico della cinta urbana interna (cosiddetto “giro esterno”) come ottimale soluzione per ridurre l’inquinamento acustico e ambientale da gas di scarico e particolato. Tuttavia, consapevole che una tale “rivoluzione” urbana debba essere accettata più che imposta ai cittadini e ai commercianti, ne suggerisce l’adozione dopo una consultazione popolare.

Tutte le situazioni elencate in breve sintesi s’intersecano con scelte strategiche che investono una moltitudine di problematiche e di interventi da compiere (una per tutte, ad esempio: un rifacimento del manto stradale può ben essere eseguito dando contestuale soluzione al problema della fogna bianca). Una strategia, infatti, è tale se esamina soluzioni di lunga durata, programmando interventi multifattoriali, che eliminino la frammentazione dispendiosa e ripetitiva quanto inefficace.

Il Movimento 5 Stelle

Per contatti: Giuseppe Donnanno

Cell.: 320.1181820

Al Sindaco di San Severo

Avv. Francesco MIGLIO

Città

Oggetto: Sistema traffico/viabilità.

Il sistema traffico/viabilità nella nostra Città è un tema forse mai affrontato organicamente.

La situazione viaria è sotto gli occhi di tutti: le strade sono sconnesse, piene di buche, rattoppate in seguito ai diversi interventi per gli allacci delle utenze, da quelle elettriche a quelle del gas metano, dalle condotte di acqua potabile a quelle della rete fognaria e per finire alla rete telefonica. Essendo mancata una manutenzione costante e capillare, le condizioni nel tempo si sono aggravate. I rattoppi palliativi di tanto in tanto effettuati, lungi dal risolvere la situazione, hanno rappresentato uno spreco di soldi e fors’anche un buon sistema di alimentazione di clientele politiche verso le ditte amiche di volta in volta interessate.

Da sempre è mancato un intervento programmato e risolutivo per la fogna bianca, per cui la Città facilmente si allaga in occasione di piogge.

In passato ci si è persino affidati a cosiddetti “tecnici” fatti venire da altre Regioni per un piano-traffico che invece di snellire la circolazione dei mezzi ha creato intasamenti e code soprattutto in alcune zone strategiche, quale, ad esempio la direttrice Via Don Minzoni-Via Masselli, dove, giova ricordarlo, in precedenza si transitava con doppio senso di marcia senza alcun problema, mentre oggi percorrerla a senso unico può impegnare anche mezz’ora!

Non parliamo delle rotonde. A parte quella posta sul Viale Matteotti, le altre sono con ogni evidenza sbagliate, fatte male, non essendo gli svincoli posizionati secondo punti cardinali rispettati, ma costringendo gli automobilisti a vere e proprie gincane.

Infine, ma non secondario problema, la soluzione data ai parcheggi. Si è abusato di parcheggi a pagamento, senza rispetto per le norme che prevedono adeguati spazi di parcheggio libero, affidando il pagamento a posteggiatori privati e rinunziando a parchimetri che avrebbero reso maggiori introiti alle casse comunali.

E qui il tema si allarga.

Non esitiamo a dire che la scelta ottimale sarebbe quella di rendere l’intera circonvallazione interna del centro storico – per intenderci quella del cosiddetto “giro esterno” che comprende parte di Via Gramsci, Via Tondi, Via Minuziano, Via Tiberio Solis – area pedonale a transito limitato, tutt’al più con una pista ciclabile di pari sviluppo. Ciò consentirebbe minore inquinamento acustico e ambientale con immissioni di gas di scarico e di particolato, una maggiore fruibilità della stessa da parte di famiglie, ragazzi e anziani, una diversa qualità espositiva dei commercianti con indubitabili ritorni economici, una maggiore capacità di aggregazione sociale in termini di percorrenza e sicurezza. Al riguardo, tuttavia, pur auspicando come Movimento tale soluzione, siamo convinti che l’ultima parola possa essere data ai cittadini a mezzo di consultazione civica, allorché si tratta di scelte importanti che rimodellano la struttura urbana.

Per quanto attiene alla gestione del traffico e della sosta in genere, si deve lamentare una scarsa presenza dei vigili urbani negli incroci nevralgici, mentre li ritrovi ad elevare multe per sosta vietata o mancata esposizione del disco orario. I cittadini hanno l’impressione che la polizia urbana non sia “amica”, ma agisca, quando agisce, all’unico scopo di sanzionare queste uniche infrazioni. Se poi si ha necessità del loro pronto intervento, l’attesa può risultare vana o comunque assai tardiva. Abbiamo ascoltato le lamentele circa l’inadeguatezza del numero dei vigili urbani, ma probabilmente, come altri corpi di polizia, sono molti, troppi, i compiti amministrativi loro richiesti. Qualche malizioso azzarda che per tali compiti si possa anche sgomitare per vederseli assegnare (quel che si chiama comunemente “imboscamento”), ma non vogliamo credere a questa illazione. Resta il fatto che una migliore programmazione dei compiti e una maggiore presenza sulle strade, come anche l’istituzione del vigile di quartiere sarebbe una buona cosa ai fini della gestione del traffico e della sicurezza di persone e cose.

Ove persistesse l’attuale sistema di circolazione, devono essere rivisti i criteri della disciplina del traffico e del posteggio a pagamento, per quantità, qualità e gestione.

La quantità è determinata, ai sensi del D. Lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (Codice della Strada), art. 7, comma 8,  il quale così recita: “Qualora il comune assuma l’esercizio diretto del parcheggio  con custodia o lo dia in concessione ovvero disponga l’installazione  dei dispositivi di controllo di durata della sosta di  cui  al  comma  1, lettera f), su parte  della  stessa  area  o  su  altra  parte  nelle immediate vicinanze, deve riservare una  adeguata  area  destinata  a parcheggio rispettivamente senza  custodia  o  senza  dispositivi  di controllo di durata della sosta.”

La decisione spetta alla Giunta Municipale. La relativa delibera deve essere, come tutti gli atti amministrativi, motivata secondo i principi generali, con il ragionevole e ponderato apprezzamento della scelta operata, in relazione alle esigenze della circolazione e della sicurezza del traffico e degli utenti, essendo il provvedimento suscettibile di controllo in sede giurisdizionale anche sotto il profilo dell’eccesso di potere.

Infatti è pur vero che tale obbligo (individuazione di uno spazio a parcheggio libero) non sussiste: a) per le zone definite aree pedonali a norma dell’art. 3 del codice della strada; b) per le zone a traffico limitato; c) per le zone definite “A” ai sensi dell’art. 2 del decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444; d) per le altre zone di particolare rilevanza urbanistica, opportunamente individuate e delimitate dalla Giunta Municipale nelle quali sussistano esigenze e condizioni particolari di traffico (CdS, sez. IV, 04.12.2013, n. 5768 in Diritto e Giustizia), ma è anche vero che la Corte di Cassazione a Sezioni Unite (sent. n. 6348 del 4 dicembre 1984, e sent. n. 116 del 9 gennaio 2007) ha stabilito che la destinazione di aree pubbliche a parcheggio a pagamento può essere deliberata solo se sono istituite aree a parcheggio libero.

In aggiunta a quanto sopra deve rilevarsi che la gran parte delle strade presenti nelle intersezioni delle aree con parcheggi a pagamento sono inibite a parcheggio libero mediante una costante apposizione di cartelli con divieto di sosta, cosicché il cittadino è obbligato suo malgrado a pagare un pedaggio ovvero a sostare il proprio veicolo a notevole distanza dai luoghi “de quo”. Ancora: una più attenta e severa tutela per i disabili, con spazi dedicati e la vigilanza sul loro corretto uso.

La qualità e la gestione sono determinate dal sistema utilizzato per il pagamento. Le tariffe sono corrisposte, dietro approssimata certificazione di un foglietto apposto dai parcheggiatori, a questi ultimi, mentre dovrebbero esserlo a mezzo di parchimetri posizionati a distanza utile. Si ignorano le condizioni che l’Amministrazione Comunale ha stabilito nell’atto di concessione, i criteri e le modalità con cui ha definito la propria scelta e ovviamente i ricavi che si è riservata di ottenere.

La questione non è di poco conto anche alla luce di quanto dispone l’art 17, comma 132, della legge n. 127/1997: “  I comuni possono, con provvedimento del sindaco, conferire funzioni di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di sosta a dipendenti comunali o delle società di gestione dei parcheggi, limitatamente alle aree oggetto di concessione. La procedura sanzionatoria amministrativa e l’organizzazione del relativo servizio sono di competenza degli uffici o dei comandi a ciò preposti. I gestori possono comunque esercitare tutte le azioni necessarie al recupero delle evasioni tariffarie e dei mancati pagamenti, ivi compresi il rimborso delle spese e le penali”.

Si comprende come i cittadini abbiano enorme interesse alla diretta gestione delle aree di sosta e di parcheggi da parte dell’Amministrazione Comunale invece che da parte di ignoti gestori privati (tralasciando analitici approfondimenti in ordine alla personalità degli stessi).

Altra importante questione che codesta Amministrazione deve risolvere e garantire è quella della destinazione dei proventi che rivengono dalle multe e dagli incassi per le soste, i parcheggi e le infrazioni al Codice della Strada.

L’art. 208 del Codice della strada (D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, come modificato ed integrato con successive norme: art.15 del D.Lgs. 9/2002; art.1, comma 564, della legge  296/2006), nella sua versione precedente, stabiliva che i proventi relativi alle sanzioni stradali, per la parte di competenza degli enti locali, fossero destinati per una quota pari al 50% al fine di consentire agli organi di polizia locale di effettuare, nelle scuole di ogni ordine e grado, corsi didattici finalizzati all’educazione stradale, e agli altri interventi meglio di seguito precisati:

–              miglioramento della circolazione sulle strade, anche attraverso assunzioni stagionali  a progetto nelle forme di contratti a tempo determinato e altre forme flessibili di lavoro;

–              potenziamento e miglioramento della segnaletica stradale;

–              redazione dei piani urbani del traffico e dei piani del traffico per la viabilità extraurbana di cui all’art. 36 dello stesso Codice della Strada;

–              fornitura di mezzi tecnici necessari per i servizi di polizia stradale di competenza;

–              realizzazione di interventi relativi alla mobilità ciclistica;

–              infine, in misura non inferiore al 10% della predetta quota, ad interventi per la sicurezza stradale, in particolare a tutela degli utenti deboli: bambini, anziani, disabili, pedoni e ciclisti.

Il legislatore, pertanto, in deroga al principio di unità che pretenderebbe che tutte le entrate iscritte in bilancio fossero indistintamente destinate alle spese, ha introdotto un vincolo di specifica destinazione dei proventi in esame al fine di correlare parte delle somme previste ed introitate ad interventi di miglioramento della circolazione

stradale. Il legislatore ha previsto espressamente che i documenti contabili comprendano la corretta rappresentazione dei proventi delle sanzioni stradali  (commi 1 e 2 dell’art. 393 del  D.P.R. 495/1992) con evidenziazione, per la parte vincolata, degli appositi capitoli di spesa correlati alle voci di entrata, nonché pretende l’adozione di apposita delibera della Giunta, che in sede di predisposizione dei documenti di programmazione e contabili, deve definire, per ciascuna tipologia prevista dalla legge, le quote soggette al vincolo, trasmettendo il tutto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e al Ministero dell’Interno. Peraltro, con la nuova disciplina, dovrà essere inviato, ai Ministeri su indicati, apposito rendiconto annuale dei movimenti e dei saldi relativi ai proventi.

La “ratio legis” della norma dell’art. 208 citato, sin dalla sua versione originaria, è duplice: da un lato, il legislatore persegue la finalità di accrescere la sicurezza sulle strade imponendo alle Amministrazioni locali di utilizzare una parte delle risorse derivanti dall’accertamento di violazioni, alle disposizioni contenute nel Codice della Strada, per effettuare interventi per tale finalità, sia attraverso l’educazione degli utenti, che attraverso interventi diretti a rendere più sicuro l’utilizzo delle vie pubbliche; dall’altro, viene perseguito un fine di natura contabile, teso a garantire gli equilibri di bilancio delle Amministrazioni locali, evitando che queste possano destinare a spese correnti, di natura stabile e ricorrenti, entrate che, invece, sono tendenzialmente aleatorie ed incerte nel loro ammontare.

Ora, noi sappiamo dalla stampa che codesta Amministrazione Comunale ha inteso devolvere una parte dei proventi delle multe al cosiddetto “progetto casco”, ma ciò non la esime dal rispetto di tutti gli altri obblighi previsti dalle vigenti normative, come sopra specificato.

Con la presente, pertanto, esigiamo da codesta Amministrazione una articolata, completa e documentata relazione su tutte le questioni sollevate nel presente documento. La esigiamo come cittadini e come lista autenticata del Movimento 5 Stelle.

Ci riserviamo di valutare gli elementi di risposta che ci verranno forniti, anche ai fini del ripristino della legalità, qualora ve ne fosse necessità.

Distinti saluti.

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