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Pinuccio CATALANO: appello al voto per Francesco MIGLIO

Caro Dino, cari Anna e Michele,

ci conosciamo da molti anni, con voi ho condiviso le prime esperienze politiche a San Severo, con voi ho collaborato nell’ambito degli importanti ruoli istituzionali

 

che avete ricoperto. In tutti i casi ho apprezzato la grande passione politica e l’impegno al servizio delle istituzioni e della nostra città che vi ha sempre contraddistinto.

Per queste ragioni penso di potermi rivolgere a voi con la franchezza che il nostro percorso comune mi consente e mi impone.

Come sapete da molti anni vivo e lavoro lontano, ma conservo sempre un legame profondo con la nostra terra e la nostra gente … a San Severo ho gli affetti più cari, i rapporti di amicizia più veri, attività e interessi. La ragione e il cuore mi hanno sempre convinto della grande capacità di innovazione, di impegno civile della nostra città, sia nelle singole straordinarie personalità che nelle grandi battaglie di massa che hanno segnato la sua storia. Al tempo stesso sono consapevole, come voi, delle grandi opportunità perse, del rischio di involuzione civile ed economica sempre in agguato.

E’ con questo spirito di fiducia, ma anche di preoccupazione, che ho guardato sin dall’inizio alla scadenza elettorale comunale di questa primavera: una grande possibilità di cambiamento, ma anche il rischio che tutto sembri cambiare perché nulla cambi.

Con questo spirito ho ascoltato chi mi ha chiesto di contribuire direttamente al processo di cambiamento, mettendomi in gioco in prima persona. Con questa speranza ho guardato allo sforzo avviato da voi e da altri di un grande coalizione di donne ed uomini, ancor prima di partiti ed associazioni, che si ponesse la grande ambizione di un profondo cambiamento nello stile e nei contenuti del governo, di una politica al servizio dei cittadini e non di esercizio privato dei poteri pubblici. Speravo, e ancor più vedo possibile oggi, in un grande segnale di discontinuità verso il recente passato: un’amministrazione incredibilmente deludente a dispetto della grande legittimazione politica ottenuta dal sindaco Savino e delle grandi aspettative che lo avevano accompagnato. Un’esperienza politica fallimentare per la città, travolta dai suoi stessi sostenitori, che ha conosciuto una conclusione tanto ingenerosa nell’attribuire solo al sindaco le responsabilità dell’insuccesso, quanto strumentale a ripresentare con le apparenti sembianze del nuovo la stessa classe dirigente politica del recente passato.

Per questo ho appreso con delusione che lo sforzo comune per preparare un programma di cambiamento non riusciva a conseguire i risultati sperati. Ma nonostante il disagio di una scelta non facile, ho ritenuto di contribuire al lavoro della coalizione San Severo bene comune, perché mi è parso da subito che rappresentasse nel metodo e nelle persone il segnale di discontinuità necessario rispetto al passato che la città attendeva.

Che bel nome San Severo bene comune!!! Nella abbondante retorica della politica, stavolta il nome traduce il senso dell’impegno e degli sforzi necessari per la tutela del bene comune. Per l’economista è chiaro che ciò che è davvero di tutti, ciò che abbiamo ereditato e che dovremmo consegnare ai nostri figli non è davvero percepito e gestito come tale. Il bene comune è sempre a rischio di sfruttamento e depauperamento, sempre ostaggio dell’interesse individuale, un bene che tutti desiderano, ma che pochi sentono come proprio e per il quale sono disposti a contribuire. La presenza di beni comuni, l’ambiente, il patrimonio artistico e culturale ecc., rappresenta una delle ragioni più importanti dell’intervento pubblico nel sistema economico!!!

Ho pensato che la coalizione Bene comune e il suo candidato sindaco, Francesco Miglio, interpretassero il senso di ciò che ritengo necessario per la città. Un impegno che, partendo inequivocabilmente dai valori e dall’esperienza storica delle forze di centro sinistra, avesse l’ambizione di interpretarli in modo innovativo e di aprirsi ad un’esigenza di cambiamento più ampia. E la mia convinzione si è rafforzata nel conoscere le donne e gli uomini che hanno dato gambe al progetto, il loro entusiasmo e la loro determinazione.

Dopo l’amarezza del risultato, per chi come voi ha esperienza e passione, è il momento della riflessione politica più alta.

Il risultato elettorale ha reso evidente che la proposta politica del centro sinistra per il governo della città non è stata percepita come adeguata alle esigenze di cambiamento, neppure di fronte alle delusione rispetto alla amministrazione uscente.

La stessa esperienza delle primarie ha evidenziato, come già nella scelta per la premiership del centro sinistra nel 2012, il proprio fortissimo limite nella misura in cui restringe e non amplia le possibilità di ascolto e di inclusione.

Allo stesso modo e per le stesse ragioni l’apparentamento dell’ultimo minuto non sarebbe stato comprensibile dai cittadini, al di la delle buone intenzioni. Come ci si può accordare in due giorni seriamente su un programma di governo se non é stato possibile farlo in mesi di buon lavoro comune?
Nei pochi giorni che rimangono prima della decisone che influenzerà la vita della città per i prossimi cinque anni sono possibili e auspicabili proposte chiare ai cittadini. Una grande responsabilità sta nelle mani dei candidati al ballottaggio, ma anche nelle vostre per il bene della città e dei valori comuni in cui crediamo.

Si tratta di scegliere il candidato e la coalizione al ballottaggio i cui valori sono più condivisi e le cui figure rappresentano un segnale di discontinuità. E a questo proposito è davvero difficile aver dubbi tra i due candidati al ballottaggio: chi rappresenta l’aspirazione ad un città più giusta, più solidale ed accogliente? Chi può garantire un’amministrazione più trasparente ed efficiente? Chi può porsi l’obiettivo di una gestione più efficiente dei rifiuti, condizione indispensabile per la riduzione della tares, che ha raggiunto livelli insopportabili in assoluto e in relazione alla qualità del servizio? Chi può garantire attenzione alla scuola ed alla cultura? Chi può affrontare scelte del governo del territorio che non criminalizzino qualsiasi scelta imprenditoriale, ma impedendo che possa perseguire interessi privati legittimi a danno del bene comune?

Chi può mettere la faccia sul cambiamento? Chi si è opposto, come voi, alle scelte della amministrazione uscente o chi vi ha partecipato attivamente con cariche istituzionali e sostegno politico, salvo il ribaltone delle ultime ore?

Cari amici e, possiamo ancora dirlo senza vergogna, cari compagni davvero è cosi difficile scegliere ed indicare la scelta ai propri elettori, spiegando con trasparenza le motivazioni?

È il momento della lucida generosità politica. Il successo di Francesco Miglio e delle donne e degli uomini della coalizione San severo bene comune può coltivare la speranza di una città migliore, può consentire la riapertura del dialogo e dell’ascolto della città da parte delle forze politiche che rappresentano per il nostro territorio e il paese una speranza di cambiamento.

Sono certo che non vorrete rinunciare a questa prospettiva, ma sostenerla con convinzione, facendovi al tempo stesso garanti e partecipi.

Un abbraccio

Pinuccio Catalano

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