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Per il ballottaggio resta fondamentale la partecipazione al voto del 9 giugno.

Il voto del 26 maggio per il rinnovo del consiglio comunale di San Severo, ha decretato solo che ci sarà il ballottaggio domenica 9 giugno tra il centro destra a guida Maria Anna Bocola e il centro sinistra a guida Francesco Miglio, sindaco uscente. La coalizione Bocola ha ottenuto, al primo turno, 10.446 voti; la coalizione Miglio, al primo turno, ha ottenuto 8.573 voti. Entrambi, si sono già presentati agli elettori di San Severo nel 2014. Maria Anna Bocola, alla vigilia, è favorita. Ma come in tutte le “competizioni”, anche quella elettorale del ballottaggio per stabilire chi sarà il sindaco di San Severo per il quinquennio 2019-2024, parte da una situazione di parità. I cittadini sono di nuovo chiamati ad esprimere il loro voto di preferenza e vincerà, chi tra i due, otterrà la maggioranza assoluta (un voto in più dell’altro candidato).
I consiglieri comunali, invece, sono assurti a tale ruolo con il voto del 26 maggio. Le proiezioni del consiglio comunale ne hanno già delineato il futuro assetto, nel caso dovesse diventare sindaco Miglio o Bocola, per sapere come sarà composta la maggioranza o l’opposizione in un caso o nell’altro. I consiglieri sono sempre 24, di cui 15 per la maggioranza e 9 per l’opposizione. Ma c’è già chi dalla notte del 27 maggio si sta cimentando con il “metodo d’Hont” (è un metodo matematico per l’attribuzione dei seggi nei sistemi elettorali che utilizzano il metodo proporzionale) per ipotizzare il proprio futuro amministrativo o “lavorativo”: tutti chiamati, pochi gli eletti.
Logicamente, il tema dominante della settimana che condurrà al ballottaggio del 9 giugno è il retro pensiero, di qualcuno, che aleggia sui 4.429 voti di chi ha dato fiducia a Nazario Tricarico, sui 3.485 di Ginfranco Di Sabato e sui 1.001 di Raffaele Fanelli. Ma sulla questione sono competenti i diretti interessati che, come già hanno lasciato intendere, daranno indicazioni libere di voto, secondo scienza e coscienza, alla propria base elettorale.
Come si vocifera, ed è questo il vero problema, potrebbe aumentare e vincere, purtroppo, il “partito dell’astensionismo” in vista del ballottaggio, in una sorta di ignavia elettorale, o di ipocrita sfiducia nei confronti della politica. Ma a livello locale, il voto riveste un’importanza fondamentale per la vita sociale.
Al dà del dilemma shakespeariano: Miglio o Bocola, Bocola o Miglio, uno dei due sarà il sindaco di San Severo. Il sindaco di tutta la comunità. Quindi, anche per dar valore e forza al futuro sindaco è necessario che ci sia un’alta percentuale di votanti, con un’alta affluenza alle urne, a testimonianza che i primi, come dovere civico, sono i cittadini/elettori a voler partecipare alla vita amministrativa della città.
Quel dovere che poi, a “bocce ferme”, viene sbandierato come un diritto: ma in quel caso, i primi a non essere credibili, sono proprio coloro che non si sono recati a votare (perché hanno ritenuto importante fare altro) e che non potranno dare lezioni di democrazia a nessuno.
Beniamino PASCALE

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