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PERCHÉ’ Il COMPOSTAGGIO A SAN SEVERO?

L’insediamento di un Impianto di compostaggio nell’ambito del territorio sanseverese,  pur non essendo un’opportunità in quanto non è un insediamento produttivo (del tipo agroalimentare) che  trasforma i  nostri prodotti agricoli e fornisce  un elevato tasso occupazionale, deve essere visto come  un servizio-dovere   di cui  la nostra  comunità  deve farsi carico.  Non si possono produrre  dei rifiuti  e pensare che debbano essere altri territori ad occuparsi del loro trattamento e smaltimento. Il nostro senso civico deve fare in modo che i rifiuti che noi  produciamo non siano smaltiti in discariche (come avviene oggi con elevate percentuali) ma seguano un processo biologico che riduca notevolmente l’impatto ambientale. Discariche che tendono sempre più ad esaurirsi  con il rischio di trovarci nelle stesse condizioni delle strade di Napoli di qualche anno fa. Un altro elemento da tener presente è che trasportare rifiuti in altre realtà territoriali obbliga la nostra comunità a dover  dipendere dalle condizioni di tali territori.

 Un metodo che tratta i rifiuti attraverso un processo biologico è il compostaggio della FORSU (Frazione Organica dei Rifiuti Solidi Urbani che corrisponde all’umido dei rifiuti).

La produzione di RSU (Rifiuti Solidi Urbani) a San Severo è di circa 20.000 tonnellate all’anno. Solo una parte sarà trattata dall’impianto di compostaggio e in particolare 5000-6000 t/annue di FORSU.

L’impianto che si vuole realizzare nella nostra comunità, come indicato nella delibera di Giunta  Comunale  n.120 , utilizzerà le tecnologie più avanzate nel settore in modo da  trattare la FORSU per produrre compost di qualità e metano, attraverso un sistema integrato anaerobico/aerobico. L’impianto sarà in grado di trattare 20.000 t/a di FORSU che è la produzione stimata se la raccolta differenziata raggiunge il 65% nel bacino ARO/FG 4 ( San Severo, Torremaggiore, Apricena, San Paolo, Serracapriola, Lesina, ChieutI , Poggio Imperiale, Rignano e Castelnuovo )

L’insediamento dell’impianto di compostaggio porterà certamente dei vantaggi ai sanseveresi  che si possono sintetizzare in una riduzione dei costi della TARI (riduzione dei costi dei rifiuti) , nella produzione di un compost di qualità da utilizzare come fertilizzante nell’agricoltura, nella produzione di metano  e nell’occupazione di qualche decina di operatori nell’ambito dell’impianto. Ma sul piatto della bilancia dobbiamo mettere anche che l’insediamento non porterà certamente benessere salutare alla città,  si produrranno tra i 10% e 15% di residui che dovranno andare in discarica, senza dimenticare la confluenza dei mezzi di trasporto degli altri paesi  e la cementificazione dell’area dove sorgerà l’impianto.

Se l’impianto deve essere fatto per senso civico dei sanseveresi  (l’ opportunità è solo di pochi), occorre che sia fatto in modo che sia il meno invasivo possibile per i cittadini. È necessario quindi:

–          che il sito sia individuato attraverso  uno studio di una Commissione Tecnica che fornisca le motivazioni della scelta;

–          che l’impianto sia realizzato in modo che la gestione sia pubblica: in questo modo si evita che il profitto di una gestione privata possa andare a discapito del buon funzionamento dell’impianto, a spese dei cittadini.

–          che l’impatto ambientale sia il meno invasivo possibile

–          che siano individuati i siti per lo smaltimento dei residui dell’impianto.

Se i sanseveresi devono, per senso civico e di responsabilità, vedere nel proprio territorio la collocazione  di un impianto di compostaggio,  è necessario che noi amministratori procediamo affinché tutti i cittadini  siano tutelati nel miglior modo possibile.

Antonio Giuseppe Bubba

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